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Libertà e utopia nella riflessione di Herbert Marcuse

Società a una dimensione. Pensiero unico. Meccanismi di controllo sociale che integrano l'opposizione inaridendo il dissenso. Libertà amministrata. Sono i tratti della moderna società industriale che Herbert Marcuse dipinge come repressiva e totalitaria, ma non in quanto usi la violenza contro l'opposizione, bensì perché svuota e previene i conflitti sociali concedendo benessere materiale e piccoli spazi di libertà innocui per la stabilità dell'ordine costituito. Un'analisi estremamente attuale. Un filosofo che ha visto e criticato con decenni di anticipo l'omologazione e l'uniformità dilagante di una società che ha un unico imperativo: produrre per consumare e consumare per produrre. Un filosofo che ha smascherato l'irrazionalità di un modello sociale venduto come il migliore possibile, come l’unico possibile. Un filosofo capace di guardare oltre l'uomo a una dimensione. A un altro modello di sviluppo. A un'altra società, più equa e razionale. A un altro mondo possibile.

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3 INTRODUZIONE La parabola filosofica di Herbert Marcuse è molto singolare. La sua figura di intellettuale si accende improvvisamente come una fiammata, ma altrettanto improvvisamente si spegne, diventando cenere. E viene accantonata, quasi dimenticata. Per gran parte della sua vita è un teorico poco conosciuto fuori dagli degli ambienti accademici. Ma nella seconda metà degli anni Sessanta, quando l’uomo è ormai alla soglia dei settant’anni, acquista in brevissimo tempo un enorme e folgorante prestigio, che lo rende per più di tre lustri è pensatore molto noto e molto letto, in particolar modo nel variegato mondo della Nuova Sinistra. Però qualche anno dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 1979, sul suo nome cala il silenzio. Non si assiste a un eclissi lenta e graduale, ma a un abbandono fulmineo. Quasi un oblio. Al punto che a distanza di circa vent’anni è estremamente difficile reperire i suoi testi minori, tutti fuori commercio, per non parlare dei saggi critici sul suo pensiero, quasi rarità da collezione. Questo rapido declino è parallelo all’insorgere di un periodo di riflusso e disimpegno che segna l’esaurirsi della carica di contestazione che ha contraddistinto gli anni Sessanta e Settanta. L’aspetto curioso e paradossale è che l’interesse per Marcuse scema proprio nel momento in cui le tendenze che egli coglie nella società statunitense si diffondono su larga scala anche nel resto del mondo occidentale, proprio quando la sua riflessione diviene di estrema attualità. Infatti mentre negli anni Cinquanta e Sessanta le sue critiche potevano sembrare eccessive o troppo crude, dettate dalla non nuova insoddisfazione di un intellettuale che, secondo un copione già visto, vede nel progresso i soliti segnali di decadenza, oggi si rivela precorritrice dei tempi. Straordinariamente incisiva e puntuale. Capace di preannunciare i fenomeni sociali più diffusi del tardo

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Wilmar Gorgoglione Contatta »

Composta da 233 pagine.

 

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