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Sinergia tra ASL, Comuni e Cittadini nella Società della Salute:l’esperienza partecipativa del PIS zona Grossetana

L’obiettivo di questa tesi è quello di far comprendere come in Toscana le Società della Salute (SdS), istituite con apposita legge regionale (L.R.T. n.60/2008), operano in modo sinergico e costruttivo con i Comuni allo scopo di riuscire a programmare l’erogazione dei servizi socio-sanitari sul territorio, andando a coinvolgere sia l’ambito politico rappresentato proprio dai Comuni che vi fanno parte sia l’ambito amministrativo-gestionale delle ASL nonché, ai fini della programmazione, anche gli stessi cittadini fruitori dei servizi erogati.
In questa Tesi si è cercato di fare un’analisi, scaturita dall’esperienza sul campo, del sistema di programmazione dei servizi socio-sanitari territoriali andando ad analizzare quello che è lo strumento principale di programmazione delle Società della Salute, ovvero i Piani Integrati di Salute (PIS) nonché a cercare di capire come mai, a soli 4 anni dalle legge che istituiva le SdS, questa esperienza sia forse già finita a seguito della volontà manifestata ultimamente dalla Regione di chiudere tutte le SdS dovuta, in particolar modo se non addirittura unicamente, a motivi di spending review.
Per cui, all’interno della tesi, dopo avere dedicato il primo capitolo all’evoluzione del quadro normativo in campo Socio Sanitario Nazionale e Regionale Toscano, passerò, con il secondo capitolo, ad analizzare la novità più significativa rappresentata appunto dalle Società della Salute andando ad analizzare la fase sperimentale, gli obiettivi e le funzioni del loro mandato, la legge regionale che le istituisce per poi vedere nello specifico quella che è stata l’esperienza grossetana e quindi il suo statuto di costituzione e la convenzione tra i soci. Una parte, inoltre, è dedicata alla visione che ha avuto la politica delle SdS ed infine anche al modello partecipativo sempre dell’esperienza grossetana.
Nell’ultimo capitolo, forse anche il più interessante, passerò ad analizzare cosa sono i Piani Integrati di Salute nonché l’esperienza partecipativa della SdS della zona Grossetana per il PIS 2012-2015; infine, a conclusione, esprimerò un pensiero personale di cosa sarà nel futuro la SdS, se lo sarà, con quali modi, e con quale strumento, si potranno programmare e gestire almeno gli attuali servizi socio-sanitari.
Non c’è dubbio che il percorso intrapreso fino ad oggi è quanto di più interessante si sia mai visto in ambito sanitario, risale infatti ai primi anni 2000 la volontà della Regione Toscana di rimettere al tavolo delle decisioni in campo sanitario anche la politica ed i loro massimi rappresentanti a livello territoriale, ossia i Sindaci, così come era già stato prima della riforma sanitaria del 1978 e cioè quando a dirigere le ASL c’erano gli allora Comitati di Gestione, dove coloro che vi facevano parte venivano nominati appunto dalla politica.
Se questo da un lato sembra un ritorno al passato dall’altra parte, invece, rimette al tavolo decisionale coloro che a tutt’oggi sono ancora la massima Autorità Sanitaria, i Sindaci, ai quali spesso il cittadino, che incontra dei problemi in ambito socio-sanitario, si rivolge e dal quale vuole delle risposte nonché soluzioni ai propri problemi, proprio perché le ASL con le loro Direzioni Aziendali sono spesso irraggiungibili dal “normale” cittadino o comunque nelle quali spesso non trovano risposte.
Nel 2004 la Regione Toscana decide di iniziare la sperimentazione delle Società della Salute (SdS) quale nuovo ente costituito in Consorzio al quale vi partecipano i comuni della Zona-Distretto e la ASL della Provincia; prima ancora i comuni avevano già sperimentato la gestione consorziata dei servizi socio assistenziali ed infatti tra i comuni di Grosseto, Castiglione delle Pescaia, Civitella Paganico, Scansano, Campagnatico e Roccastrada era nato il CoeSO, al quale dal 2010 vi si aggiunge la ASL9 di Grosseto e diventa COeSO – Società della Salute dell’Area socio sanitaria Grossetana allo scopo di gestire, programmare e integrare i servizi sanitari territoriali, socio sanitari e socio assistenziali come previsto dalla L.R.T. n.40 del 2005 che regola appunto il Servizio Socio Sanitario della Regione Toscana.
Naturalmente per la gestione ed erogazione dei servizi la SDS ha come strumento operativo il Piano Integrato di Salute ossia quel documento che dovrà dettare le linee guida operative delle prossime politiche sociali e sanitarie per il successivo quinquennio, al fine di migliorare le condizioni di vita della popolazione della zona di riferimento.
Nelle conclusioni si trovano le considerazioni personali rispetto ai punti di forza e di debolezza dell’esperienza Toscana delle SDS e dei PIS, rispetto al problema dell’erogazione dei servizi socio-sanitari anche alla luce della spending review, oltre ad un pensiero personale sulla previsione della loro chiusura a dieci anni dalla normativa che le istituiva ed a soli tre anni dalla loro costituzione.

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3 Premessa Quando si parla di salute è doveroso fare riferimento alla Costituzione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), agenzia dell'ONU istituita nel 1948 con l'obiettivo di operare per far raggiungere a tutte le popolazioni il livello di salute più elevato possibile. La salute, definita nella Costituzione dell'OMS, come "stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia", viene considerata un diritto e come tale deve essere il primo dei diritti delle persone. Ciascuno Stato, a tutti i livelli, ha quindi il dovere di modificare quei fattori che influiscono negativamente sulla salute collettiva, quali ad esempio fumo ed alcool e promuovendo al contempo quelli favorevoli, quali ad esempio una alimentazione sana ed equilibrata ed attività fisica regolare e non eccessiva. Questo allo scopo di far condurre a ciascuna persona una vita produttiva a livello individuale, sociale ed economico nonché al fine di ridurre la spesa sanitaria nazionale grazie ad un minor ricorso alle prestazioni sanitarie di cura e al consumo di farmaci. In questo senso per dare un impulso significativo al perseguimento della salute da parte dei governi, ai diversi livelli, l'OMS ha cercato di rendere operative, a partire dagli anni ottanta, due strategie che vanno sotto il nome, rispettivamente, di "promozione della salute" e di "strategia della salute per tutti". Ciò soprattutto nella consapevolezza che la salute è il risultato di una serie di determinanti di tipo sociale, ambientale, economico e genetico e non il semplice prodotto di una organizzazione sanitaria. I determinanti della salute sono i fattori la cui presenza modifica in senso positivo o negativo lo stato di salute di una popolazione, nel corso degli anni diversi studi riconosciuti a livello mondiale hanno effettuato una stima quantitativa dell'impatto di alcuni fattori sulla longevità delle comunità, utilizzata come indicatore indiretto dello stato di salute: i fattori socio-economici e gli stili di vita contribuiscono per il 40-50%, lo stato e le condizioni dell'ambiente per il 20-30%, l’eredità genetica per un altro 20-30%, e i servizi sanitari per il 10-15%. Risulta quindi evidente quanto minimamente incidano sullo stato di salute i servizi sanitari e quanto invece abbiano grande importanza i fattori socio-economici, gli

Tesi di Master

Autore: Massimiliano Paolucci Contatta »

Composta da 81 pagine.

 

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