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Mario Monti, la comunicazione di un tecnico tra riforme e consenso

Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo Mauro
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Comunicazione Pubblica e Politica
  Relatore: Franca Roncarolo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 282

Il governo dei professori, che dal novembre 2011 si è insediato a Palazzo Chigi, ha immediatamente catturato l’attenzione di accademici, giornalisti, politologi e commentatori. Questo lavoro si pone come obiettivo quello di valutare se, a dispetto delle dichiarazioni e delle percezioni dell’opinione pubblica, l’attività del premier Mario Monti non abbia invece dedicato una grande importanza alla comunicazione politica e alle sue regole. Partendo da questa ipotesi principale, si toccheranno diverse altre questioni, tra cui il ruolo legittimante svolto dai media e l’influenza della strategia di comunicazione sull’andamento del consenso. Inoltre, un focus verrà dedicato al discorso del premier nel rapporto con la crisi economica e con l’Europa, portato avanti con l’analisi di oltre duecento dispacci di agenzia. L’arco temporale prescelto è quello di un anno di governo, che possiamo ritenere sufficiente ampio per valutare il percorso del presidente del Consiglio. Infine, nelle conclusione verrà presentata un’analisi della campagna elettorale del 2013 che ha visto Monti protagonista della “salita in politica”. Dopo aver illustrato i tratti principali della sua strategia, l'attenzione verrà posta sulle motivazioni che hanno condotto ad un esito finale al di sotto delle aspettative.

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7 Introduzione Il mese di novembre del 2011 ha prodotto notevoli sconvolgimenti nello scenario politico italiano. Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al termine di un periodo molto difficile che ha visto il debito sovrano subire l’attacco dei mercati finanziari internazionali, ha dovuto lasciare il passo all’ex rettore dell’Università Bocconi, da poco nominato senatore a vita, Mario Monti. Nel frattempo, alla guida della Banca Centrale Europea si era già insediato da qualche mese l’ex governatore della Banca d’Italia Mario Draghi. Tanto che, all’inizio del 2012, due “Mario” italici si apprestavano ad affrontare la crisi economica da posizioni di prestigio. Il governo Monti ha trovato diverse definizioni da parte della stampa e degli addetti ai lavori. Governo del Presidente e governo tecnico sono state quelle più gettonate: alcuni hanno richiamato paragoni con gli esecutivi guidati da Carlo Azeglio Ciampi e da Giuliano Amato. A partire dal dicembre 2012, Monti ha dovuto far fronte agli impegni siglati dal governo precedente con l’Unione Europea, tra cui spiccava la necessità di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013. Per questo, l’esecutivo si è distinto per aver immediatamente disegnato una forte politica economica restrittiva, formata da tagli alla spesa e aumento delle imposte: tra le riforme ricordiamo la manovra cosiddetta Salva-Italia, la manovra Cresci-Italia o la spending-review. Contemporaneamente, la riforma del mercato del Lavoro sostenuta dal ministro del Welfare Elsa Fornero, ha provocato la cancellazione de factu dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, qualcosa di più di un simbolo per la sinistra politica e sociale. Non è dunque azzardato sostenere che il governo Monti abbia contribuito a promulgare alcune riforme epocali, le stesse che negli anni precedenti alcuni esecutivi, perlopiù di centrodestra, non erano riusciti a portare a termine. Ciò è avvenuto, tra le altre cose, per la presenza a sostegno del governo di una larga coalizione formata dai tre principali partiti del centrodestra, del centro e del centrosinistra. Inoltre, non vanno dimenticate né

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Parole chiave

unione europea
comunicazione politica
marketing politico
mario monti
spin doctor
going public
campagna elettorale 2013
scelta civica
elezioni politiche 2013
murray edelman

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