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Disagi affettivo-relazionali in un bambino in affidamento familiare: una proposta di intervento pedagogico - clinico

Nelle situazioni di affidamento spesso ci si rivolge solo ad assistenti sociali, psicologi, educatori, lo scopo di questa tesi è di mostrare come l’intervento di questi specialisti possa essere completato dalla pedagogia clinica, come può ben inserirsi il pedagogista clinico all’interno di un equipe multi professionale apportando il suo contributo.
L’obiettivo di questa tesi è quindi presentare come può intervenire lo specialista in ambito pedagogico clinico, in situazioni di disagio (facendo riferimento a quella che è stata esemplificata), sottolineandone la particolarità e specificità delle metodologie e i principi fondamentali su cui si basano.
Il lavoro parte da una presentazione del provvedimento di affidamento temporaneo, per meglio chiarirne le caratteristiche e modalità di funzionamento.
Segue un’indicazione dei principali disagi che sono stati osservati in varie situazioni di affidamento, per avere un’idea di ciò che può comportare questo provvedimento, fino ad arrivare ad un’esemplificazione situazionale che ci serve per presentare una proposta di intervento pedagogico clinico, dopo aver delineato la figura del pedagogista clinico.

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- 4 - L’AFFIDAMENTO DEI MINORI IN ITALIA In Italia ci sono circa 32400 minori che vivono fuori dalla famiglia, di questi 16800 sono in affidamento familiare mentre 15600 sono ospiti dei servizi residenziali (dati aggiornati al 31 Dicembre 2007). L’affidamento temporaneo dei minori italiani e stranieri è disciplinato dalla legge n.184 del 4 Maggio 1983, “Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori”, successivamente modificata dalla legge n.149 del 28 Marzo 2001, “Diritto del minore ad una famiglia” (vedi allegato). L'affido è un'istituzione dell'ordinamento civile italiano che si basa su un provvedimento temporaneo. Si rivolge a bambini e ragazzi fino ai diciotto anni di età, di nazionalità italiana o straniera, che si trovano in situazioni di instabilità familiare dovuta a gravi difficoltà, e quindi temporaneamente impossibilitata o incapace di assolvere al proprio compito educativo, mettendo in pericolo la loro crescita psico- fisica. L’affidamento si riferisce ai casi in cui il minore viene allontanato temporaneamente dalla propria famiglia d’origine per essere “preso in cura da terzi” (famiglia affidataria, persona o istituto): - può essere richiesto dai servizi sociali, con il consenso dei genitori (viene infatti detto affido consensuale) e sentito il minore a partire dai 12 anni, ma anche di età inferiore tenendo conto della sua capacità di discernimento; è reso poi esecutivo dal giudice dopo aver controllato la sussistenza dei presupposti; - è disposto dal giudice del Tribunale per i Minori (è definito affido giudiziale) su proposta del Servizio Minori, laddove manchi l’assenso dei genitori esercenti la potestà e pertanto assume natura autoritativa, in quanto limita la potestà dei genitori o, quantomeno, ha una funzione di controllo su di essa; è l’autorità giudiziaria che ha il potere di disporre l' allontanamento del minore dalla famiglia naturale, autorizzando gli Enti a provvedere all'affidamento.

Tesi di Master

Autore: Cristina Pirri Contatta »

Composta da 61 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1567 click dal 08/10/2013.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.