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Il concorso esterno in associazione mafiosa

Dopo aver illustrato i profili storici e sociologici alla base dell’ammissibilità del concorso esterno nei reati associativi, si passerà a trattare del cosiddetto concorso esterno in associazione mafiosa, non prima di mettere a confronto gli artt. 416 e 416-bis c.p. ovvero l’associazione per delinquere e quella di tipo mafioso.
Saranno presentate le varie teorie in merito alla configurabilità del concorso esterno in associazione mafiosa, soffermandosi in maniere dettagliata sulla sentenza delle Sezioni Unite del 1994 Demitry, la prima a delineare la differenza tra partecipe e concorrente esterno, e la recente pronuncia del 2002, Carnevale, nella quale si considera possibile ravvisare un concorso c.d. esterno nel reato di partecipazione ad associazione di tipo mafioso.

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5 INTRODUZIONE Lo scopo del presente lavoro è quello di esporre, in modo chiaro e analitico, le diverse teorie in merito alla configurabilità o meno del cosiddetto concorso esterno in associazione mafiosa. Punto di partenza risulta essere la norma del codice penale, l’art. 110, con la quale si incrimina il concorso di persone nel reato. Dopo aver spiegato sinteticamente la differenza tra concorso necessario e concorso eventuale, si passerà a trattare del cosiddetto concorso esterno nelle fattispecie associative, delineando così le figure del partecipe in senso stretto e del concorrente esterno. Per poter meglio comprendere gli aspetti fondamentali della figura del concorso esterno nel reato associativo, appare opportuno prendere in considerazione gli aspetti socio - criminologici e storico- politici che costituiscono il fondamento dell’ammissibilità del concorso eventuale. La magistratura, soprattutto negli anni Settanta, in seguito ad un potenziamento dell’attività criminale e in modo particolare del terrorismo, si era vista costretta ad attuare scelte di politica giudiziaria allo scopo di dotarsi di quegli strumenti giuridico – penali capaci di fronteggiare una situazione di emergenza dove la criminalità, specie quella di tipo mafioso, raggiungeva ogni giorno una pericolosità sociale sempre più elevata. Naturalmente, ogni scelta di politica criminale deve essere fatta tenendo sempre in conto il principio di sufficiente determinatezza della fattispecie penale, corollario del più ampio principio di legalità. Le fattispecie associative non osservano in modo dettagliato tale principio, poiché contengono numerosi rinvii a nozioni e contesti politico – sociologici e non a richiami normativi ben definiti.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Benedetta Marino Contatta »

Composta da 101 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.