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Stress cardiovascolare: modulazione della proteina BAG3

La proteina anti-apoptotica BAG3 è espressa a livelli significativi nei muscoli scheletrico e cardiaco. In particolare, la proteina si localizza a livello dei dischi Z dove sostiene la sopravvivenza e l’attività contrattile, pur non essendo coinvolta nel processo di sviluppo del muscolo stesso. Dati recenti hanno evidenziato un sensibile aumento dell’espressione di BAG3 nel tessuto cardiaco di ratto dopo induzione di infarto attraverso l’occlusione temporanea dell’arteria coronarica discendente, tale da far ipotizzare un ruolo della proteina nella regolazione della sopravvivenza di cardiomiociti in condizioni di stress ossidativo.
Si è ritenuto interessante valutare il ruolo di BAG3 nella patogenesi della cardiomiopatia di Tako-Tsubo o cardiomiopatia da stress, caratterizzata da una disfunzione del ventricolo sinistro, di solito transitoria, con sintomi tipici della sindrome coronarica acuta. L’assenza di significativi fattori di rischio cardiovascolare nelle pazienti colpite da questa forma di cardiomiopatia ci ha fatto ipotizzare che potesse essere associata ad un’eventuale causa genetica; pertanto, abbiamo voluto verificare se le pazienti affette da questa cardiomiopatia avessero o meno mutazioni a carico del gene bag3.
A tale scopo, erano già state disegnate 5 copie di primers utili ad amplificare, mediante PCR sul DNA genomico estratto dai leucociti di donatori sani e di pazienti affette da cardiomiopatia di Tako-Tsubo ricoverate presso l’UTIC dell’Azienda Ospedaliera Universitaria OO.RR. S.Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno, i 4 esoni del gene bag3 (due coppie di primers sono state utilizzate per amplificare il quarto esone, più esteso degli altri). I prodotti di PCR sono stati sequenziati mediante reazione con Big Dye (ABI) e gli elettroferogrammi sono stati analizzati mediante software bioinformatici per la ricerca di mutazioni a carico delle regioni codificanti di bag3. [...]

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1 1. INTRODUZIONE 1.1 Cardiomiociti I cardiomiociti (Figura 1) rappresentano la popolazione cellulare maggiormente rappresentata nel tessuto muscolare cardiaco, il miocardio, responsabile della contrazione cardiaca. Essi presentano una forma allungata e misurano solitamente 100 µm in lunghezza e 10–15 µm in spessore. Sono provvisti di un unico nucleo, collocato al centro della cellula, dotato di uno o due nucleoli di forma ovoidale. In prossimità del nucleo si trova un piccolo apparato di Golgi; la struttura del reticolo sarcoplasmatico all’interno dei cardiomiociti differisce di molto da quella che si riscontra nel muscolo scheletrico: infatti, anziché cisterne fenestrate disposte trasversalmente, si osservano sarcotubuli di piccolo diametro posizionati in modo tale da formare una rete tridimensionale attorno ai miofilamenti. I mitocondri, disposti tra i miofilamenti, sono numerosi e voluminosi, con una forma grossolanamente cilindrica e dotati di creste molto sviluppate (Rosati P. & Colombo R., 1997). Date le loro dimensioni, essi occupano il 30–40 % del volume del sarcoplasma (citosol della fibrocellula cardiaca) e rappresentano il centro delle vie ossidative del metabolismo aerobio: in essi infatti hanno luogo la β-ossidazione degli acidi grassi con produzione di acil-CoA, la decarbossilazione ossidativa dell’acido piruvico, il ciclo di Krebs e la fosforilazione ossidativa. Proprio l’abbondanza di mitocondri nel tessuto miocardico indica la rilevanza dell’ossigeno molecolare, e quindi del metabolismo ossidativo aerobio, come sua fonte energetica. Infatti, in condizioni basali, il metabolismo ossidativo di acidi grassi, glucosio e acido lattico fornisce al cardiomiocita l’energia di cui ha bisogno sotto forma di molecole di ATP (Canigiani S. & Volpini M., 2003).

Tesi di Laurea

Facoltà: Farmacia

Autore: Rita Manzo Contatta »

Composta da 88 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 762 click dal 02/10/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.