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La fine della "Golden Age"? Mutamenti di fruizione delle serie televisive nell'era della convergenza mediale

Approfondire lo studio della produzione seriale significa scontrarsi con un tema estremamente attuale, poiché, mai nella storia della televisione questo prodotto ha assunto una rilevanza tale, da divenire, specchio della società, modello narrativo amato e privilegiato dalle giovani generazioni e testo studiato e rispettato da un assortito numero di studiosi mondiali. Questo lavoro, si è dunque posto l’obbiettivo di parlare di televisione nei termini dell’intreccio che si plasma tra la messa in forma dell’offerta di serie televisive e quella del suo consumo (la sua fruizione) e a fronte di uno scenario tanto dinamico e incongruente che potremmo rapidamente sintetizzare nel concetto di convergenza mediale, si è tentato di tracciare il contesto in cui si situa oggi il mezzo televisivo che a detta di molti sta sottostando a una forte battuta di arresto sia in termini di offerta che di consumo. Più di tutte, è la macchina produttiva delle serie TV, che fino a qualche tempo fa sfornava incessantemente titoli in grado di raccogliere ampia visibilità e consenso (sia in Italia che nel resto del mondo) che quest’oggi, risente in modo particolare degli effetti della convergenza e di internet.

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5 INTRODUZIONE Come il «mondo» finì per diventare favola ed entrò in casa mia.. C’è chi dice di essere cresciuto guardando i telefilm; io invece, ho conosciuto un bambino che è vissuto come se fosse in un telefilm. Tra i sei e i quattordici anni il suo mondo, la sua famiglia, i suoi amici sono stati i personaggi, i luoghi, le atmosfere delle serie TV che un tempo popolavano con le loro storie i palinsesti delle emittenti italiane. E’ cresciuto sognando di vivere come i teenagers di Beverly Hills tra ville di lusso e abiti firmati; di costruire castelli di sabbia nelle spiagge della California e fare il bagno in acqua, sotto l’occhio vigile (nel caso qualcosa fosse andato storto) dei bagnini di Baywatch; di aver in casa a gironzolare una esilarante Tata Francesca; di ritrovarsi con i Friends a bere qualcosa al Central Perk o di avere per amico quel Willy che viveva a Bel-Air. Poi crescendo, superata con fatica la paura per l’uomo nero e l’idea dell’esistenza dei mostri chiusi nell’armadio, arrivano Buffy e le sorelle Hallywell che, al contrario, gli dicono che i mostri in realtà esistono e sono intorno a noi. E mentre ai suoi coetanei narravano di fiabe con protagoniste principesse che erano salvate dal loro principe dalle grinfie della strega cattiva, vivendo da lì in avanti felici e contenti, lui si estraniava in un mondo, dove capii ben presto che i protagonisti delle sue storie non sempre avrebbero goduto del lieto fine, che nelle favole popolari risultava, essere la norma. Crescendo, le serie TV si sono rilevate la sua riserva di fiabe in chiave moderna: un momento di evasione spensierato dalla quotidianità della vita che riflettono ancora adesso (che io sappia), i suoi sogni, le sue paure, le sue speranze e memorie. I telefilm gli hanno insegnato, eccome se l’hanno fatto, a guardare e comprendere gli altri, il mondo e se stesso. Ha compreso che è giusto

Laurea liv.I

Facoltà: Comunicazione, Relazioni Pubbliche e Pubblicità

Autore: Giuseppe Suma Contatta »

Composta da 154 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.