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Tossicodipendenza e sanzioni: l'affidamento in prova al servizio sociale a fini terapeutici

La tesi tratta dell'affidamento in prova al servizio sociale, quale misura alternativa alla detenzione per i tossicodipendenti/alcooldipendenti condannati ad una pena detentiva nel limite di quattro anni (anche come residuo di pena da scontare) che abbiano in corso o che intendano sottoporsi ad un programma di recupero. Il primo aspetto che si prende in esame è la capacità di intendere e di volere nonché le misure di sicurezza cui potrebbe essere sottoposto il soggetto assuntore di sostanze stupefacenti o alcooliche. Si analizza poi l'imputabilità del tossicodipendente/alcooldipendente nella legislazione italiana e in quella europea. La terza problematica che viene analizzata è quella inerente i vari trattamenti penali del tossicodipendente diversi dall'affidamento in prova al servizio sociale. Lo studio si conclude con una ricerca sui risultati dell'affidamento in prova nella realtà modenese.
I risultati ai quali si arriva al termine della dissertazione rafforzano la convinzione che il carcere non sia la soluzione migliore per il soggetto tossicodipendente, anche se si deve ammettere che l'esperienza detentiva sarà una costante per i tossicodipendenti con problemi penali visto che continuano a fornire circa un terzo dei soggetti arrestati. Si tratta di una conclusione amara che, purtroppo, rispecchia fedelmente la realtà attuale. E' vero, anche il tossicodipendente che delinque deve sottostare alla responsabilità penale delle proprie azioni, ciò che ho cercato di contestare è l'effettiva utilità che sembra volersi attribuire al carcere, perlomeno a questo carcere, come risolutore di un problema che non può essere limitato al solo campo penale. Quello che ho tenuto a ribadire con forza nella tesi è che le misure alternative alla detenzione non corrispondono ad una elusione della condanna come sembra percepirsi dalla ''querelle'' cui si assiste giornalmente sui mass media, ma conservano un carattere di afflittività e di limitazione della libertà che si concretizza mediante delle prescrizioni ed un trattamento individualizzato cui il singolo aderisce consapevolmente. Tutto ciò però non sembra soddisfare il bisogno di sicurezza di coloro i quali ritengono che la causa dell'incremento della micro criminalità sia proprio dovuta al fallimento di tutte le misure alternative alla detenzione e auspicano la c.d. certezza della pena.

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6 INTRODUZIONE Preparare una tesi di laurea è un lavoro al quale lo studente si avvicina con molto timore perché, al di là di tutto ciò che si può dire di senso contrario, di fatto, nel suo percorso universitario egli è abbandonato a se stesso e si trova a dover ottemperare a questo obbligo senza che nessuno gli abbia mai detto, ad esempio, come si cerca un libro in biblioteca. L’unica possibilità che rimane al laureando è quella di avere la “fortuna” di trovare il professore giusto, attento agli interessi del candidato, che non gli imponga l’argomento sul quale lavorare, ma lo stimoli a dedicarsi alla materia che riscontra i suoi interessi e che lo segua o che lo faccia seguire da ricercatori preparati e di sua fiducia. E’ quello che è capitato all’autore del presente lavoro, il quale non si discosta dalla suddetta tipologia dello studente, ma che fin dal momento della sua iscrizione al corso di laurea aveva chiaro che la tesi l’avrebbe voluta preparare in diritto penale e specificamente sull’affidamento in prova al servizio sociale a fini terapeutici. La sua fortuna è stata quella di avere trovato un relatore, il prof. Mario Trapani, che gli ha lasciato carta bianca per quanto riguarda l’argomento della dissertazione, e una assistente, la dott.ssa Daniela Goldoni, i cui “suggerimenti” si sono rivelati di grande importanza: a loro va un ringraziamento particolare. La motivazione di base per cui si è deciso di prestare attenzione particolare ad un simile argomento è da ricercarsi nel fatto che lo studente che oggi discute in maniera critica la materia in oggetto, ha vissuto il problema della tossicodipendenza sulla propria pelle, problema risolto anche grazie alla misura alternativa alla detenzione de quo. Al di là delle motivazioni strettamente personali, una ulteriore opzione in favore dell’argomento che qui rileva è data dal vedere come nella realtà modenese la maggioranza dei detenuti definitivi tossicodipendenti sia ristretta in carcere quando, per volontà della legge, dovrebbe essere in regime di affidamento in prova a fini terapeutici o in sospensione dell’esecuzione della pena.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Fabrizio Lanzi Contatta »

Composta da 238 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 8691 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 22 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.