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Condividere la decisionalità in pediatria di base

Il presente lavoro di ricerca si propone di affrontare una tematica notevolmente complessa quale è la relazione sanitaria in pediatria, con una particolare attenzione posta sul processo della decisionalità.
In ogni relazione medica è necessario prendere delle decisioni sia dal punto di vista diagnostico sia dal punto di vista terapeutico. Ci siamo dunque interrogati sul modo in cui tali scelte siano effettuate, su quanto esse possano considerarsi più o meno condivise dai membri coinvolti, sui numerosi significati che le attraversano.
È fondamentale partire dal presupposto secondo il quale una relazione pediatrica non può essere totalmente equiparata ad un qualunque rapporto medico-paziente. Essa vede interessate in maniera diretta, infatti, ben tre persone ossia il pediatra, il bambino e il suo accompagnatore (il quale si rivela essere, nella stragrande maggioranza dei casi, la madre o chiunque possa farne le veci). Attratti dalla laboriosità, dal fascino e soprattutto dall’attualità di tale argomento abbiamo intrapreso il seguente lavoro riflettendo anche sulla triangolazione di tale legame, desiderosi di esplorarne il senso ed i significati veicolati.
In un’epoca nel corso della quale l’attenzione alla qualità dei servizi sanitari offerti sta andando incontro ad un forte incremento, ci siamo posti una serie di questioni da voler chiarire, narrare, raccontare e sulle quali poter riflettere proseguendo sulla scia dei numerosi studi che si stanno svolgendo rispetto a tali argomentazioni.

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Introduzione Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre ma avere nuovi occhi. M. Proust Il presente lavoro di ricerca si propone di affrontare una tematica notevolmente complessa quale è la relazione sanitaria in pediatria, con una particolare attenzione posta sul processo della decisionalità. In ogni relazione medica è necessario prendere delle decisioni sia dal punto di vista diagnostico sia dal punto di vista terapeutico. Ci siamo dunque interrogati sul modo in cui tali scelte siano effettuate, su quanto esse possano considerarsi più o meno condivise dai membri coinvolti, sui numerosi significati che le attraversano. È fondamentale partire dal presupposto secondo il quale una relazione pediatrica non può essere totalmente equiparata ad un qualunque rapporto medico- paziente. Essa vede interessate in maniera diretta, infatti, ben tre persone ossia il pediatra, il bambino e il suo accompagnatore (il quale si rivela essere, nella stragrande maggioranza dei casi, la madre o chiunque possa farne le veci). Attratti dalla laboriosità, dal fascino e soprattutto dall’attualità di tale argomento abbiamo intrapreso il seguente lavoro riflettendo anche sulla triangolazione di tale legame, desiderosi di esplorarne il senso ed i significati veicolati. In un’epoca nel corso della quale l’attenzione alla qualità dei servizi sanitari offerti sta andando incontro ad un forte incremento, ci siamo posti una serie di questioni da voler chiarire, narrare, raccontare e sulle quali poter riflettere proseguendo sulla scia dei numerosi studi che si stanno svolgendo rispetto a tali argomentazioni. Prima di addentrarci nel vivo del nostro discorso è sembrato opportuno soffermarci, nello specifico, sul processo della decisionalità. Che cosa significa decidere? Quali sono le molteplici sfaccettature che compongono tale fenomeno? Quali sono le potenziali modalità di cui l’individuo si serve per effettuare una scelta? 4

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Ornella De Luca Contatta »

Composta da 189 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 466 click dal 18/10/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.