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La finanza comunale a Locorotondo 1748-1778

Informazioni tesi

  Autore: Rosario Basile
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Antonio Di Vittorio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 279

Il lavoro di questa tesi verte essenzialmente su un’analisi storico-economica di un’area amministrativa molto particolare quale è il Meridione italiano durante il Settecento, ponendo a confronto la realtà socio-economica di Locorotondo, piccolo comune dell’entroterra pugliese, con il suo apparato amministrativo di appartenenza, il Regno napoletano.
Locorotondo e Napoli, dunque, vengono considerati sia punti focali di uno studio comparato, sia quali elementi rappresentativi di un’indagine che, partendo da un panorama allargato di origine, cerchi di convergere e fissare uno spazio puntuale al suo interno.
Ho cercato di inquadrare adeguatamente un ampio scenario con i suoi connotati politici, economici e sociali e, estrapolando una micro realtà appositamente individuata, verificare se questa si dimostra perfettamente integrata nel mosaico della sua struttura o, viceversa, se ne distingue per particolarità proprie, eccezionali rispetto al modello generale.
Il XVIII secolo rappresenta un momento cruciale per la caratterizzazione del cammino storico in atto nel Meridione italiano sui diversi fronti, politico, economico, sociale, culturale, perciò essenziale si dimostra lo scontro tra questa nuova volontà di riforme e il conservatorismo consolidato del privilegio di antico regime che, in effetti, alla fine porterà a minime mutazioni dello status quo, per cui tutti i grandi programmi riformistici risulteranno notevolmente ridimensionati nella loro sostanza.
L’università di Locorotondo rappresenta pertanto un “caso” dell’epoca. Inserita all’interno della provincia di Terra di Bari e pur integrata con la sua specifica funzionalità nell’assetto amministrativo del Regno, essa vive però da lontano e di riflesso questa particolare fase in cui la continua tensione tra innovatori e conservatori scatena effetti di considerevole portata per l’intero contesto meridionale.
Il suo esempio potrebbe essere la conferma di un tendenziale allineamento ad una posizione priva di iniziativa, ravvisabile nella quasi totalità delle amministrazioni comunali del periodo, in pratica declinanti ogni responsabilità in merito a decisioni che invece le riguardano direttamente, oppure può rivelare una singolarità in un modo alternativo di interagire con le autorità superiori, affermando quindi una propria identità.
Lo studio si è basato essenzialmente su una fonte documentaria primaria, i Libri di Introito ed Esito dell’Università di Locorotondo, una sorta di bilancio comunale, compilati annualmente secondo criteri espressamente stabiliti dalle prammatiche regie e dotati perciò di una loro “ufficialità”, da non sottovalutare, nei confronti degli organi superiori di controllo, i quali hanno consentito un attento esame dello stato della finanza comunale durante il periodo considerato.
La serie pressoché completa di tali rendiconti di cassa dal 1748 al 1778 è infatti ottimamente conservata presso l’Archivio Storico Comunale di Locorotondo e questa è stata oggetto di lettura e analisi particolareggiata.
Nel contempo, per ricostruire un quadro più generale della società e dell'economia locorotondesi durante il XVIII secolo, ho fatto riferimento, da una parte, alla storiografia locale che, seppur non molto estesa quantitativamente, ha comunque suscitato e stimolato spunti di particolare interesse, dall'altra, per ciò che concerne invece il contesto più generale relativo al Regno di Napoli, ad una bibliografia, sia coeva che più recente, con la consapevolezza di non averla certamente affrontata in modo pienamente esaustivo data la vastità quantitativa e qualitativa dei molteplici aspetti di un simile argomento di studio.
Il nucleo fondamentale del lavoro di tesi resta comunque la presentazione dei bilanci comunali che costituiscono il presupposto imprescindibile per una lettura più articolata del movimento tendenziale di evoluzione socio-economica presente a Locorotondo nel corso del Settecento. Nell’appendice è possibile trovare la trascrizione integrale di tali documenti
Sebbene considerati singolarmente si prestino a valutazioni statiche, in quanto fissano la situazione di competenza in un determinato intervallo di tempo, un'analisi in serie consente invece di individuare le dinamiche più articolate in un orizzonte di media-lunga scadenza.
In essi l'andamento temporale delle diverse voci di entrata e di uscita si pone come possibile traccia di mutamenti più o meno rilevanti che, originati ad uno stadio superiore, si ripercuotono poi gradualmente sui livelli inferiori, dando prova in tal modo del funzionamento di un meccanismo di collegamento e condizionamento diretto tra uno scenario storico ampliato e la vita delle singole unità che lo compongono.

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4 PRESENTAZIONE Nel Settecento la realtà socio-economica di Locorotondo, piccolo comune dell’entroterra pugliese, risulta ovviamente legata da una interdipendenza quasi simbiotica con l’apparato amministrativo di appartenenza, il Regno napoletano. Locorotondo e Napoli, dunque, possono considerarsi sia punti focali di uno studio comparato, sia quali elementi rappresentativi di un’indagine che, partendo da un panorama allargato di origine, cerchi di convergere e fissare uno spazio puntuale al suo interno. Si tratta di inquadrare adeguatamente un ampio scenario con i suoi connotati politici, economici e sociali e, estrapolando una micro realtà appositamente individuata, verificare se questa si dimostra perfettamente integrata nel mosaico della sua struttura o, viceversa, se ne distingue per particolarità proprie, eccezionali rispetto al modello generale. Il XVIII secolo rappresenta un momento cruciale per la caratterizzazione del cammino storico in atto nel Meridione italiano. Il ritorno al potere dei Borboni negli anni '30 con Carlo III e la dichiarazione d’indipendenza del Regno, comportano importanti risvolti politico- amministrativi. Il programma riformistico promosso dal nuovo governo diventa la possibile chiave di volta per affrancare le province napoletane da un periodo di oscurantismo, causato da precedenti strategie finanziarie oppressive a favore di una lontana casa regnante, e guidarle così verso il rinnovamento economico e sociale. In effetti, sulla base di una dichiarata volontà politica, prende avvio un moto di cambiamento, forse lento e incerto, ma progressivo nel suo incedere, che investe complementariamente piani diversi (istituzionale, giudiziario, economico) e che conduce ad alcuni traguardi concreti i quali, però, anziché costituire le premesse tangibili per un’evoluzione ulteriore finiscono per rivelarsi bozze isolate di un quadro più organico mai realizzato. Di notevole incidenza è il contestuale clima di fermento culturale che contraddistingue il napoletano. Grandi pensatori promuovono la diffusione e l’affermazione delle concezioni innovative dell’Illuminismo, proveniente dagli ambienti europei più all'avanguardia e che porterà alla formazione di un autonomo “partito” di intellettuali napoletani, culla di idee e programmi fondati sull’improrogabile necessità del rinnovamento.

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Parole chiave

bilancio comunale
locorotondo
storia economica
storia moderna

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