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Prime indagini sugli effetti della selvicoltura d'albero sulle dinamiche di crescita e di competizione delle specie sporadiche tutelate dall'ordinamento forestale toscano

Il lavoro illustra le caratteristiche di un protocollo di monitoraggio delle specie sporadiche tutelate dall'ordinamento forestale toscano, approntato in due diversi comprensori regionali (area antiappennica delle Colline Metallifere e area appennica dell'Abetone). All'interno delle formazioni oggetto di indagine si è proceduto all'applicazione del modello selvicolturale ad albero al fine di tutelare e valorizzare, sia dal punto di vista ecologico che produttivo, le sporadiche presenti. Obbiettivo di fondo della ricerca è studiare gli effetti di tale approccio, innovativo per il contesto forestale nazionale e regionale, sulla struttura e la biodiversità dei popolameti forestali ed ampliare le conoscenze sull'ecologia e la risposta a trattamenti selvicolturali mirati di ciascuna delle specie interessate.

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1 1.INTRODUZIONE Le specie forestali d’interesse per la produzione di legname di pregio, definite in letteratura Valuable Broadleaved Trees (latifoglie di pregio), presentano distribuzione e adattamenti differenziati nell’ambito del proprio areale di diffusione e diverso è anche, nei loro confronti, l’interesse a livello locale sia dal punto di vista produttivo che per aspetti di carattere più prettamente storico e culturale. Molti autori hanno attribuito questa definizione a gruppi diversi di specie ma in realtà non ne esiste una univoca in senso proprio (Hein, 2009). Quali specie siano effettivamente “di valore” (valuable) è una questione molto relativa e strettamente legata ai contesti locali e di mercato. Si tratta di specie che caratterizzano ambienti ad alto valore ecologico e paesaggistico con legami più o meno forti con tradizioni e culture locali. L’interesse produttivo è relativamente recente e legato all’esistenza di condizioni idonee di crescita che rendano possibile l’ottenimento di caratteristiche essenziali a produrre materiale collocabile nelle fasce alte di mercato. Il “valore” è un requisito che acquisisce peso diverso a seconda della collocazione geografica e può essere legato anche alla rarità di diffusione di un data specie in un contesto ambientale specifico. Molte delle latifoglie di pregio infatti sono specie non sociali e quindi presenti con densità variabili in funzione di fattori ecologici e gestionali, frequentemente la loro diffusione è limitata e strettamente dipendente dalla concorrenza interspecifica. Le informazioni disponibili attualmente sulle loro modalità di crescita e di risposta agli interventi selvicolturali sono relativamente poche e legate a contesti determinati, ambiti territoriali e realtà locali, nei quali la selvicoltura delle specie a legname pregiato è diventata prassi consolidata nel tempo. Non sempre uno stesso modello colturale è replicabile in aree molto diverse tra loro, generalmente non lo è mai dal punto di vista dell’efficacia del trattamento applicato. Vanno prese in considerazioni variabili come l’adattamento alle condizioni ambientali, le diverse dinamiche di competizione, l’effetto del trattamento pregresso ma anche le caratteristiche della proprietà e altre condizioni socio-economiche.

Tesi di Dottorato

Dipartimento: Tecnologie, ingegneria e scienze dell'ambiente

Autore: Dalila Sansone Contatta »

Composta da 235 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 478 click dal 03/07/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.