Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Ci fu un miracolo agricolo in Lombardia? Produzione di ricchezza e rete del credito nella regione lombarda (1866 - 1965)

Vi fu un “miracolo agricolo” in Lombardia? Forse è più corretto chiedersi se il processo che, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, portò al definitivo decollo industriale nell’Italia settentrionale sia stato il risultato della meccanizzazione delle pratiche agricole, completata a seguito di una lunga fase di transizione, in cui l’agricoltura e la piccola industria si svilupparono parallelamente. Sino agli anni Cinquanta, si può verificare analiticamente una notevole corrispondenza fra i dati relativi alla raccolta delle banche locali, e delle amministrazioni postali, e la consistenza dei raccolti delle principali colture cerealicole. Inoltre, si nota una relazione molto stretta tra il sistema di interdipendenze che caratterizzava l’attività creditizia nelle varie realtà che componevano la regione lombarda e la struttura dei contratti agrari in uso. Ciò indica come i modi ed i tempi di produzione della ricchezza fossero ancora, in gran parte, condizionati dalle dinamiche del mondo rurale. L’economia e la tecnica evolvono molto più rapidamente di quanto non faccia la società, che rimane profondamente condizionata, nelle sue scelte e nella sua struttura, dai modelli culturali tramandati dalla tradizione. Pur orientando i loro impieghi verso l’industria ed il terziario, le banche lombarde mantenevano salde radici nel mondo rurale, dal cui tessuto ebbero origine.

Mostra/Nascondi contenuto.
7 Vero motore della fecondità della terra è l’uomo. Luigi Einaudi INTRODUZIONE hi non ha mai avvertito un certo disagio assistendo alla proiezione di un film del cinema neorealista, o sfogliando distrattamente le pagine ingiallite di un vecchio album di fotografie, lasciato per troppo tempo in soffitta? Il mondo di oggi appare così diverso dal quadro dipinto da quella selva di immagini sbiadite in bianco e nero, che vorremmo volentieri relegare nell’angolo più remoto della nostra memoria. In base ai dati forniti dalla contabilità nazionale, l’Italia è una delle sette principali potenze industriali del mondo, capace di attrarre un consistente flusso di immigrazione. Milano, se non è certo la capitale morale del nostro paese, come hanno dimostrato le cronache giudiziarie dell’ultimo decennio, è un importantissimo centro economico e finanziario, che ha ben poco da invidiare alle altre grandi metropoli del continente. La Lombardia da sola può competere, tanto per il numero di abitanti, quanto per l’ammontare di ricchezza prodotta, con nazioni quali Belgio, Olanda o Austria. Eppure, è sufficiente riportare idealmente l’orologio della storia indietro di mezzo secolo, o poco più, per scoprire una realtà completamente diversa, in cui la vita di gran parte della popolazione era scandita da sforzi e sacrifici quotidiani per il pane, guadagnato al prezzo di ore ed ore di duro lavoro nei campi. Quali condizioni consentirono di realizzare un cambiamento di simili proporzioni in tempi tanto brevi? Si potrebbe dare una risposta di tipo semplicistico invocando il celebre “miracolo economico”; termine assai spesso impiegato per definire il processo che portò, fra gli anni Cinquanta e Sessanta, al decisivo decollo dell’industria italiana. Un miracolo è un fatto che si ritiene dovuto ad un intervento soprannaturale, in quanto supera i limiti delle normali prevedibilità dell’accadere o va oltre le possibilità dell’azione umana, oppure il verificarsi di una contingenza C

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Davide Alberto Viglioli Contatta »

Composta da 382 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1418 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.