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Reciprocità e interazioni umane in teoria dei giochi

Il presente lavoro dal titolo "Reciprocità e interazioni umane in teoria dei giochi" si prefigge lo scopo di descrivere una serie di situazioni sociali, da quelle quotidiane sino a situazioni più complesse e meno frequenti, sottolineando le modalità attraverso le quali i soggetti chiamati in causa, in quanto decisori, interagiscono tra di loro. Queste interazioni verranno esplicitate ricorrendo a determinati modelli derivanti dalla c.d. teoria dei giochi, scienza che dedica i suoi studi alla soluzione (cooperativa e competitiva) di situazioni conflittuali, analizzando le rispettive mosse individuali dei soggetti agenti, tenendo presente che le decisioni di uno possono influire sulla situazione dell'altro.
Nella prima parte dell'elaborato verrà appunto studiata la teoria dei giochi, dalla sua nascita sino alle sue applicazioni concrete, partendo da Pascal e Fermat passando da Neumann e Morgestern finendo a Maynard Smith espletando tutti i tipi di gioco e tutti i possibili esiti, soffermando l'analisi sulla soluzione proposta dal matematico statunitense J. Nash. Successivamente verranno esposti una serie di dilemmi, astratte rappresentazioni di ipotetiche situazioni sociali, utili per valutare la possibile risposta di ogni singolo agente posto dinanzi un problema che implica inevitabilmente delle interazioni con un altro soggetto. In questo contesto risulta doveroso riferirsi al celebre dilemma del prigioniero, ma verranno esposti dei problemi meno noti come il dilemma del viaggiatore, la corsa del coniglio, la caccia al cervo. A conclusione del primo capitolo si proporranno delle applicazioni reali alle situazioni succitate.
La seconda parte del lavoro racchiude il cuore dello studio ad oggetto. Dopo aver definito il concetto di razionalità secondo la teoria economica e aver individuato le caratteristiche del c.d. homo oeconomicus, si sposterà l'attenzione sulla possibilità di far emergere un rapporto di reciprocità in un contesto di interazione tra soggetti razionali autointeressati. A tal fine discostandosi leggermente dalla linea matematica, si attingerà ad autori come A.Smith, Genovesi, Hahn e Hollis, che hanno mostrato particolare interesse verso concetti come self-interest, egoismo, introducendo aspetti come sincerità e genuinità dello scambio e delle interazioni, completamente ignorati dalla teoria economica, basilari per comprendere la reciprocità. Verranno proposti esempi e ricerche che metteranno in evidenza quanto la natura umana sia propensa all'altruismo, rinunciando ad un interesse personale a vantaggio di un più alto bene comune. A questo punto si giunge ad una prima rappresentazione del concetto di reciprocità, che attraverso la letteratura utilizzata per la stesura del presente lavoro, scopriremo non essere un'entità singola ma verrà proposta una visione trilaterale di tale concetto: reciprocità cauta, reciprocità philià, reciprocità incondizionata.
Proseguendo l'analisi si preferisce esaminare in maniera scrupolosa e dettagliata i due estremi del concetto di reciprocità utilizzando la seconda forma (che si concretizza nella strategia tit for tat idealizzata da Axelrod nel suo lavoro giochi di reciprocità 1984) come tramite, una forma di collegamento tra i due poli opposti. La forma cauta è configurabile nella realtà con il contratto, infatti è la rappresentazione meno pura della reciprocità, circoscritta ad una costrizione, concezione tipica del "do ut des" contrattuale. Struttura diametralmente opposta la si trova nella reciprocità incondizionata che, come risulta intuibile dal nome presenta forme di gratitudine di generosità e benevolenza incondizionate, prescindendo da qualsiasi forma di ricambio e ritorno. Riportando questi concetti in un contesto di "gioco" e applicandoli ai c.d. dilemmi sociali, possiamo notare il comportamento dei soggetti agenti nelle situazioni succitate, con una considerazione particolare al "decisore incondizionato" il quale otterrà dal suo comportamento generoso una ricompensa psicologica definita intrinseca. La descrizione delle varie interazioni e delle relative ricompense, verrà accompagnata da un'analisi in cui si utilizzeranno modelli matematici, utili per indicare le azioni e le relative ricompense degli agenti impegnati nelle relative interazioni.

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4 Introduzione Il presente lavoro dal titolo “Reciprocità e interazioni umane in teoria dei giochi” si prefigge lo scopo di descrivere una serie di situazioni sociali, da quelle quotidiane sino a situazioni più complesse e meno frequenti, sottolineando le modalità attraverso le quali i soggetti chiamati in causa, in quanto decisori, interagiscono tra di loro. Queste interazioni verranno esplicitate ricorrendo a determinati modelli derivanti dalla c.d. teoria dei giochi, scienza che dedica i suoi studi alla soluzione (cooperativa e competitiva) di situazioni conflittuali, analizzando le rispettive mosse individuali dei soggetti agenti, tenendo presente che le decisioni di uno possono influire sulla situazione dell’altro. Nella prima parte dell’elaborato verrà appunto studiata la teoria dei giochi, dalla sua nascita sino alle sue applicazioni concrete, partendo da Pascal e Fermat passando da Neumann e Morgestern finendo a Maynard Smith espletando tutti i tipi di gioco e tutti i possibili esiti, soffermando l’analisi sulla soluzione proposta dal matematico statunitense J. Nash. Successivamente verranno esposti una serie di dilemmi, astratte rappresentazioni di ipotetiche situazioni sociali, utili per valutare la possibile risposta di ogni singolo agente posto dinanzi un problema che implica inevitabilmente delle interazioni con un altro soggetto. In questo contesto risulta doveroso riferirsi al celebre dilemma del prigioniero, ma verranno esposti dei problemi meno noti come il dilemma del viaggiatore, la corsa del coniglio, la caccia al cervo. A conclusione del primo capitolo si proporranno delle applicazioni reali alle situazioni succitate. La seconda parte del lavoro racchiude il cuore dello studio ad oggetto. Dopo aver definito il concetto di razionalità secondo la teoria economica e aver individuato le caratteristiche del c.d. homo oeconomicus, si sposterà l’attenzione sulla possibilità di far emergere un rapporto di reciprocità in un contesto di interazione tra soggetti razionali autointeressati. A tal fine discostandosi leggermente dalla linea matematica, si attingerà ad autori come A.Smith,

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Andrea Nigri Contatta »

Composta da 44 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.