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Biglietto di sola andata: il brain drain

Il brain drain viene definito come "il fenomeno di abbandono da un paese a un altro, da parte di professionisti o persone con un alto livello di istruzione, generalmente in seguito di migliori condizioni di paga o di vita". E' un fenomeno in costante crescita, riconosciuto con il nome di "fuga dei cervelli", inteso come perdita di capitale umano qualificato che influisce sulla crescita economica di un Paese. Gli studiosi concentrano le loro ricerche sugli individui altamente qualificati, ovvero tutte quelle persone di un livello di istruzione terziaria di primo e di secondo livello (che in Italia corrisponde alle lauree e ai dottorati di ricerca).

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8 INTRODUZIONE A conclusione del mio ciclo di studi in Economia del Turismo, ho deciso di trattare un tema attuale, che colpisce tutte le economie a livello globale, il “brain drain” o “fuga dei cervelli” inteso come la perdita di capitale umano qualificato. Per la scelta dell’argomento, ho tratto ispirazione dal titolo di un articolo pubblicato nel giornale francese Le Monde, “Italie blues : l'exil forcé des jeunes italiens”. E’ un fenomeno molto dibattuto che concerne vari e vasti concetti dalla perdita di giovani talenti, alle conseguenze economiche che da esso derivano, soprattutto in una realtà grigia, scarsa di opportunità e meritocrazia come la nostra. La mia esperienza Erasmus e tirocinio all’estero, hanno contribuito ad arricchire le mie conoscenze e la mia visione di realtà diverse dalla nostra. Nella mia tesi illustro come il fenomeno del brain drain influisce sulla crescita e sviluppo di un’economia e, quindi, sulla competitività tra Paesi. Attraverso lo studio e l’analisi di prospettive letterarie, ho riportato gli effetti economici che tale fenomeno provoca non solo per i paesi di origine, ma anche per quelli di destinazione. Quindi, dopo aver esaminato le cause della “fuga dei cervelli” e della mancanza di circolazione dei talenti, esamino gli strumenti e le politiche da adottare per favorire la fase di transizione dal brain drain al brain circulation. Dato che lo studio di questo fenomeno è molto recente, sono disponibili pochi dati e statistiche per quantificare le migrazioni qualificate, anche a causa di un mancato sistema di registrazione dei flussi migratori internazionali. La maggior parte degli studi si basano sui ricercatori, perché sono considerati il fulcro della ricerca e dell’innovazione, e sugli studenti, in quanto sono le prossime fonti di conoscenze qualificate. Ma come vedremo, le migrazioni qualificate, vengono monitorate da scelte di policy dei governi e non sempre vengono adottate per migliorare la situazione economica del paese (caso Italia). Il lavoro è diviso in tre parti: nella prima vengono introdotte definizioni e concetti sul fenomeno del brain drain e i suoi elementi derivati (brain exchange, brain circulation e brain waste), per farsi che il lettore si orienti sull’estensione dell’argomento. Si espongono le teorie che studiano le migrazioni qualificate e gli effetti economici che il fenomeno comporta. Qui vedremo come vari studi e ricerche riportano, con il passare degli anni, pensieri contrastanti sugli effetti

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Giulia Merendelli Contatta »

Composta da 54 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2793 click dal 01/08/2013.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.