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L'economia italiana dalla ricostruzione al ''miracolo economico''

Nel presente lavoro è riportato uno studio sulla storia economica italiana nel ventennio 1945-1965 con l'obiettivo di fornire un quadro esaustivo, tramite un'analisi dei principali e quindi, più significativi eventi del periodo che va dalla Ricostruzione al Miracolo Economico, e che permisero all'Italia, nel giro di circa venti anni, di trasformarsi da un Paese caratterizzato prevalentemente da un'economia rurale ad una nazione industrializzata e capace di affermarsi in campo internazionale.
Nel maggio del 1945 la seconda guerra mondiale era ormai terminata, l'Italia era una nazione sconfitta moralmente e fisicamente e doveva affrontare la difficile questione della Ricostruzione. I governi che si susseguirono nel periodo postbellico concentrarono i propri sforzi su pochi e decisivi temi: la scelta tra la Monarchia e la Repubblica, la redazione di una Carta Costituzionale, la pesante inflazione che imperversava nel Paese e l'indirizzo economico da perseguire.
Sotto la guida di uomini di alto profilo quali, su tutti, Alcide De Gasperi e Luigi Einaudi, il Paese seppe rompere con il passato autarchico intraprendendo una politica liberista nella prospettiva di un'integrazione europea, ciò permise all'Italia di riacquistare la fiducia degli alleati, dando origine alla prospettiva di un ingente sostegno finanziario internazionale.
Il sostegno alleato che sin da prima che la guerra terminasse aveva profuso ingenti risorse di tipo assistenziale per la popolazione, permise, attraverso la successiva adesione dell'Italia al Piano E.R.P. nel 1948, una riconversione dei principali settori industriali, che seppero adottare macchinari e metodi di produzione americani, ponendo le basi per un rilancio economico e sociale della nazione, la
quale, doveva fare i conti con l'irrisolto problema meridionale. Due furono gli
interventi più significativi, tramite i quali, il governo italiano tentò di risollevare le sorti di un Mezzogiorno carente di infrastrutture, capitali e competenze, la Riforma fondiaria istituita per venire incontro alle esigenze dei contadini meridionali e la costituzione della Cassa per il Mezzogiorno, un ente che, tramite i finanziamenti della World Bank, permise in una prima fase la costruzione di infrastrutture e successivamente lo sviluppo di complessi industriali, in limitate aree del Meridione d'Italia, con l'intento di arrecare un vantaggio all'intera economia nazionale.
A partire dal 1953 l'economia italiana iniziò a crescere a ritmi sostenuti grazie soprattutto all'incremento della domanda interna ma la vera e propria metamorfosi si manifestò con l'adesione dell'Italia alla C.E.E. che entrò in vigore nel 1958 e con il relativo costituirsi del Mercato europeo comune. L'apertura dei mercati permise il rilevante sviluppo delle esportazioni italiane, da una parte tramite l'espansione della produzione dei grandi gruppi industriali nei settori tradizionali e dall'altra con lo sviluppo di una rete di piccole e medie imprese, le quali seppero affermarsi con successo sui mercati internazionali. Il Paese conobbe nel periodo 1958-1963 una crescita eccezionale, con livelli di crescita medi del Pil di circa il 6% annui, una crescita che stravolse la società italiana e tale, da essere definita “miracolo”, una trasformazione che fu incontrollata e per questo si rivelò squilibrata ma che permise all'Italia di diventare una delle principali economie mondiali.

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- 5 - INTRODUZIONE Il seguente lavoro vuole ripercorrere, sia pure per grandi linee, i principali avvenimenti che hanno segnato la storia economica dell’Italia nel ventennio 1945-1965, un lasso di tempo che ha delineato la trasformazione socio- economica della nazione italiana, caratterizzata dal passaggio da un’economia prevalentemente rurale ad un sistema economico capace di competere e di affermarsi sul mercato nazionale ed internazionale. Nel primo capitolo si vuole dapprima fornire un quadro della situazione economica della nazione al termine del secondo conflitto mondiale, quando si doveva avviare un processo di Ricostruzione, sociale oltre che economica, in un clima di sofferenza e di incertezza, per poi affrontare gli avvenimenti fondamentali che caratterizzarono i primi anni della Ricostruzione, quali la nascita della Repubblica, la redazione della Costituzione e la stabilizzazione monetaria. In questo contesto prevalsero due figure, la prima quella di Alcide De Gasperi che seppe governare il Paese nonostante le profonde differenze ed i contrasti tra le forze politiche, indirizzandolo verso una politica liberista e verso la strada degli aiuti alleati che si rivelarono di vitale importanza per una ripresa economica che altrimenti appariva impossibile; La seconda fu quella di Luigi Einaudi, già Governatore della Banca d’Italia e che, coerentemente con le sue idee liberiste, una volta chiamato da De Gasperi ad assumere la guida del Ministero del Bilancio nel 1947, seppe apportare quelle misure restrittive che permisero di frenare la violenta inflazione che attraversava il Paese contribuendo a far guadagnare la fiducia delle potenze vincitrici nei confronti dell’Italia, le quali prospettavano anche la possibilità di usufruire di ingenti finanziamenti per la Ricostruzione a patto che il governo italiano fosse riuscito a risolvere i contrasti politici e l’ instabilità monetaria.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Alfredo Parisi Contatta »

Composta da 93 pagine.

 

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