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Efficacia del bendaggio funzionale nell'instabilità cronica di caviglia: revisione sistematica della letteratura

Informazioni tesi

  Autore: Marco Buccianti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Fisioterapia
  Relatore: Marco bonifazi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 73

Disegno di studio: Revisione Sistematica (SRW)

Background: la distorsione di caviglia è un trauma sportivo molto frequente che nella maggior parte dei casi provoca una lesione del comparto capsulo-legamentoso dell’ articolazione con un conseguente periodo di assenza dall’ attività sportiva. Il trattamento con bendaggio funzionale rappresenta l’ intervento terapeutico principale poiché evita l’ immobilizzazione completa della caviglia, permettendo un recupero più veloce e limitando i sintomi tardivi e le recidive. Nel 30% delle distorsioni, nonostante aver eseguito il trattamento fisioterapico adeguato, permangono dolore, gonfiore, rigidità articolare, debolezza muscolare e una sensazione di “giving way”. L’ insieme di questi sintomi rappresenta la condizione nota come instabilità cronica di caviglia. Tale situazione, oltre a provocare delle limitazioni funzionali all’ articolazione, porta ad una progressiva degenerazione osteoarticolare della caviglia con aumento della probabilità di artrosi.

Obiettivi: gli obiettivi di questa revisione sistematica della letteratura sono: per primo di valutare l’ efficacia del bendaggio nel recupero funzionale dell’ articolazione in seguito a una distorsione, confrontandolo con altri trattamenti. Secondo, stabilire che ruolo riveste nella prevenzione delle recidive in presenza di instabilità di caviglia. Infine, determinare se il bendaggio funzionale ha effetto sul controllo neuromuscolare della stabilità articolare e dell’ equilibrio, in particolare se influisce sulle afferenze propriocettive.

Materiali e metodi: La ricerca bibliografica è stata fatta nelle banche dati di Medline e PEDro con l’ intento di individuare articoli che riguardassero il trattamento funzionale nelle distorsioni di caviglia, l’ effetto preventivo del bendaggio nell’ instabilità di caviglia e il supporto che il bendaggio offre al sistema propriocettivo.

Risultati: I criteri di inclusione e di esclusione della ricerca hanno prodotto 29 articoli: 7 revisioni sistematiche, 7 RCT e 15 studi semi-sperimentali. Gli articoli selezionati mettono a confronto il bendaggio funzionale anelastico con altri tipi di trattamento. I risultati principali degli articoli riguardano: l’ effetto del bendaggio sulla stabilità articolare, sull’ equilibrio, sulla propriocezione e sul controllo posturale. Infine, il ruolo del bendaggio sulla prevenzione delle recidive e del movimento articolare.

Discussione e conclusioni: I risultati non permettono di determinare quale sia il trattamento migliore in termini di recupero funzionale dell’ articolazione tra il bendaggio e il tutore. Entrambi riducono la probabilità di distorsione nei soggetti con instabilità o storia di infortuni; mentre per i soggetti sani sono necessari ulteriori approfondimenti. Infine non è ancora chiaro l’ effetto preciso del bendaggio sul controllo neuromuscolare della stabilità articolare e sulla propriocezione.

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3 INTRODUZIONE La distorsione di caviglia è un evento frequente nella pallacanestro e in altri sport come la pallavolo, il calcio e il rugby. Essi prevedono la ripetizioni di gesti atletici come il salto, i cambi di direzione e le decelerazioni forzate. Inoltre le superfici irregolari di gioco, la ricaduta dall’ alto con contatto con un avversario o con un compagno, e l’ appoggio a terra scorretto; sono tutti fattori che possono determinare una distorsione. Essa è il trauma sportivo più diffuso, 15% di tutte le lesioni sportive, con un evento ogni 10000 persone al giorno; inoltre nell’ attività sportiva coinvolge le persone al di sotto dei 35 anni con un picco d’ incidenza tra i 15 e i 19 anni. Nella maggior parte dei casi l’ evento distorsivo provoca una lesione al comparto capsulo-legamentoso della caviglia, in particolare a quello esterno, a causa del meccanismo traumatico in inversione del piede. La classificazione delle distorsioni prevede tre gradi diversi a seconda della sintomatologia, dei segni clinici e della lesione delle strutture legamentose della caviglia. Dal 10 al 30% delle distorsioni trattate chirurgicamente o con metodi conservativi, presentano sintomi cronici come sinovite persistente, tendiniti, rigidità della caviglia, gonfiore, dolore, debolezza muscolare e sensazione di “giving way”. L’ insieme di questi segni e sintomi rappresenta quella condizione nota come instabilità cronica di caviglia. Tale situazione, oltre a provocare delle limitazioni funzionali all’ articolazione, porta ad una progressiva degenerazione osteoarticolare della caviglia con aumento della probabilità di artrosi. Il trattamento riabilitativo è in base al grado di distorsione e prevede in fase acuta, subito dopo il trauma, il protocollo PRICE( Protection, Rest, Ice, Compression, Elevation) e successivamente un trattamento funzionale, che permette, rispetto all’ immobilizzazione, un precoce recupero e ritorno all’ attività fisica o lavorativa limitando la persistenza dei sintomi tardivi e le recidive. Il trattamento avrà come obbiettivi: la riduzione della sintomatologia, il recupero del ROM articolare e successivamente della forza muscolare e infine il recupero del controllo neuromuscolare per la stabilità della caviglia. Il trattamento riabilitativo prevede l‘ utilizzo del bendaggio funzionale già in fase acuta. Tale metodica si è affermata ampiamente negli ultimi anni, vuoi per i consensi ottenuti

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