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Potenzialità e limiti delle metodologie di valutazione dei rischi stress lavoro-correlato: analisi di un caso

Informazioni tesi

  Autore: Stefano Bellani
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Organizzazione e Risorse Umane
  Relatore: Silvia Gilardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 64

ll presente elaborato ha lo scopo di analizzare alcune delle metodologie di valutazione dei rischi da stress lavoro-correlato più diffuse approfondendone potenzialità e limiti.
Il termine “potenzialità” indica qualità, affidabilità ed efficacia dei risultati ottenibili applicando un determinato metodo di valutazione correttamente. Esso ci indica fino a che livello di analisi tale metodo può esserci utile per l’indagine da noi attuata.
Per contro il termine “limiti” ci precisa che nessuna metodologia è efficace da ogni punto di vista, in quanto non può analizzare un fenomeno in tutti i suoi aspetti, e questo fa si che essa presenti dei limiti.
In sostanza per poter analizzare il fenomeno dello stress lavoro-correlato, e attuare i necessari interventi correttivi, difficilmente ci si potrà basare su un solo strumento di valutazione, solo un utilizzo di più strumenti integrati tra loro può davvero portarci ad una efficace valutazione del fenomeno.
Pertanto, dopo aver dato una definizione del termine stress in senso lato, ed averne spiegato il significato applicato al campo della valutazione rischi, verranno poi analizzate le possibili cause ed effetti del fenomeno nel mondo del lavoro.
Passeremo poi in rassegna le principali normative di riferimento richiamando l’Accordo quadro europeo del 2004, il Decreto legislativo di attuazione N.81/08 e le indicazioni della commissione consultiva permanente.
Con i capitoli terzo e quarto si entra nel cuore di tale elaborato, analizzando nel dettaglio quelli che sono, secondo letteratura, i metodi di valutazione tramite indicatori oggettivi prima e soggettivi poi, indicandone rispettive potenzialità e limiti.
Il capitolo quinto presenta il documento di valutazione dei rischi stress lavoro-correlato di un’azienda italiana di medio-grandi dimensioni, con il fine specifico di analizzare, in chiave critica, la metodologia di lavoro adottata, di confrontarle con quanto indicato dalla legislazione e scoprire se le metodologie applicate siano adeguate al raggiungimento di una valutazione dei rischi stress lavoro-correlato realmente efficace.
L’ultimo capitolo di questo elaborato, illustra due possibili metodologie di valutazione integrative, con lo scopo di offrire uno spunto di riflessione per una gestione del rischio stress lavoro-correlato più efficace.

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5 Capitolo primo Stress lavoro-correlato: una definizione 1.1 Il significato di stress lavoro correlato Il termine stress è divenuto di uso comune, non è infatti raro sentire espressioni del tipo “Che stress”, oppure “Sei uno stress!”, mettendo così in relazione tale termine ad una molteplicità di situazioni connotate negativamente per il benessere della persona. Una definizione esauriente del termine stress viene fornita nel 1976 da Hans Selye, medico austriaco del secolo scorso: “Lo stress è una risposta aspecifica dell’organismo a stimolazioni provenienti da stimoli esterni o interni, detti stressors, attraverso cui l’individuo cerca di ripristinare un normale adattamento fisiologico all’ambiente” (Selye 1976 citato in: Argentero et al, 2008, 205) Il concetto di stress si è evoluto e viene spesso usato per descrivere la particolare interazione che intercorre tra l'organismo e l'ambiente nel momento in cui le richieste ambientali vengono percepite dall'uomo come eccessive. L’assunto di base è che ogni evento generi una tensione (“stress”) e che questa tensione si possa o meno trasformare in strain a seconda dell’equilibrio tra fattori di rischio (“risk factors”) e fattori di protezione (“resources”) che ogni persona riesce a reclutare. Ai nostri giorni è risaputo che lo stress negativo cronico possa portare a tre diversi tipi di reazioni: - psicologiche: ansia, irritabilità, disturbi del sonno, pessimismo, ecc.; - fisiche: fatica cronica, significativi aumenti e/o perdite di peso, emicrania, ecc.; - comportamentali: abusi di alcool e/o tabacco, uso di droghe, ecc. diminuendo le difese immunitarie, e ponendo l’individuo in una condizione di aumentato rischio di malattie (Fraccaroli e Balducci 2011).

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Parole chiave

lavoro
stress
81/08
valutazione rischi
metodologie di valutazione
sicurezza
infortuni
molestie
conflittualità
assenteismo
scioperi
turnover
hans selye
proteste
indicatori soggettivi
demotivazione
fonti dello stress

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