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La Cina e l'ambiente. Il ruolo della Cina nelle Conferenze Internazionali sul clima

Informazioni tesi

  Autore: Roberta Picco
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue ed Istituzioni Economiche e Giuridiche dell'Asia Orientale (curriculum Cina)
  Relatore: Roberto Peruzzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 296

La mia tesi di laurea si sviluppa in due parti. La prima, quella più generale, presenta un'analisi sui problemi che la Cina si trova ad affrontare, a causa dei deficit ecologici derivanti dal ritmo di crescita estremamente accelerato del Paese. In questa sezione, ho inoltre approfondito lo sviluppo dei movimenti ambientalisti cinesi e delle ONG che operano in tale campo. Successivamente, ho analizzato i progressi della normativa di riferimento e i problemi relativi alla sua implementazione, sviluppando, inoltre, la questione delle energie rinnovabili, un settore in forte crescita in Cina.
Nella seconda parte, invece, il discorso sui problemi ambientali viene traslato a livello globale, attraverso l'analisi delle varie Conferenze Internazionali sul Clima, da quella di Rio de Janeiro (1992) fino ad arrivare a quella di Copenhagen (2009). Ho qui analizzato il ruolo che ha svolto la Cina nei vari summit, che ha assunto una crescente rilevanza internazionale, a partire dal superamento della crisi asiatica (1997-1999) e dall'ingresso nel WTO (2001). Nello specifico, mi sono concentrata sulle strategie negoziali del Paese in queste conferenze, sulla sua posizione all'interno del blocco dei paesi in via di sviluppo e sulla costante contrapposizione nei rapporti diplomatici tra Cina e Stati Uniti, che rendono sempre più difficile il raggiungimento di accordi fattivi e soddisfacenti in materia climatica

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7 Introduzione A partire dalle riforme di Deng Xiaoping del 1978, la Cina è stata protagonista di una crescita tumultuosa, realizzata a ritmi estremamente sostenuti. Questa crescita, tuttavia, ha portato con sé profonde disuguaglianze e squilibri e, certamente, non è stata condotta nel rispetto della sostenibilità ambientale. La produzione cinese si basa, infatti, sull'utilizzo massiccio di combustibili fossili, in particolare il carbone, responsabili dell'aumento vertiginoso delle emissioni di biossido di carbonio e causa di gravissimi danni ambientali. Per questo motivo, come ho analizzato nella prima sezione della mia tesi, il “paese di mezzo” si trova ad affrontare gravissimi deficit ecologici, generati dall’inquinamento atmosferico e idrico, e aggravati dai problemi di salute pubblica correlati. Proprio in risposta a queste difficoltà, ha avuto origine il movimento ambientalista cinese, che affonda le sue radici nella crisi ambientale che sta attraversando la Cina e le cui proteste costituiscono un forte fattore di instabilità per il paese. Parallelamente, si è assistito all’insorgere, intorno alla metà degli anni novanta, delle prime ONG cinesi impegnate per la causa ecologica, testimonianza che la Cina sta sviluppando una propria coscienza ambientalista, seppure sia ancora debole, inesperta e rappresenti un fenomeno di scarsa rilevanza sociale. Sempre per trovare una soluzione alle questioni ambientali, una delle maggiori sfide del governo cinese è stata quella di definire un corpus di leggi e normative, capaci di porre rimedio ai problemi insorti in seguito alla rapida crescita economica, senza tuttavia costituire un freno a tale sviluppo. Per questo motivo, si è assistito alla promulgazione di numerose norme in materia

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Parole chiave

ambiente
cina
cambiamenti climatici
conferenze internazionali sul clima
movimenti ambientalisti
legislazione in materia climatica
energie pulite

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