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Comunicazione non verbale e selezione del personale

La comunicazione non verbale nei contesti professionali, ed in particolare nei colloqui di selezione del personale, rappresenta un aspetto importante, anche se troppo poco studiato nei contesti lavorativi reali.
Esplorando la letteratura a riguardo emerge che la maggior parte delle indagini sono state effettuate in laboratorio con materiale videoregistrato, o attraverso simulazioni.
Questo lavoro ha esaminato il comportamento non verbale di 52 candidati a colloqui di selezione, con un’età compresa tra i venti e i trentaquattro anni, utilizzando una metodologia di osservazione diretta del comportamento.
L’osservazione è avvenuta tramite una griglia di codifica che considerava 10 classi di comportamento non verbale divise in 26 categorie componenti.
L’obiettivo è stato quello di individuare se il comportamento non verbale dei candidati si modificasse in relazione all’esperienza lavorativa degli stessi, allo stile dell’intervistatore (ostile/amichevole) e al trascorrere del tempo durante il colloquio.
I risultati di tali osservazioni sono stati elaborati con ANOVA a misure ripetute e ad un livello di significatività P(.05); alcuni dei comportamenti osservati hanno verificato le ipotesi confermando la rilevanza e il peso del comportamento non verbale.

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INTRODUZIONE Comunicare è ciò che facciamo continuamente da quando dormiamo a quando esprimiamo il massimo di noi stessi, e il nostro corpo è l’unico mezzo che ci permette di entrare in contatto con il resto del mondo. Esso è composto di for- ma, movimento, odore, colore, suoni e se vogliamo anche sapori; ed è per mezzo di tutte queste cose insieme che noi comunichiamo e facciamo conoscere il nostro essere. Naturalmente, non vi è alcun dubbio che nell’uomo il sistema comunicativo apparentemente più importante sia quello verbale: è anzi questa una delle caratte- ristiche più salienti ed esclusive della nostra specie. Tale indiscutibile predominanza del sistema verbale ha permeato gli interes- si di ricerca fino a pochi anni fa ed ha portato molti autori a trascurare la possibili- tà di altri sistemi comunicativi, o comunque a considerarli di importanza minore. Se, invece osserviamo attentamente le persone mentre parlano, possiamo renderci immediatamente conto che oltre allo svolgersi del discorso verbale vi è tutto un altro universo comunicativo che avviene nella maggior parte dei casi nell’inconsapevolezza degli interlocutori, ma che per molti versi addirittura ‘diri- ge’ l’espressione verbale dei contenuti : la comunicazione non verbale. Alcune ricerche hanno tentato di dimostrare che il comportamento non ver- bale convogli addirittura il 65% del significato sociale di una interazione (Harri- son, 1972 cit. in Zamuner, 1998) e ciò non dovrebbe stupirci più di tanto se pen- siamo che esso è appreso molto prima di quello verbale. Il comportamento non verbale spesso tende ad avere un ‘peso’ maggiore quale indice degli atteggiamenti del nostro interlocutore, o delle sue intenzioni e pensieri. ‘Non mi fido di lui’, ‘Sta mentendo’, ‘Mi piace’, sono pensieri che sviluppiamo nei confronti di qualcuno basandoci per lo più sul comportamento non verbale di questo individuo e “in ca- so di dubbi circa la qualità dell’interazione, tendiamo quindi a dare più peso al sorriso o alla sua assenza, alla postura e ad altri ‘messaggi’ non verbali piuttosto che alla parola dell’interlocutore, o perlomeno a tenere conto di ambedue questi sistemi di comunicazione” (Zamuner, 1998, p.178).

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Silvia Cantaro Contatta »

Composta da 88 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 28884 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.