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Traduzione e graphic novel

Presentazione e traduzione integrale del graphic novel "Ethel&Ernest" di Raimond Briggs.
Il presente studio si concentra quindi sulla ricerca di una definizione di questo genere nato, in un certo senso, dalla ‘costola’ del fumetto. Partendo dall’analisi che ne fa il critico G. Brunoro, si procede nel tentativo di delineare una definizione globale del romanzo a fumetti, cercando di individuarne le caratteristiche che lo contraddistinguono come un genere a sé, sottolineandone le affinità e le differenze che emergono dal confronto con il fumetto tradizionale.

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  INTRODUZIONE “Un’evoluzione che è venuta alla ribalta piuttosto di recente nel medium, una ‘scuola’ di narrativa a fumetti che occupa di solito poco più che uno scaffale nei comics bookstores” 1 : il graphic novel. Sebbene, infatti, l’atto di nascita ufficiale di questo nuovo genere letterario risalga al 1978, anno in cui Will Eisner pubblica per la prima volta il suo Contratto con Dio, il graphic novel rimane, tuttavia, ancora un’incognita. Il fatto che gli venga riservato poco spazio nelle librerie è indice di un atteggiamento di diffidenza nei confronti di questo ‘diverso’, quest’ibrido che si trova a metà tra il genere fumettistico e il genere del romanzo, a metà tra l’essere un’opera di intrattenimento di massa e l’essere destinata, invece, ad un pubblico elitario. Umberto Eco, riflettendo sulla natura del graphic novel, intuisce in quest’ultimo l’intimo legame, all’apparenza paradossale, tra la sua essenza popolare e allo stesso tempo elevata: Pensa ai Beatles che – come ha poi intuito Cathy Berberian – potevano essere ricantati come se fossero la musica di Purcell che in qualche modo li aveva ispirati. Musica di intrattenimento, ma coltissima. Pensa a Benigni: fa parte della cultura di massa o della cultura d’élite? Non hai risposta: riesce a fare passare Dante davanti a ventimila persone e cammina come un clown. 2 Nella sua riflessione, lo studioso continua affermando che, se precedentemente il fumetto era considerato per bambini, oggi può essere interpretato “solo da gente che ha letto Joyce” 3 . Trovo particolarmente esplicativo e significativo l’accostamento del graphic novel al romanzo poliziesco di Camilleri, il quale “fa romanzi accessibili alle grandi masse, ma mediante una forte sperimentazione linguistica” 4 . Come dunque considerare il romanzo grafico? Se infatti è pur vera la sua matrice popolare in quanto si fa uso della forma del fumetto, d’altro canto si tratta pure di una categoria ‘alta’, che, e questo condivide con il novel, “ama ripercorrere generi consolidati del repertorio romanzesco” 5 , quali il racconto autobiografico (a cui                                                               1  V. Bavaro e D. Izzo, “Comics, fumetti, graphic novels: dialogo intergenerazionale su un medium indisciplinato”, in Ácoma 38, Shake, Roma, 2009.  2 Da un’intervista di Valentino Parlato a Umberto Eco per i quarant’anni del manifesto, 28 aprile 2011 [www.matteobartocci.it/2011/04/28/umberto-eco-il-manifesto-un-argine-culturale/].  3 Ibid.  4 Ibid.  5 Si veda V. Bavaro e D. Izzo, op. cit., p. 21.  1

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Sabrina Venti Contatta »

Composta da 253 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2641 click dal 29/01/2014.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.