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Il delitto Matteotti: le reazioni della società civile

Il 10 giugno 1924 il deputato socialista Giacomo Matteotti fu sequestrato a scopo intimidatorio da alcuni sicari fascisti che, in circostanze ancora oggi in parte non svelate, lo soppressero.
Il suo assassinio, di cui si ebbe la certezza solo due mesi dopo (a seguito del ritrovamento del corpo), sollevò nel paese considerevole impressione e scalpore, minacciando la tenuta dell'esecutivo presieduto da Benito Mussolini, indicato da subito come il mandante, se non materiale, almeno morale dell'increscioso crimine.
La tesi, frutto di accurate ricerche di archivio (Archivio Centrale di Stato di Roma) attraverso la consultazione delle veline prodotte dalle forze di pubblica sicurezza ed il parallelo esame delle fonti giornalistiche coeve, si propone di descrivere e di analizzare le reazioni maturate dall'opinione pubblica italiana ed internazionale nei mesi compresi tra il giugno 1924 ed il gennaio 1925, quando Mussolini, con il celeberrimo discorso del 3 gennaio, avrebbe avocato con nuovo vigore le redini del governo e del Paese, ormai avviato irrimediabilmente verso la dittatura

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4 Introduzione: L’omicidio del segretario unitario Giacomo Matteotti, maturato il 10 giugno 1924, continuò ad occupare le suggestioni dell’immaginario collettivo 1 durante tutto il Ventennio, nonostante i tentativi di rimozione operati dal fascismo. La persistenza della sua memoria ha contribuito a sollecitare, a partire dalla seconda metà degli anni Sessanta, 2 una serie di contributi storiografici impegnati a valutare e l’impatto dell’assassinio sul regime fascista 3 e il complesso dei mandanti e dei moventi implicati nel sequestro 4 ; oggetto, quest’ultimo, anche dei più recenti studi. 5 In anni recenti alcuni studiosi hanno cominciato a rivolgere il loro interesse oltre il delitto vero e proprio ed il suo concepimento, ora per accostarsi alla dimensione più intima e privata dell’uomo Matteotti 6 , ora per analizzare gli effetti innescati tra i dissidenti del regime, di cui sono state esaminate le iniziative di opposizione a Mussolini ed al suo governo. 7 Lungo quest’ultimo filone e debitore delle sue relative acquisizioni, si innesta questa tesi di ricerca che ha avuto l’obiettivo di indagare le reazioni che il sequestro suscitò presso l’opinione pubblica, 8 la cui mobilitazione fu alimentata non solo all’ “opposizione ufficiale” ma anche ad altre componenti della società civile. 9 1 Cfr. S. Caretti, Il delitto Matteotti. Storia e memoria, Piero Lacaita Editore, Manduria 2002. Caretti ha analizzato nello specifico la codificazione del “mito” di Matteotti nel corso dei decenni e nel susseguirsi di differenti sensibilità politiche. 2 Il primo studio significativo è di G. Rossini, Il delitto Matteotti tra il Vicinale e l’Aventino, Il Mulino, Bologna 1966 3 E’ la prospettiva che orienta un intero capitolo della monumentale opera dedicata da Renzo De Felice a Mussolini, cfr. R. De Felice, Mussolini il fascista. La conquista del potere (1921-1925), Einaudi, Torino 1967, cap. VII 4 E’ il caso dell’inchiesta condotta da G. Gerosa-G. F.Vené, Il delitto Matteotti, Mondatori, Milano 1973 5 Cfr. M. Canali, Il delitto Matteotti, Il Mulino, Bologna 1997. Il saggio di Canali propone una ricostruzione dettagliata degli eventi, alla luce di una ricca documentazione che viene sottoposta all’attenzione del lettore. Tuttavia le sue conclusioni riguardo ai moventi e ai mandanti del delitto non raccolgono un consenso unanime tra gli studiosi. (cfr. infra, paragrafo 1.2) 6 Cfr. G. Tamburano, Giacomo Matteotti. Storia di un doppio assassinio, Utet, Torino 2004. Molto interessanti sono due volumi di corrispondenze: G. Matteotti, Lettere a Velia, Nistri-Lischi, Pisa 1986 e V. Matteotti, Lettere a Giacomo, Nistri-Lischi, Pisa 2000, entrambi a cura di S. Caretti 7 Cfr. A. Landuyt, Le sinistre e l’Aventino, Franco Angeli Editore, Milano 1973. Il testo della Landuyt è un indiscusso punto di riferimento per chi si prefigga di analizzare l’esperienza aventiniana e dunque le modalità di organizzazione dell’opposizione “centrale”, di cui la storica pone in evidenza tutte le titubanze e le cautele, in contrapposizione col fermento propositivo delle opposizioni periferiche; un dato da cui è partito anche il presente lavoro di ricerca. 8 Il materiale presente in archivio mi ha consentito di ricostruire anche le reazioni dell’opinione pubblica internazionale ed in particolare di quella francese, svizzera e inglese., cui ho dedicato un capitolo (cfr, infra, cap. VI) 9 L’arco di tempo preso in considerazione e in relazione al quale è stata circoscritta la ricerca di archivio è compreso tra il sequestro (10 giugno 1924) e la svolta autoritaria di Mussolini (3 gennaio 1925)

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Mariella Rossi Contatta »

Composta da 78 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 889 click dal 12/09/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.