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Analisi dell'abbandono del nuoto e possibili soluzioni di recupero

L’idea per questa tesi nasce dalla riflessione per cui gli adolescenti abbandonano o diminuiscono la frequenza nei corsi di nuoto.

Con questa ricerca realizzata tra gli studenti di 4 scuole secondarie di secondo grado di Milano, per un totale di circa 400 studenti, ho voluto prendere in considerazione un aspetto dello sport, del nuoto in questo caso, anche se sicuramente i dati ottenuti non possono considerarsi come una risposta definitiva, considero siano utili per mettere in luce alcuni interessanti aspetti.

Questo lavoro vuole essere spunto per una riflessione su quello che il mondo sportivo di oggi ci offre, tenendo presente che il fenomeno drop out è collegato anche ai profondi cambiamenti dello sport moderno, più consapevole, rispetto al passato, di rivolgersi a persone prima di tutto, "soggetti" e non "oggetti".

Le ragioni sono tante e non riguardano solo la sfera umana e personale. Spesso le situazioni che la realtà sportiva pone come inderogabili e assolute diventano ostacoli insormontabili per uno sportivo. I dati significativi su cui orientare la ricerca sono l'età, l'allenatore, gli impianti sportivi, i genitori, il tipo di sport (individuale o di squadra), lo studio, la fatica, aspetti che riguardano la globalità della vita dell'individuo che non può essere separata dalla dimensione sportiva.

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6 INTRODUZIONE Pratico questo sport da quando avevo 5 anni e negli anni sono diventato prima atleta e poi istruttore, assistente bagnanti e ho continuato fino a diventare allenatore. L’immagine che si ha del nuoto viene generalmente associata all’idea di disciplina salutare, ma particolarmente faticosa. Io stesso ho abbandonato il nuoto agonistico a 15 anni per dedicarmi allo scoutismo e ho continuato a nuotare in maniera amatoriale fino a 20 anni facendo da istruttore volontario per un gruppo di disabili in acqua, fino a che non ho cominciato a praticare la pallanuoto; unico sfogo per chi non è più in grado di nuotare ad alto livello e non ha ancora l’età per entrare in una squadra master. Come istruttore di nuoto, ho avuto modo di osservare che sebbene a Milano il numero di praticanti di questa disciplina sportiva fosse alto, ha, tuttavia, un buco tra le fasce adolescenziali, soprattutto tra i 14 e i 20 anni. Milano ha un notevole bacino di utenza e di impianti, sia privati, che municipalizzati, e i ragazzi che praticano nuoto agonistico rispetto a quelli che lo fanno a livello amatoriale è un numero esiguo e il fenomeno dell’abbandono o drop out viene spesso ignorato dalle società sportive che preferiscono concentrarsi maggiormente sull’aspetto commerciale dello sport che non a quello sportivo-educativo puntando di più al turn over dei propri iscritti che non a trovare soluzioni contro il fenomeno dell’abbandono. L’idea per questa tesi nasce dalla riflessione per cui gli adolescenti abbandonano o diminuiscono la frequenza nei corsi di nuoto.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Motorie

Autore: Claudio Re Contatta »

Composta da 91 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3331 click dal 16/07/2013.

 

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