Il Fair Play Finanziario: quale futuro per il calcio europeo?

Scopo di questa tesi è stato quello di interpretare il calcio non solo come sport più popolare al mondo, ma anche e soprattutto come un crescente business che attrae investitori provenienti da svariate parti del mondo ed in particolare, Emirati Arabi, Russia e U.S.A.

L'elaborato si apre con un breve excursus storico riguardante quelle attività paramilitari che, nei secoli, rappresentarono gli antenati dello sport che conosciamo adesso (come ad esempio il tsu chu in Cina, il kemari in Giappone, l'episciro in Grecia e l'harpastum a Roma), per poi approfondire la conoscenza del calcio moderno con la nascita del primo club professionistico e la prima lega in Inghilterra, fino a giungere alle tre grandi organizzazioni che governano, a diverso livello, il calcio nel mondo, in Europa e in Italia, ossia la FIFA, l'UEFA e la FIGC.

La seconda parte della tesi affronta il percorso normativo e socio – economico del calcio a livello europeo ed italiano, andando ad analizzare la riforma della F.I.G.C. del 1966, che introdusse l'importante novità dell'adozione statutaria della forma giuridica di società per azioni per tutti club professionistici, successivamente amplificata dalla cosiddetta "sentenza Bosman" riguardante il caso del calciatore belga Jean Marc Bosman, che, dopo aver esperito di fronte ad ogni ordine e grado le sue doglianze, arrivò addirittura alla Corte di Giustizia delle Comunità Europee per far valere e suoi diritti riguardanti la libera circolazione dei lavoratori (calciatori) nella Comunità Europa. Proseguendo poi con il riepilogo dei più recenti casi di intervento del governo italiano per salvare il settore calcio da una crisi apparentemente inarrestabile con il famigerato decreto "salva – calcio".

La terza parte dell'elaborato, introduce le due riforme più importanti che l'UEFA ha recentemente posto in essere, quali il sistema delle licenze UEFA, che prende in considerazione una serie di requisiti minimi di natura economico – finanziaria, sociali, amministrativi, organizzativi che i club di tutta Europa devono rispettare al fine di poter accedere ed iscriversi alle competizioni UEFA per club, ossia l'Europa League e la Champions League, tale argomento ha dato l'input ed il contenuto alla tesi, ovvero il Fair Play Finanziario.
Con questo termine si intende identificare quel complesso di procedure strutturale che l'UEFA ha introdotto nel 2009 con l'obiettivo dichiarato di rendere più "equo e trasparente" il business calcio, proseguendo nell'opera di rinnovamento organizzativo avviata con il sistema delle licenze.
Essendo una riforma mira a tutelare la salute economico – finanziaria dei club calcistici europei, la parte centrale della riforma schematizza i requisiti che ogni club europeo, a partire dalla stagione 2011/2012, dovrà rispettare per poter arrivare al 2019, al pareggio di bilancio.
Due sono, quindi, gli elementi su cui l'UEFA si è maggiormente concentrata per costruire l'intera riforma, ossia il breakeven point e il pareggio di bilancio, e su di essi sono stati definiti i redditi e le spese rilevanti per il calcolo del risultato annuale aggregato, la cosiddetta deviazione accettabile, ossia quel margine di cinque milioni di Euro che l'UEFA e il Panel di Controllo finanziario giudicherà come eccedenza al limite di perdita stabilita per quella determinata stagione, e il periodo di monitoraggio, ossia le stagioni sportive e i corrispondenti bilanci sui quali verrà calcolato il risultato aggregato.

La quarta ed ultima parte della tesi, esamina qual è la situazione attuale del calcio italiano rispetto ai diversi campionati esteri, quali potranno essere gli scenari futuri del calcio italiano e non solo, con l'applicazione della nuova normativa e descrive due diversi club europei che, per la loro fattispecie, vengono giudicati dall'UEFA come prototipo di società che hanno il loro core business nella gestione di una società sportiva.
La conclusione riporta una breve riflessione personale riguardante l'effettiva applicabilità della nuova normativa che, se veramente rispettata, comporterà un profondo risanamento delle malconce casse dei maggiori club europei.

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Riassunto: Scopo di questa tesi e’ stato quello di interpretare il calcio non solo come sport più popolare al mondo, ma anche e soprattutto come un crescente business che attrae investitori provenienti da svariate parti del mondo ed in particolare, Emirati Arabi, Russia e U.S.A.. L’elaborato si apre con un breve excursus storico riguardante quelle attività paramilitari che, nei secoli, rappresentarono gli antenati dello sport che conosciamo adesso (come ad esempio il tsu chu in Cina, il kemari in Giappone, l’episciro in Grecia e l’harpastum a Roma), per poi approfondire la conoscenza del calcio moderno con la nascita del primo club professionistico e la prima lega in Inghilterra, fino a giungere alle tre grandi organizzazioni che governano, a diverso livello, il calcio nel mondo, in Europa e in Italia, ossia la FIFA, l’UEFA e la FIGC. La seconda parte della tesi affronta il percorso normativo e socio – economico del calcio a livello europeo ed italiano, andando ad analizzare la riforma della F.I.G.C. del 1966, che introdusse l’importante novità dell’adozione statutaria della forma giuridica di società per azioni per tutti club professionistici, successivamente amplificata dalla cosiddetta “sentenza Bosman” riguardante il caso del calciatore berga Jean Marc Bosman, che, dopo aver esperito di fronte ad ogni ordine e grado le sue doglianze, arrivò addirittura alla Corte di Giustizia delle Comunità Europee per far valere e suoi diritti riguardanti la libera circolazione dei lavoratori (calciatori) nella Comunità Europa. Proseguendo poi con il riepilogo dei più recenti casi di intervento del governo italiano per salvare il settore calcio da una crisi apparentemente inarrestabile con il famigerato decreto “salva – calcio”.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Alberto Riva Contatta »

Composta da 52 pagine.

 

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