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Gli studi sul Leggendario ms. I. II. 17 della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino e sulle opere ad esso collegate

La tesi ricostriusce e analizza gli studi dell'importante Leggendario ms. I. II. 17 della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, dalla metà del XVII secolo fino ai giorni nostri. Gli autori più importanti che si dedicarono ad esso furono il grande storico dell'arte Hugo Buchtal e Angela Daneu Lattanzi che, insieme ad altri, collegarono il manoscritto torinese ad altri importanti esempi di miniatura di carattere bizantino del xv secolo come la cosiddetta Bibbia Glazier (New York, Pierpont Morgan Library, ms. G. 60), il codice vaticano ms. Vat. lat. 375 e altri importanti frammenti di miniature conservti agli Uffizi di Firenze e al , J. Paul Getty Museum di Los Angeles.

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- 3 - Introduzione Oggetto di queste pagine sono gli studi relativi al Leggendario, ms. I. II. 17 della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, opera del XIV secolo, contenente oltre sessanta Vite di santi e dotato di un imponente apparato decorativo: numerose iniziali e oltre trecento miniature marginali caratterizzate da uno stile di matrice bizantina. Peculiarità che rendono il manoscritto una delle più importanti fonti iconografiche per la letteratura agiografica e martirologica. Le ricerche sul Leggendario si sono concentrate soprattutto sul problema della sua origine. In base ad affinità stilistiche e compositive, il manoscritto torinese è stato collegato ad alcune opere che possono essere suddivise in due gruppi: il primo, che mostra più stringenti affinità, è costituito da un secondo Leggendario contenente le Vite dei Padri del Deserto (Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, ms. Vat. lat. 375), dalla Bibbia Durazzo (Genova, Biblioteca Durazzo Giustiniani, ms. B. I. 11) e da due frammenti di miniatura raffiguranti la Guarigione della suocera di san Pietro (Firenze, Museo degli Uffizi, Gabinetto Disegni e Stampe) e la Guarigione del paralitico (Stoccolma, Nationalmuseum). Il secondo gruppo consiste invece nella Bibbia Glazier (New York, Pierpont Morgan Library, ms. G. 60), nell’Historia scholastica di Petrus Comestor (Palermo, Biblioteca Centrale della Regione Siciliana, ms. I. F. 10), nell’Excidium Troiae (Firenze, Biblioteca Riccardiana, ms. 881) e infine in due ulteriori frammenti, raffiguranti l’uno il Massacro degli Assiri e la Morte di re Sennacherib, l’altro la Visione di Zaccaria (già a Basilea in collezione privata, oggi a Los Angeles, J. Paul Getty Museum, ms. 35). Nel primo capitolo saranno ripercorse le prime segnalazioni e citazioni del manoscritto torinese, a partire dall’Inventario di Giuseppe Pasini del 1749, passando all’Esposizione d’Arte Sacra antica e moderna di Torino del 1898 e all’atlante paleografico pubblicato col titolo di

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Claudio Ranieri Contatta »

Composta da 85 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2439 click dal 01/08/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.