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Le Comunità Terapeutiche: sviluppo della cultura comunitaria nel campo della riabilitazione del disagio psichico e della tossicodipendenza

La presente Tesi di Laurea propone un’analisi dei principali contributi teorici e metodologici allo studio delle Comunità Terapeutiche. Quest’analisi ha come scopo l’individuazione delle caratteristiche distintive della cultura comunitaria. I primi due capitoli presentano una panoramica dello sviluppo dei due prototipi classici delle Comunità Terapeutiche, analizzando le differenze fra il modello anglosassone e americano, e individuando negli aspetti comuni le fondamenta dell’esperienza comunitaria. Infine, il capitolo terzo affronta il tema della multidisciplinarietà dell’équipe dei curanti nelle Comunità Terapeutiche, con un riferimento particolare all’importanza della progettazione di prassi di supervisione e di percorsi formativi efficaci.

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1 INTRODUZIONE A distanza di parecchi anni dall’apertura delle prime Comunità Terapeutiche per la riabilitazione del disagio psichico e della tossicodipendenza, è possibile tracciare un bilancio del loro sviluppo storico e metodologico? E ancora, è possibile affermare che sia ormai diffusa una cultura comunitaria all’interno dei servizi territoriali, di cui è possibile cogliere le caratteristiche distintive? Scopo di questo elaborato è cercare di dare una risposta a questi interrogativi, analizzando i principali contributi teorici che si sono sviluppati intorno al medesimo oggetto: le Comunità Terapeutiche. Il trattato segue lo sviluppo di quelli che sono ritenuti i due prototipi classici dei modelli comunitari: il modello anglosassone, nato in Inghilterra come risposta ai sistemi chiusi e gerarchici che caratterizzavano le strutture psichiatriche manicomiali fino agli anni ’40; e il modello americano, nato dalle prime sperimentazioni d’interventi comunitari nel tentativo di fronteggiare la tossicodipendenza. Seppur i due modelli presentino sostanziali differenze storiche e metodologiche, in entrambi gli approcci si può rilevare come la Comunità Terapeutica diventi una risorsa terapeutica globale. Sono le esperienze gruppali e relazionali quotidiane, immerse in una cultura comunitaria dove tutto è terapeutico, a fornire le linee guida per la progettazione di un percorso riabilitativo largamente condiviso e individualizzato, il cui fine ultimo è il favorire una migliore e piena integrazione del paziente nel contesto sociale e lavorativo esterno alla struttura comunitaria. La prima parte del lavoro ha, innanzitutto, la finalità di introdurre alcune questioni di carattere generale sul concetto di “comunità”, e più specificatamente sul concetto di Comunità Terapeutica. Analizza poi lo sviluppo storico e metodologico delle Comunità Terapeutiche per pazienti psichiatrici, partendo dalle esperienze comunitarie sorte nell’Inghilterra degli anni ’40. La seconda parte dell’elaborato è dedicata, invece, all’analisi, ancora una volta storica e metodologica, delle Comunità Terapeutiche per tossicodipendenti. Dopo aver tracciato le differenze che intercorrono fra i due diversi modelli comunitari, anglosassone e americano, e dopo aver individuato quelle caratteristiche comuni che ben rappresentano le fondamenta della cultura comunitaria, si propone una breve rassegna sul fenomeno delle Comunità Terapeutiche sul territorio nazionale. La specificità del caso italiano ha stimolato una considerevole mole di ricerche sul tema; in particolare, sono rilevanti i contributi destinati al tentativo

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Giacomo Mariani Contatta »

Composta da 40 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.