Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Specchi, doppi, nonsense: il sentiero del ''riflesso'' da Luigi Pirandello a Lewis Carroll

Partendo da parole chiavi quali: specchi, doppi, non sense, la tesi si propone di delineare un percorso di natura psicoletteraria che mette a raffronto due celeberrimi romanzi del panorama europeo quali Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello e Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll. Due autori e due opere apparentemente “lontane” tra loro, ma che in una chiave di lettura rivestita di originali metodologie di ricerca psicoanalitica, trovano un legame e accenti di altrettante originali analogie che conferiscono a entrambe una visione compatta e unitaria di contenuti e obiettivi filoletterari. Contenuti che si sintetizzano attraverso un comune filo conduttore intessuto di elaborate trame innescate da un processo psichico, quello della scissione e della conseguenziale perdita dell’unità dell’Io, che si riscontra in entrambi i protagonisti sotto molteplici aspetti di natura essenzialmente esistenziale. Alice come Vitangelo rappresentano in tal senso gli emblematici artefici, protagonisti, e insieme eroi, di coloro che riuscendo a oltrepassare quella sottile linea di demarcazione denominata comunemente “ragione”, approdano e deliziosamente si perdono nella consolatrice natura di una dichiarata follia. Una follia questa, che sfocia e si dissolve nella disperata e tormentata pretesa di dominio e possesso, che accomuna entrambi i protagonisti, nel desiderio di afferrare e tenere in pugno quell’irraggiungibile e mancato “oggetto” di cui Jacques Lacan, sommo psicoanalista francese, ne traccia e ne delinea il sentiero.
Obiettivo che si traccia tale lavoro è la riscoperta e un nuovo approccio di carattere metodico comparativo di assonanze apparentemente inesistenti, ma da risvolti assolutamente sorprendenti che si propongono i due romanzi, attraverso un’indagine di ricerca psicoanalitica tesa a rivelarne l’insidioso male che prende origine da una sintomatologia, oscuro male dell’Essere: la schizoidia.

Mostra/Nascondi contenuto.
2 INTRODUZIONE «Ragioni troppo, mi pare... [...] Sì! E questo è il mio male» 1 . Un male, quello esistenziale, da cui trae origine il tormentato universo dell'Essere nelle sue multiformi sfumature fatto di ombre e abissi impenetrabili, padre di quell'umorismo generato dal dissidio fondamentale dell'Io. In una lettera scritta alla sorella Lina nel 1886, Luigi Pirandello enfatizza questo atto del pensare andando oltre ciò che il pensiero offre nella sua forma latente e indagandolo nella sua essenza piø profonda: «La meditazione è l'abisso nero, popolato di foschi fantasmi, custodito dallo sconforto disperato. Un raggio di luce non vi penetra mai, e il desiderio di averlo ti sprofonda sempre piø nelle tenebre dense... ¨ una sete inestinguibile, un furore ostinato; ma il nero ti abbevera la immensità silenziosa ti agghiaccia» 2 . E proprio in rapporto a tale condizione descritta che scatta la sensazione della vita come «enorme pupazzata», in fondo al quale vive una condizione di abbassamento del tono vitale che produce un senso d'estraniazione tradotto in quel determinato concetto astratto del «vedersi vivere». Così come accade all'antieroe Vitangelo Moscarda, protagonista di sØ stesso nel romanzo pirandelliano Uno, nessuno e centomila, ispirato alla novella Stefano Giogli, uno e due 3 e uscito a puntate sulla “Fiera letteraria” (dicembre 1925- giugno 1926) con un lungo sottotitolo: Considerazioni di Vitangelo Moscarda, generali sulla vita degli uomini e particolari sulla propria, in otto libri, considerato dallo stesso Luigi Pirandello come «il piø amaro di tutti, profondamente umoristico, di scomposizione della vita: Moscarda, uno, nessuno e centomila». A tale sensazione del «vedersi vivere», si accosta un altro turbamento che prende origine dal nonsense di tutte le cose e che Pirandello esplicita ancora nella lettera 1 L. Pirandello, Se… in Novelle per un anno, a cura di I. Borzì e M. Argenziano, Milano, Newton, 1994, p. 116. 2 Id., L'umorismo e altri saggi, a cura di E. Ghidetti, Firenze, Giunti, 1994, p. XII. 3 Cfr. Id., Novelle per un anno, cit., pp. 1410 sgg.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Lorena Torrisi Contatta »

Composta da 179 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 16306 click dal 18/09/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.