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Sincronicità: connessioni emergenti sull'orlo del caos

La mia tesi mira ad analizzare la teoria della sincronicità nella sua rivisitazione da parte di Joseph Cambray; una revisione basata sui moderni studi sulla teoria del caos, complessità e funzioni emergenti.

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Introduzione: le premesse di chi scrive La coscienza è lume di per sé risplendente che rende possibile lo spettacolo dell'universo. Adi Shankaracharya In primo luogo intendo chiarire le motivazioni di carattere personale che mi hanno spinto a trattare quest'argomento. Scelgo di aprire il testo con quest'introduzione, non di certo per un caso o per pretenziosità, ma perché fermamente persuaso dall'idea che il soggetto sia parte integrante del fenomeno stesso di cui ritiene di dover fare una disamina. La presenza del soggetto sarà, di certo, continuamente in una zona invisibile di ciò che accade o si dibatte, ma pur lo perturberà dandogli direzione e forma. Ho deciso di citare un articolo del fisico Richard Conn Henry, tratto da un numero della rivista “Nature”, in cui è esposta l'ottica di un filone interpretativo della meccanica quantistica e dell'annosa questione del dualismo onda/particella. Le idee espresse sono da un lato in risonanza col punto di vista di chi scrive, dall'altro risultano essere uno spazio interessante di riflessione per l'argomento che intendo trattare: La scoperta del 1925 della meccanica quantistica ha risolto il problema della natura dell'universo. Brillanti fisici furono di nuovo portati a credere l'incredibile - questa volta, che l'universo è mentale. Sir James Jeans afferma: "il flusso di conoscenza si sta dirigendo verso una realtà non-meccanicista; l'universo comincia a sembrare più simile ad un grande pensiero piuttosto che ad una grande macchina. La mente non appare più come un intruso accidentale nella realtà della materia... dovremmo piuttosto acclamarla come la creatrice e governatrice della realtà della materia" 1 . Nell'ottica in cui l'universo appare come un enorme pensiero unitario piuttosto che come una grande macchina agevolmente scomponibile nelle sue parti costituenti, sembra onesto prendere in considerazione molte di quelle idee junghiane più speculative alla base della psicologia analitica, come l'inconscio collettivo, l'indistinto psicoide con le sue strutture/modalità archetipali, e, per l'appunto, la sincronicità. 1 Henry, The mental universe (2005) in Nature, 436, p. 29, trad. mia. 1

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Psicologia

Autore: Paolo Hamam Contatta »

Composta da 41 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 769 click dal 09/07/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.