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La reazione della pubblicità alla crisi economica: svolta razionale o emotiva?

La crisi economica iniziata tra il 2006 e il 2007 in America e, che ancora oggi mette in ginocchio alcune tra le più grandi potenze al mondo, ha senza dubbio modificato la percezione della marca per il cliente e la sua propensione all’acquisto.
La crisi non ha solo colpito i mercati finanziari ma si è palesata anche come contrazione dei consumi e, cosa più importante, si è presentata come crisi dei valori. Ma come si è orientato il mondo dell’advertising in questo periodo così delicato all'interno dei Paesi più sviluppati al mondo?
Nella comunicazione si sono sempre distinte due strade: una che punti alla testa, alla parte razionale del cliente, e una che punti al cuore offrendo al consumatore, attraverso uno spot tv ad esempio, tre minuti ricchi di emozioni. Attraverso un’analisi del sistema economico e dell’advertising di due Paesi estremamente diversi, (Spagna e Australia) dove la crisi ha avuto conseguenze altrettanto diverse, risulta che essere stati vittime della crisi o meno non modifica ciò che si comunica: emozionare è la parole chiave per raggiungere il cliente.

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INTRODUZIONE La crisi economica del 2008 (anche se formalmente si è manifestata due anni prima), iniziata negli Stati Uniti, ha scatenato un effetto domino. Partita come crisi immobiliare si è trasformata in una crisi che ha coinvolto tutti i settori, da crisi americana, come una macchia d’olio, si è estesa a tutti i Paesi del mondo lasciando in fin di vita i Paesi più deboli (Spagna, Italia) e ferendo i Paesi più forti (Germania). Si è trasmessa come un virus, infettando i sistemi economici, politici, bancari ed industriali di tutto il mondo. Ma la crisi ha colpito anche e soprattutto le piccole imprese e le attività commerciali e le famiglie. Siamo nel 2013, la crisi c’è ancora, i Paesi che erano forti si stanno indebolendo e altri Paesi, invece, hanno reagito forse perché meno colpiti, come l’Australia. Ma come ha reagito il mondo della comunicazione di fronte a questa recessione senza eguali? Da sempre nel mondo dell’advertising, si distinguono due tipi di comunicazione, una fatta di informazioni, analisi, razionalità, l’altra fatta di emozioni, sentimenti, valori. Due approcci totalmente diversi: uno punta alla testa l’altro al cuore, uno al portafoglio l’altro all’anima, uno all’acquisto ragionato l’altro probabilmente all’acquisto più spontaneo ed istintivo. Questo lavoro si pone come obiettivo quello di vedere come i diversi Paesi e le diverse aziende si sono orientati in termini di advertising in tempi di crisi, in altre parole se hanno scelto di puntare al cuore o alla testa. Dal canto loro le aziende, nel corso di questi ultimi anni, hanno cercato di costruire una relazione forte e duratura con i propri clienti per non perdere guadagni, in una fase in cui crearne di nuovi è quasi impossibile. Ma, nello specifico, come si sono comportate in uno scenario di contrazione della spesa? Qual è la strategia vincente? 8

Laurea liv.I

Facoltà: Economia aziendale e management

Autore: Francesca Barone Contatta »

Composta da 34 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1780 click dal 11/10/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.