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Il Museo Civico Aufidenate di Castel di Sangro (AQ): la sezione preistorica e lo studio del materiale litico di raccolta

In questo lavoro di tesi sono stati studiati e catalogati 188 strumenti litici provenienti dalla zona dell'Alto Sangro, zone del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, e ad altri territori circostanti. Questi manufatti sono conservati nel Museo Civico Aufidenate di Castel di Sangro (AQ) e non sono mai stati oggetti di uno studio accurato. Da qui nasce l'idea di analizzare il materiale, studiarlo e rendere pubblico il risultato di questo mio operato. L'inventario è stato effettuato con l'ausilio di un database con le descrizioni, la provenienza e le dimensioni di ogni singolo strumento dal Paleolitico al Neolitico.

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I Capitolo Elementi di tecnologia e tipologia litica. Il Museo Civico Aufidenate di Castel di Sangro (AQ): la sezione preistorica e lo studio del materiale litico di raccolta. 1 1.1. La Produzione Materiale e le Tecniche di lavorazione delle materie prime. In un breve passo di Dante: “A che natura non scalda ferro mai, né batte ancude” si riassume il pensiero, già esposto da alcuni filosofi dell’antichità, sull’originalità umana del saper produrre cose che in natura non esistono. Le conoscenze scientifiche di oggi ci consentono di capire le cause di tale peculiarità; in tutti gli esseri viventi il saper fare qualche cosa dipende, in larga parte, dal loro programma genetico e non può essere cambiato, quindi, senza che avvenga qualche mutazione in tale patrimonio biologico. Ciò non va assolutamente confuso con l’intelligenza che permette a molti animali, nell’ambito dell’istinto ereditato, le scelte strategiche per la sopravvivenza. Alcuni mammiferi mostrano già la possibilità di rudimentali apprendimenti autonomi. L’uomo invece, pur mantenendo alcuni comportamenti istintivi, ha sempre avuto una predisposizione genetica a comunicare attivamente con l’ambiente fisico e sociale, a risolvere problemi, ad apprendere un linguaggio in grado di descrivere una situazione o un procedimento, e di criticarli. Con il linguaggio oggettivo si sviluppa, a contatto con altri uomini, una mente autocosciente che è in grado di avere sensazioni, esperienze, aspirazioni e decisioni soggettive ma anche di pensare e produrre progetti tecnici e di opere d’arte, e teorie sul mondo: prodotti oggettivi della mente che, spesso realizzati fisicamente, diventano patrimonio della società umana. Non a caso, forse con l’homo sapiens neandertalensis, si sono avute le prime manifestazioni di culto dei morti, segno evidente di una precisa visione della vita. Fra i progetti tecnici spiccano le produzioni di strumenti adatti a produrre altri manufatti. La tendenza alla manipolazione dei cibi e degli oggetti è già molto evidente in alcuni mammiferi; molti utilizzano bastoni per rompere o per percuotere, e talvolta giungono a modificarli per facilitarne l’uso immediato ma poi li abbandonano, e non ne conoscono la conservazione.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Dipartimento di Scienze Umane, Sociali e della Formazione

Autore: Claudia Di Cino Contatta »

Composta da 243 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 506 click dal 24/07/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.