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Evasione fiscale ed economia comportamentale: perchè un contribuente decide di pagare le tasse?

Informazioni tesi

  Autore: Giulia Genovese
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Internazionale
  Relatore: Luca Corazzini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 79

L’obiettivo di questa tesi è quello di cercare di comprendere le motivazioni che spingono i contribuenti ad adempiere correttamente ai propri doveri fiscali nonostante gli elevati incentivi economici e le sanzioni pressoché irrisorie che dovrebbero spingere gli individui a truffare lo Stato. Ogni individuo è indirizzato nelle sue scelte da motivazioni etiche, sociali e psicologiche che lo portano a prendere decisioni economicamente sub-ottimali.
Nel primo capitolo ho analizzato il modello tradizionale di scelta di evasione fiscale. Esso prevede che il comportamento del contribuente sia perfettamente razionale e che quindi egli sia perfettamente in grado di prendere la decisione ottimale sulla base di diversi fattori. In generale, tale modello, prevede che i contribuenti evadano il fisco se ciò risulta conveniente per loro in termini di profitto. Successivamente ho introdotto i modelli comportamentali a base individuale e a base collettiva per analizzare come varia il comportamento dei contribuenti sulla base del modus operandi dello Stato e dell’atteggiamento tenuto dagli altri contribuenti. In seguito ho analizzato come il senso della vergogna, il senso di colpa, il senso civico influiscano sulle decisioni degli individui.
Nel secondo capitolo ho preso in analisi un modello comportamentale, ovvero la teoria del prospetto e le sue applicazioni all’evasione fiscale. Al contrario del modello tradizionale, tale teoria non considera il contribuente perfettamente razionale, anzi, si suppone che le decisioni prese siano sub-ottimali ed influenzate dal contesto. i cambiamenti delle scelte di evasione fiscale sono stati considerati in relazione al pagamento di imposte anticipate, al processo di adattamento che avviene nella mente del contribuente al variare dell’aliquota fiscale ed, infine, allo sforzo necessario per guadagnare il proprio reddito che, a sua volta, subirà una tassazione da parte dello Stato.
Per concludere, nel terzo capitolo, ho dapprima analizzato la situazione italiana in merito all’evasione fiscale, confrontando i dati relativi a questo fenomeno con la situazione europea. In seguito ho voluto sperimentare empiricamente i vari aspetti affrontati nel corso della tesi per scoprire l’atteggiamento dei contribuenti relativamente a tale problema, attraverso la somministrazione diretta di un questionario da me formulato.

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3 INTRODUZIONE In questo periodo caratterizzato da una profonda crisi, iniziata ormai nel 2008, che ha colpito tutta l’Europa, e non solo, il tema dell’evasione fiscale risulta essere tremendamente attuale. In particolare, in Italia, tale fenomeno è molto diffuso in questo frangente storico, nonostante sia risaputo dall’opinione pubblica che l’evasione fiscale rappresenti un ostacolo allo sviluppo del Paese che porta a minori finanziamenti per la spesa pubblica e ad un aumento della pressione fiscale. Innanzitutto è doveroso distinguere tra evasione fiscale ed elusione fiscale 1 ; in particolare, la prima si caratterizza per il fatto di essere una violazione della legge e, di conseguenza, illegale. Il contribuente che si rende responsabile di ciò diviene perseguibile dalle autorità con una sanzione amministrativa e/o penale. L’elusione fiscale (tax avoidance), invece, non è considerata illegale e consiste nello sfruttare scappatoie consentite dalla legislazione fiscale allo scopo di ridurre il proprio debito d’imposta. Il contribuente, in questo caso, non ha alcun motivo di preoccuparsi di subire un accertamento e di essere, eventualmente, sanzionato. Tuttavia molto spesso, nella realtà, è sottile la linea che distingue queste due pratiche e, frequentemente il confine tra legalità/illegalità non coincide con quello della moralità. Alcune fonti statistiche, come Eures ed Istat, si occupano di indagare, attraverso questionari ed interviste dirette ai cittadini, il fenomeno dell’evasione fiscale in Italia. Dai dati più recenti, emerge che l’evasione nel nostro Paese, quantificata nell’anno 2012, ha raggiunto la quota di circa 120 miliardi di euro l’anno, considerando IRPEF ed IVA quali principali imposte in termini di gettito fiscale 2 . L’ammontare di tale evasione, influisce in modo significativo sul deficit e di conseguenza sul debito pubblico. 1 Un aspetto di cui non terrò conto in questa tesi riguarda un ulteriore complicazione ovvero che alcune violazioni della legge che hanno come conseguenza l’evasione fiscale, derivano da ignoranza oppure da semplici errori non premeditati. Quest’argomento viene sviluppato da Stern (1978) a seguito di una generale valutazione del modello di Becker (1968). 2 Vedi Bernardi e Bernasconi (1996).

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Parole chiave

evasione fiscale
teoria del prospetto
allingham e sandmo
imposte
tasse
contributi
sanzioni
pagare tasse

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