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Sviluppo del pensiero matematico in bambini della primaria

Informazioni tesi

  Autore: Cristina Bonadies
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze della Formazione dell'Infanzia e dell'Adolescenza
  Relatore: Monica Mollo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 118

Nel mio lavoro di tesi ho analizzato il progresso cognitivo dei bambini che operano all’interno di piccoli gruppi cooperativi.
La ricerca condotta è a carattere descrittivo ed è finalizzata ad osservare e comprendere i comportamenti dei bambini quando lavorano da soli e quando lavorano in piccoli gruppi cooperativi.
Questa ricerca ha evidenziato il ruolo positivo delle interazioni sociali e quindi anche il ruolo della cooperazione.
Attraverso l’interazioni i bimbi si sviluppano ma allo stesso modo sviluppano anche un pensiero logico. Il linguaggio è un mediatore delle interazioni, diventando uno strumento importante per la costruzione della cultura e del sapere.
La cornice teorica coinvolta in questo lavoro riprende i più importanti contributi che hanno sottolineato l’importanza dell’ interazione sociale.
Negli studi di Piaget è possibile individuare un “costruttivismo interazionista” sottolinea l’importanza dell’interazione tra due bambini con medesima età ma appartenenti a stadi piagetiani diversi, comportando una ristrutturazione cognitiva quando si lavora su un compito stabilito.
Per Vygotskij l’interazione sociale permette il “costruttivismo sociale” cioè l’interazione sociale può avvenire solo mediante gli artefatti culturali, incidendo sullo sviluppo grazie alla Zona di Sviluppo Prossimale. Essa non è altro la distanza tra il livello effettivo di sviluppo ed il livello di sviluppo potenziale.
Bruner sottolinea l’importanza del ruolo della cultura dando vita al “costruttivismo socio- culturale”, lo sviluppo è influenzato dalla cultura attraverso artefatti e simboli che essa produce.
Infine troviamo la prospettiva socio- costruzionista che ha evidenziato la relazione tra sviluppo e interazione sociale . Il conflitto socio-cognitivo deve essere inteso come opposizione di punti di vista o rappresentazioni della realtà, che genera una ristrutturazione delle conoscenze individuali creando un cambiamento delle conoscenze possedute.
Una forma di interazione sociale può essere definita la cooperazione in quanto è una trasformazione, si passa dall’ io- individualista a noi- gruppo. La cooperazione comprende il coinvolgimento emotivo e cognitivo ma soprattutto il relazionarsi che provoca un senso di responsabilità di tutti.
Quando si parla di cooperazione si parla di apprendimento e delle varie teorie sull’apprendimento.
Quando si parla di apprendimento si parla di una serie di cambiamenti osservabili nei comportamenti dell’individuo. Esistono varie teorie dell’apprendimento:
- “condizionamento classico” descritto da Pavlov cioè l’apprendimento avviene per un’associazione tra stimolo e ambiente:
- “condizionamento operante” descritto da Skinner dove l’apprendimento avviene per rinforzi che possono essere negativi o positivi;
- “apprendimento sociale “ descritto da Bandura dove lui ha intuito che il bambino vive in una situazione sociale e l’imitazione è considerato un processo di apprendimento. L’Autore introduce anche il concetto di apprendimento osservativo, cioè se in una classe esiste un bimbo che viene sempre lodato, un altro bambino definito bimbo osservatore s’impegnerà per ricevere una lode simile.
L’interazione consente quindi, di costruire e acquisire allo stesso tempo nuovi saperi incidendo così anche sull’ apprendimento.
La ricerca ha interessato 44 bambini dell’VIII Circolo Didattico “Don Milani” di Salerno e si ha avuto conferma che la cooperazione ha degli effetti positivi sull’apprendimento in quanto i bambini hanno appreso le regole del gioco in modo più semplice solo quando si trovavano in gruppo e si sono anche impegnati di più perché erano responsabili anche degli altri, anche se un gruppo non si è impegnato in quanto i componenti si trovavano ancora nello stadio dello sviluppo dove prevale un gioco egocentrico, infatti, tali componenti durante la prova individuale si sono impegnati al massimo mostrando le loro capacità, ma durante la prova di gruppo non si sono impegnati nonostante avessero acquisito le regole del gioco.

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Primo Capitolo La relazione tra sviluppo e cultura Introduzione Per la psicologia lo sviluppo è un cambiamento, una trasformazione. Il mutamento avviene in ogni essere umano, perché l’uomo è in continua evoluzione 2 . Sul tema dello sviluppo si sono aperti notevoli diba tti ti che hanno trovato conferma con le ricerche degli anni ’80 (Iannaccone, 2010); tali ricerche hanno dimostrato che lo sviluppo è affiancato da aspetti biologici ma anche da aspetti sociali, in quanto il sociale influenza lo sviluppo e il comportamento, dimostrando così che quest’ultimo è modellabile (Quaglia, Longobardi, 2009). Le interazioni sociali quindi sono di per sé una condizione necessaria per provocare uno sviluppo cognitivo. La mente e il sociale interagiscono insieme dato che sono elementi intrecciati tra di loro 3 . Dagli anni’ 80 l’individuo non è più considerato come un essere in solitudine, isolato dal mondo, ma è visto all’interno di un quadro più ampio che lo vede in rapporto con l’altro, un animale sociale (Piaget, 1934). Con le ricerche (Doise ,1978) si è dimostrato che all’aumentare di un livello dello sviluppo cognitivo si ha un’ innalzamento dello sviluppo sociale. 2 Quaglia, R. , & Longobardi, C. (2009). Psicologia dello sviluppo .Trento: Erickson. 3 Iannaccone A (2010). Le condizioni sociali del pensiero. Milano : edizioni Unicopli. 9

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