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L'autoritratto nella pittura italiana contemporanea

Analisi del ritratto e dell'io nella pittura italiana con riferimenti all'amore a alla morte

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1 Ritratto e amore, ritratto e morte Vi è un legame molto stretto tra il ritratto e l’amore, il ritratto fissa l’immagine dell’amato in un eterno presente e lo sottrae alla vecchiaia, ripara al provvisorio e dura nel tempo, più della persona in carne ed ossa. Oggi il ritratto è stato in gran parte sostituito dalla fotografia, un unico scatto che blocca il flusso del tempo e lo cristallizza in un attimo, testimone di un momento passato per sempre. La pittura è stata affascinata dalla fotografia e dal suo carattere di medusazione, di pietrificazione dell’attimo rappresentato. In questo Giorgio De Chirico è il portavoce: nel suo Autoritratto del 1920 vi è l’allusione alla volontà di durare, di sopravvivere al tempo, c’è una sorta di dialogo tra un’immagine ideale rappresentata dal busto in marmo e il pittore stesso. Si percepisce chiaramente l’effetto medusa, tanto amato dall’artista, la statua fissa con occhi vuoti De Chirico che a sua volta guarda verso di noi, il pubblico, su cui esercita un

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Federica Tosato Contatta »

Composta da 51 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2607 click dal 18/10/2013.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.