Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il concordato preventivo di risanamento

Che cos’è un risanamento aziendale?
Trovare una risposta a questa domanda è più tortuoso di quanto si potesse pensare. Si potrebbe pensare al risanamento aziendale come una strategia dalla definizione ben circoscritta, dal contenuto certo, ma si cadrebbe in errore.
Il primo capitolo ha lo scopo prettamente preparatorio all’oggetto centrale di questo lavoro in quanto vuole essere una panoramica attraverso la definizione di crisi d’impresa. Ogni crisi presenta elementi che la differenziano da quelle precedenti e la distingueranno da quelle future. Risulta però difficile e, soprattutto poco significativo, definire concettualmente, tramite dei criteri oggettivi, cosa sia una crisi poiché ogni definizione potrebbe essere adeguata per alcune crisi, ma rilevarsi non confacente ad altre. Per cui tenendo conto dell’esistenza di diverse cause generatrici di altrettanti diversi stati di crisi, l’analisi si sposta sulla differenza esistente tra semplice declino e stato di crisi vero e proprio.
La soluzione della crisi può avvenire tramite il ricorso alla procedura di concordato preventivo utilizzando il modello classico che prevede l’affitto dell’azienda con la costituzione di una Newco (risanamento “indiretto”). Una proposta nella quale prima della presentazione della domanda il debitore affitta l’azienda ad un terzo (non raramente una newco nella quale una parte del capitale è riferibile ai manager o agli stessi soci dell’impresa in concordato) e spesso pattuisce anche la cessione dell’azienda subordinatamente all’omologazione del concordato.
Il concordato preventivo di risanamento c.d. “indiretto” verrà analizzato nella varie fasi dalla procedura di domanda di ammissione al concordato al contenuto del piano concordatario, dagli effetti della presentazione del ricorso alla deliberazione del concordato fino al giudizio di omologazione alla luce delle modifiche introdotte dall’art. 33 del DL 22.06.2012 n. 83.
L’istituto dell’affitto d’azienda si tratta di un contratto molto flessibile e di facile realizzazione che grazie ad una normativa non eccessivamente rigida si presta con successo al superamento di quelle fase critiche dove, per ripristinare gli equilibri, è importante agire tempestivamente e senza impatti traumatici sull’organo aziendale. Si è voluto sottolineare come l’utilizzo di questo strumento rappresenti, a volte, una precisa scelta all’interno di un definito piano strategico.
Ma non mancano aspetti problematici del concordato preventivo di risanamento c.d. “indiretto” riguardanti la responsabilità dell’affittuario per la passività pregresse dell’affittante e la necessità di acquisire adeguate garanzie per l’adempimento delle obbligazioni dell’affittuario. Un problema di maggiore rilevanza è rappresentato dal sostegno finanziario dell’operazione di risanamento c.d. “indiretto” dell’impresa ammessa al concordato preventivo.

Mostra/Nascondi contenuto.
1 C a p i t o l o 1 LA CRISI DI IMPRESA 1.1 Come si sviluppa una crisi Nell’aspetto più propriamente aziendale, la crisi è una manifestazione di tipo patologico che può svilupparsi su più stadi. I primi segnali si hanno in seguito alla manifestazione di fenomeni di squilibrio e di inefficienza che possono avere natura ed origine molto diverse. Una crisi affrontata al primo stadio, quando non ha ancora generato perdite, è più facilmente rimediabile. La difficoltà è rappresentata per di più dall’individuazione delle cause della crisi e la predisposizione in tempi adeguati delle opportune contromisure per evitare di compromettere l’economicità stessa dell’azienda. Quando e nel momento in cui si presentano, le perdite erodono gradualmente e con varia velocità le risorse aziendali. Si ha un processo di erosione le cui manifestazioni formali sono l’assorbimento delle risorse destinate a funzione essenziali, quali ricerca e sviluppo, marketing, formazione e comunicazione. L’arresto della crisi in questo secondo stadio è sicuramente più difficile. Al di là di un certo limite, la crisi si manifesta nell’insolvenza, che ne è la manifestazione evidente. A questo punto cessa di essere solo un fatto interno dell’azienda e genera una serie di effetti che vanno dalla incapacità di fronteggiare le scadenze, alla perdita di fiducia e di credito, dallo sfaldamento della struttura organizzativa, alla perdita progressiva della clientela.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Chiara Greci Contatta »

Composta da 113 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1547 click dal 23/01/2014.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.