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Come l’apprendimento di una seconda lingua condiziona la prima lingua dell’individuo: l’italiano dei parlanti monolingui e plurilingui

- L’obiettivo della presente tesi è analizzare gli effetti della L2 sulla L1 confrontando la prima lingua dei parlanti monolingui e plurilingui. Innanzitutto ci baseremo sulle recenti scoperte, relative all’influenza della L2 sulla L1, dello studioso Cook (2003), e riguardanti un ampio spettro di lingue. In seguito, nel perseguire il nostro scopo, focalizzeremo l’attenzione sui parlanti nativi italiani, sia monolingui che utilizzatori dell’inglese come L2.
I primi studi, relativi a tale argomento, si incentravano sul ruolo chiave svolto dalla prima lingua durante l’apprendimento della seconda, nello specifico su come la L1 influenzasse il modo in cui la L2 veniva appresa e concettualizzata nella mente del discente, e determinasse il tipo di errori che quest’ultimo avrebbe commesso. Al contrario, solo di recente, e in numero non elevato, sono stati realizzati degli studi (Cook 2003; Kecskes & Papp 2000) in grado di restituire la giusta importanza al cosiddetto fenomeno della reverse influence (influenza inversa). Benché gli effetti della L2 sulla L1 siano un fenomeno abbastanza difficile da osservare, essi ci permettono di scoprire come funziona il sistema linguistico dei parlanti bilingui.
La conseguenza più ovvia dell’influenza di una seconda lingua sulla prima, e dunque il primo evento ad attirare l’attenzione dei linguisti già nella seconda metà degli anni Sessanta (Kloss 1966), riguarda il processo di ‘attrito’ della L1. Cominceremo proprio dall’analisi di questo fenomeno, per poi esaminare gli effetti della L2 sulla L1 quando entrambe le lingue vengono attivamente utilizzate e finiscono quindi per influenzarsi reciprocamente. Innanzitutto, esporremo alcune premesse a cui seguirà l’analisi dei tratti linguistici coinvolti nello scambio inverso così come sono stati esaminati negli studi precedentemente citati, come le ricerche eterogenee di Cook (2003) sugli effetti della L2 sulla L1.
Per dimostrare che l’apprendimento di una seconda lingua condiziona il sistema linguistico generale di un individuo, influenzando di conseguenza anche la sua L1, esporremo qui di seguito uno studio. Sottoponendo ad alcuni test i parlanti italiani monolingui e plurilingui, la cui L2 è l’inglese, evidenzieremo come, sotto diversi aspetti, la loro L1 presenti delle divergenze. Indipendentemente dal loro dipendere, in via diretta o indiretta, dall’apprendimento di una seconda lingua, tali differenze ci permetteranno di ribadire l’importanza di ulteriori ricerche sul modo in cui la L2 agisce sulla L1, un fenomeno che ha ancora molte cose da insegnarci.

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1. INTRODUZIONE I parlanti monolingui sono sempre stati considerati la regola, lo standard, il parametro sul quale basarsi per analizzare ogni tipo di devianza dalla norma. Nell’articolato mondo attuale i parlanti monolingui non rappresentano più la norma, e probabilmente non la rappresentavano neanche prima. Viviamo in un mondo plurilingue esposto a diversi idiomi. Appartenere a una comunità bilingue, utilizzare il dialetto in un contesto familiare, parlare una seconda lingua in ambito lavorativo o studiare una lingua straniera a scuola non fa ormai alcuna differenza. Il termine monolingue, nel suo puro significato, è scomparso. Nell’ambito del nostro studio il bilinguismo sarà quindi considerato come un continuum del quale verranno esaminati gli esponenti minimi e massimi. L’obiettivo della presente tesi è analizzare gli effetti della L2 sulla L1 confrontando la prima lingua dei parlanti monolingui e plurilingui. Innanzitutto ci baseremo sulle recenti scoperte, relative all’influenza della L2 sulla L1, dello studioso Cook (2003), e riguardanti un ampio spettro di lingue. In seguito, nel perseguire il nostro scopo, focalizzeremo l’attenzione sui parlanti nativi italiani, sia monolingui che utilizzatori dell’inglese come L2. I primi studi 1 , relativi a tale argomento, si incentravano sul ruolo chiave svolto dalla prima lingua durante l’apprendimento della seconda, nello specifico su come la L1 influenzasse il modo in cui la L2 veniva appresa e concettualizzata nella mente del discente, e determinasse il tipo di errori che quest’ultimo avrebbe commesso. Al contrario, solo di recente, e in numero non elevato, sono stati realizzati degli studi (Cook 2003; Kecskes & Papp 2000) in grado di restituire la giusta importanza al cosiddetto fenomeno della reverse influence (influenza inversa). Benché gli effetti della L2 sulla L1 siano un fenomeno abbastanza difficile da osservare, essi ci permettono di scoprire come funziona il sistema linguistico dei parlanti bilingui. La conseguenza più ovvia dell’influenza di una seconda lingua sulla prima, e dunque il primo evento ad attirare l’attenzione dei linguisti già nella seconda metà degli anni Sessanta (Kloss 1966) 2 , riguarda il processo di ‘attrito’ della L1. Cominceremo proprio dall’analisi di questo 1 I primi studi sull’influenza della L1 sulla L2 sono stati realizzati negli anni Cinquanta - Sessanta attraverso opere sull’analisi contrastiva. Secondo Lado (1957:57): “gli individui tendono a trasferire forme e significati, e la distribuzione delle forme e dei significati, della loro lingua e cultura materna nella lingua e cultura straniera”. Gli effetti furono distinti in positivi (facilitazione) o negativi (interferenza). L’idea globale era che sia la L1 che il processo generale dello sviluppo influenzavano la SLA (Acquisizione della Seconda Lingua). 2 KLOSS, H. German-American language maintenance efforts. In FISHMAN, J. A. Language loyalty in the United States, The Hague: Mouton, 206-252, 1966. Per una bibliografia completa sull’attrito della prima lingua consultare il sito web del Division of Languages and Linguistics College of Arts and Sciences Brigham Young University, Hawaii. URL: http://w3.byuh.edu/academics/lang/attritionbiblio 1

Traduzione

Facoltà: Lettere e Filosofia

Traduttore: Annamaria Martinolli Contatta »

Composta da 54 pagine.

 

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