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Quarto e il continuum dialetto - italiano

Informazioni tesi

  Autore: Daniele Esposito
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Culture digitai e della comunicazione
  Relatore: Daniele Esposito
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 48

Lo studio qui presentato è il frutto di una ricerca sul campo, svolta al fine di individuare gli usi del dialetto e dell'italiano, a seconda di determinate circostanze, in base all'età, al sesso e alle radici instaurate sul territorio dai soggetti esaminati.
Il suddetto studio è stato interamente eseguito nella provincia di Quarto, Napoli, comune della zona flegrea che conta all'incirca 40mila abitanti, comune che, come quasi tutti quelli campani, presenta un massiccio utilizzo di quello che effettivamente è un dialetto primario, il napoletano, una lingua, cioè, preesistente rispetto a quella nazionale, etichettata dalla linguistica come lingua standard.
Il lavoro ha avuto luogo tramite la somministrazione di un questionario ad un campione composto da 20 famiglie della zona ed è stato strutturato in altrettante domande inerenti all'uso del dialetto\italiano nel parlato di tutti i giorni (passati, nel caso in cui si è chiesto di ricordare i propri usi linguistici in età fanciullesca, e presenti).
Gli intervistati hanno potuto esprimere le loro consuete usanze attraverso cinque possibili risposte (utilizzo: “sempre il dialetto”, “più il dialetto che l'italiano”, “sia dialetto che italiano”, “più l'italiano che il dialetto”, “sempre l'italiano”).
Analizzando le risposte date ci risulteranno lampanti ovvie variazioni di tipo: diafasiche (dipendenti dalla situazione comunicativa), diagenerazionali (dipendenti dall'età del parlante), diageneriche (variazione dipendente dal sesso dell'intervistato) e diacroniche (dipendenti dal tempo) se non diastratiche (dipendenti dallo status sociale che possiamo ricavare dalle risposte alle domande inerenti all'istruzione ricevuta e ai rapporti lavoratavi), anche se approfondiremo poco variazioni di quest' ultimo tipo.
Si noterà che tutti gli intervistati tendono a mixare l'italiano con il dialetto a seconda dei casi, non vi è mai chi utilizza esclusivamente un codice o l'altro. Allo stesso modo è frequentissimo il fenomeno del code-mixing, ovvero il translare in maniera continua da un codice all'altro all'interno di uno stesso atto linguistico.
Prima di introdurre l'operato di cui sopra mi soffermerò sui processi di italianizzazione e di resistenza dei dialetti in Italia e, particolarmente, in Campania, e sui tratti tipici del nostro dialetto

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INTRODUZIONE Lo studio qui presentato è il frutto di una ricerca sul campo, svolta al fine di individuare gli usi del dialetto e dell'italiano, a seconda di determinate circostanze, in base all'età, al sesso e alle radici instaurate sul territorio dai soggetti esaminati. Il suddetto studio è stato interamente eseguito nella provincia di Quarto, Napoli, comune della zona flegrea che conta all'incirca 40mila abitanti, comune che, come quasi tutti quelli campani, presenta un massiccio utilizzo di quello che effettivamente è un dialetto primario, il napoletano, una lingua, cioè, preesistente rispetto a quella nazionale, etichettata dalla linguistica come lingua standard. Il lavoro ha avuto luogo tramite la somministrazione di un questionario ad un campione composto da 20 famiglie della zona ed è stato strutturato in altrettante domande inerenti all'uso del dialetto\italiano nel parlato di tutti i giorni (passati, nel caso in cui si è chiesto di ricordare i propri usi linguistici in età fanciullesca, e presenti). Gli intervistati hanno potuto esprimere le loro consuete usanze attraverso cinque possibili risposte (utilizzo: “sempre il dialetto”, “più il dialetto che l'italiano”, “sia dialetto che italiano”, “più l'italiano che il dialetto”, “sempre l'italiano”). Analizzando le risposte date ci risulteranno lampanti ovvie variazioni di tipo: diafasiche (dipendenti dalla situazione comunicativa), diagenerazionali (dipendenti dall'età del parlante), diageneriche (variazione dipendente dal sesso dell'intervistato) e diacroniche (dipendenti dal tempo) se non diastratiche (dipendenti dallo status sociale che possiamo ricavare dalle risposte alle domande inerenti all'istruzione ricevuta e ai rapporti lavoratavi), anche se approfondiremo poco variazioni di quest' ultimo tipo. Si noterà che tutti gli intervistati tendono a mixare l'italiano con il dialetto a seconda dei casi, non vi è mai chi utilizza esclusivamente un codice o l'altro. Allo stesso modo è frequentissimo il fenomeno del code-mixing, ovvero il 2

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