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Dallo sviluppo al cosviluppo: le diaspore come attore transnazionale. Il caso della diaspora senegalese a Milano.

Il transnazionalismo dei migranti supera le frontiere degli stati modificando le relazioni tra questi e minando la sovranità territoriale di ognuno. Tutto questo avviene in un contesto internazionale caratterizzato da un profondo cambiamento guidato dalla globalizzazione in cui gli stati perdono potere e modificano il proprio ruolo.In un’ottica transnazionale il migrante diventa un attore della cooperazione internazionale e, nel caso italiano, soprattutto della cooperazione decentrata e svolge un ruolo positivo sia per il paese di origine che per quello di residenza.
Questo lavoro mira, attraverso lo studio di caso della diaspora senegalese, ad inquadrare i cambiamenti in atto, cogliendo le trasformazioni degli attori e dei rapporti che instaurano. Si vuole comprendere il potenziale che i migranti rappresentano e le modalità in cui si possono fare promotori di nuove forme di cooperazione volte al cosviluppo.
Il lavoro è suddiviso in quattro capitoli, i primi tre basati su una ricerca bibliografica di autori più classici, come Beck o Habermas, autori che hanno affrontato i temi specifici della cooperazione e delle migrazioni, come Ianni e Ambrosini, ma anche sui lavori di istituti di ricerca come il CeSPI. Nel quarto capitolo, invece, la ricerca bibliografica è rimasta fondamentale ma è stata affiancata anche da un’analisi empirica dello studio di caso con interviste alle associazioni dei migranti senegalesi a Milano ma anche a testimoni privilegiati, persone esperte nel campo della cooperazione e del cosviluppo.

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Introduzione “Dejar la puerta abierta a todo caminante porque las sendas justas se hacen entre todos” Modena City Ramblers Il tema delle migrazioni è a me molto caro, un po’ perché, nel mio piccolo, migrante lo sono già essendo una studentessa fuori sede che si divide tra gli affetti “lì” e gli affetti “qui” e un po’ perché migrante spero di poterlo essere anche in futuro, recandomi in posti diversi non solo da turista. L’idea del migrante non ha per me un’accezione negativa, anzi, rappresenta la libertà di spostarsi in ogni luogo, senza dover però rinunciare ai propri legami familiari e affettivi. In una mia visione utopica il migrante è libero di andare e tornare quando e come vuole, sentendosi a casa nel mondo e non solo nel luogo natio. La realtà purtroppo è ben diversa, le motivazioni che portano a spostarsi sono soprattutto di natura economica, per cercare lavoro, mantenere la famiglia, avere condizioni di vita migliori, o umanitaria, a causa di conflitti e guerre nel paese di origine. E anche l’accoglienza, nella maggior parte dei casi, non fa certo sentire come a casa propria ma bisogna far sempre i conti con discriminazioni di ogni genere. L’Italia da storico paese di emigrazione che conta oltre 4 milioni di italiani residenti all’estero, senza considerare le seconde e terze generazioni, è diventato a 10

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Sara Nuzzi Contatta »

Composta da 307 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 520 click dal 06/09/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.