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Le agenzie interinali: risorse e modelli organizzativi

Barley e Kunda scrivono che «I manager vogliono i candidati di migliore qualità al prezzo più basso; i contrattisti vogliono un lavoro appropriato con il guadagno più alto; gli agenti sperano di piazzare in fretta le loro offerte e di massimizzare la provvigione».
Per quanto riguarda al caso nostro, al caso italiano, cosa sono in realtà le Agenzie Interinali, come sono organizzate, che rapporti sociali instaurano con i loro utenti?

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6 Introduzione Le Agenzie per il Lavoro svolgono un ruolo cruciale nel XXI secolo. A illustrazione di questa tesi, una ricerca di Barley e Kunda sui consulenti informatici negli Stati Uniti, mostra l’importanza che le agenzie interinali hanno nella ricerca e nello sviluppo del mercato del lavoro. La ricerca in questione fa riflettere anche su come si è evoluto nel corso del tempo lo studio delle organizzazioni 1 . Barley e Kunda partono dalla constatazione che se un tempo gli attori sul mercato del lavoro erano le imprese, i lavoratori dipendenti e i sindacati, oggi di quegli attori restano soltanto le imprese perché al posto dei lavoratori dipendenti sono arrivati i contrattisti e al posto dei sindacati sono subentrate le agenzie interinali. Queste ultime occupano un posto centrale perché agiscono sia sul fronte dell’offerta sia su quello della domanda: da un lato reclutano professionisti disponibili a lavorare come contrattisti e dall’altro li sistemano presso le imprese in cerca di competenze specifiche. I due autori, studiando con metodo etnografico rituale, strategie, astuzie e costi psicologici del nuovo modo di lavorare attraverso le agenzie interinali, estendono l’analisi ai processi organizzativi che coinvolgono svariati settori della società. Risultato della ricerca è che le imprese preferiscono i contratti di lavoro temporaneo a quelli a impiego fisso perché i primi permettono una flessibilità assoluta con notevoli risparmi sui costi di gestione del personale. La ragione principale sta nel fatto che i professionisti assunti con contratti temporanei portano dall’esterno nuove conoscenze. La strada più battuta per diffondere l’innovazione è quella dell’«impollinazione» 2 nel senso che i contrattisti, vagando come api da impresa a impresa, depositano e prelevano conoscenze specifiche con il risultato complessivo di una tendenziale omogeneizzazione delle conoscenze in tutto il settore produttivo in tempi molto rapidi. Dal canto loro anche i professionisti informatici rispondono di preferire i lavori temporanei per ragioni analoghe a quelle delle imprese. 1 Giuseppe Bonazzi, Come studiare le organizzazioni, il Mulino, Bologna, 2006. 2 Ivi, p. 197.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Alessandro Motta Contatta »

Composta da 46 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.