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Il dilemma energetico italiano: dalla ricostruzione post-bellica alla crisi degli anni '70

Informazioni tesi

  Autore: David Ballerini
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Ambientale
  Relatore: Domenico Preti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 238

Le trasformazioni che caratterizzarono le società dei paesi avanzati, dal dopoguerra agli anni ‘70, furono molto profonde. Alcuni, come l’Italia, divennero vere e proprie nazioni industriali, riuscendo in pochi anni a colmare il divario che da sempre li divideva da quelli più sviluppati. Con il boom degli anni ‘60, il nostro paese riuscì ad emergere, per la prima volta nel novecento, come protagonista sia in Europa che nel mondo. La fase di crescita per i paesi occidentali, la così detta età dell’oro, terminò verso la metà degli anni ‘70, a causa dell’incremento delle richieste sindacali, dell’aumento dei prezzi internazionali dei manufatti e delle difficoltà, generalizzate, del modello di accumulazione che aveva generato il boom economico. Gli anni ‘70 furono caratterizzati dalla crisi del sistema monetario internazionale, con l’abbandono delle regolamentazioni di Bretton Woods a favore di cambi flessibili, e dalla crisi petrolifera del 1973 che determinò una recessione mondiale senza precedenti, che fu risolta con difficili aggiustamenti e trasformazioni economiche ed un ripensamento di quelle che erano state le politiche energetiche prevalenti, al fine di limitare l’uso del petrolio.

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6 INTRODUZIONE Le trasformazioni che caratterizzarono le società dei paesi avanzati, dal dopoguerra agli anni ‘70, furono molto profonde. Alcuni, come l’Italia, divennero vere e proprie nazioni industriali, riuscendo in pochi anni a colmare il divario che da sempre li divideva da quelli più sviluppati. Con il boom degli anni ‘60, il nostro paese riuscì ad emergere, per la prima volta nel novecento, come protagonista sia in Europa che nel mondo. La fase di crescita per i paesi occidentali, la così detta età dell’oro, terminò verso la metà degli anni ‘70, a causa dell’incremento delle richieste sindacali, dell’aumento dei prezzi internazionali dei manufatti e delle difficoltà, generalizzate, del modello di accumulazione che aveva generato il boom economico. Gli anni ‘70 furono caratterizzati dalla crisi del sistema monetario internazionale, con l’abbandono delle regolamentazioni di Bretton Woods a favore di cambi flessibili, e dalla crisi petrolifera del 1973 che determinò una recessione mondiale senza precedenti, che fu risolta con difficili aggiustamenti e trasformazioni economiche ed un ripensamento di quelle che erano state le politiche energetiche prevalenti, al fine di limitare l’uso del petrolio. In Italia, lo sviluppo economico, fu trainato da alcune caratteristiche particolari che assunse la nostra economia alla fine del conflitto bellico. L’apertura dei mercati e la partecipazione alle nuove istituzioni internazionali che stavano nascendo sia in Europa che nel mondo, come il GATT, la Banca Mondiale, il FMI e la CECA furono un primo passo decisivo. Questo perché il nostro paese era caratterizzato, da sempre, da una cronica assenza di concorrenza, soprattutto in alcuni settori strategici, che riduceva fortemente le possibilità di sviluppo. La grande industria, soprattutto nel periodo fascista, aveva occupato i mercati più profittevoli, realizzando oligopoli e monopoli che assicuravano elevati profitti. L’apertura dei mercati e le enormi possibilità che si aprirono nel dopoguerra, consentirono all’imprenditorialità e al genio di alcuni italiani di essere definitivamente liberati. L’altra caratteristica dell’economia italiana era la presenza dello Stato, attraverso le Partecipazioni Statali. Esse, nel dopoguerra, non vennero smantellate ed anzi furono protagoniste dello sviluppo economico, grazie al loro duplice e contemporaneo ruolo di supplenza al capitale privato e di stimolo nei suoi confronti. L’IRI, e dal 1953 l’ENI di Mattei, fornirono infatti all’industria italiana quei necessari prodotti di base a basso costo, nei settori in cui avevano operato, inefficientemente, le grandi imprese private protagoniste dell’autarchia fascista.

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Parole chiave

petrolio
politiche economiche
enrico mattei
energia nucleare
boom anni 60
capitalismo italiano
politiche energetiche
crisi petrolifera anni '70
aggiustamenti
trasformazioni aziendali

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