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La Liberalizzazione del Mercato del gas e dell'energia elettrica

Informazioni tesi

  Autore: Giancarmine Rovitto
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Gaetana Trupiano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 58

Un settore può definirsi effettivamente liberalizzato quando vi è libertà di accesso sul mercato dal lato dell’offerta, mentre dal lato della domanda è possibile usufruire di una reale libertà di scelta di fornitori, che si fanno competizione sia sul prezzo, sia sulle caratteristiche generali del servizio.
Le recenti indagini condotte dalla Commissione Europea hanno evidenziato un processo di liberalizzazione del mercato del gas e dell’energia elettrica condizionato da criticità strutturali riconducibili all’ esistenza di mercati fortemente concentrati e alla presenza di contratti di approvvigionamento a medio e a lungo termine che determinano forti rigidità.
Il presente studio intende esaminare la struttura del mercato del gas e dell’elettricità che esisteva prima dell’emanazione delle direttive europee e i cambiamenti venutisi a creare in seguito al recepimento di quest’ultime.
Nel primo capitolo tratteremo delle origini del gas e dell’energia elettrica, delle prime centrali elettriche presenti in Italia, delle scoperte di giacimenti metaniferi grazie all’ Agip, e delle prime società presenti sul mercato.
Nel secondo capitolo spiegheremo la situazione del mercato elettrico e del gas nell’ immediato dopoguerra in Italia. Chiariremo cosa si intende per monopolio naturale per poter meglio comprendere quali erano i compiti demandati dallo Stato all’Enel per quanto riguarda l’elettricità, e all'Eni per il settore del gas. Infine analizzeremo le politiche economiche seguite negli anni successivi da queste aziende.
Sempre nel capitolo secondo, parleremo dell’iter legislativo nazionale che si è sviluppato in seguito al recepimento delle direttive europee del 1996 e del 2003 per il settore elettricità, e quelle del 1998 e del 2003 per il settore gas. Si propone un inquadramento giuridico della regolazione dei settori in questione a seguito del processo di liberalizzazione, e un analisi delle ultime direttive del 2009.
Le conclusioni infine, considerano l’attuale situazione nei due settori in esame riportando alcuni giudizi della Commissione Europea sui livelli attuali raggiunti, e le strategie da perseguire nei prossimi anni da quest’ultima, per raggiungere una vera e propria concorrenza nel mercato del gas e dell’energia elettrica.

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5 Capitolo 1 IL PANORAMA ELETTRICO E DEL GAS ALLE ORIGINI 1.1. LE ORIGINI DEL MERCATO ELETTRICO Per millenni la storia dell'energia nel nostro come in tutti i paesi del mondo è stata, ovviamente, legata all'uso dell'energia solare nelle sue diverse forme, biomassa, idrica, eolica e dei modi secondo i quali queste forme di energia rinnovabile hanno alimentato lo sviluppo delle nostre passate civilizzazioni. Ancora nel 1850 la legna da ardere, il carbone da legna e la paglia costituivano le principali fonti di energia in ogni parte del mondo, ad eccezione di un limitato numero di paesi europei. La transizione all'energia solare fossile, vale a dire ai combustibili fossili, carbone prima, petrolio e gas poi, quali fonti per la produzione di calore e vapore per alimentare i motori primi fu completata in Europa solo prima della seconda guerra mondiale. Successivamente subì una forte accelerazione. Per quanto riguarda l'Italia, fu il "carbone bianco", cioè l'energia idrica dei bacini alpini, a contribuire all'industrializzazione italiana alla fine dell'ottocento. Chi verso la fine del XIX secolo avesse tentato di prevedere il futuro dell'energia elettrica sulla base delle sue prime applicazioni, quasi certamente non sarebbe riuscito a immaginarne le funzioni che svolge ai giorni nostri. I pionieri del sistema elettrico italiano furono Giuseppe Colombo e Galileo Ferraris, quest’ultimo piemontese laureatosi a Torino in ingegneria civile fu l’inventore di numerosi dispositivi, fra cui un contatore di elettricità utilizzato poi soprattutto nell’Europa Centrale ed Orientale con il nome di Ferrariszahler. Può essere considerato il fondatore della scuola elettrotecnica torinese. Nel 1896 di ritorno dal congresso internazionale di elettricità di Ginevra fu promotore della nascita dell’Associazione Elettrotecnica Italiana (AEI), fondata poi a Milano il 27 Dicembre dello stesso anno e di cui egli fu eletto presidente per acclamazione. Il successore alla presidenza dell’AEI fu proprio Giuseppe Colombo, che già nel 1881, con il sostegno di alcune banche, aveva fondato a Milano il comitato promotore per l’applicazione dell’energia elettrica in Italia. Nato a Milano il 18 dicembre 1836, si laureò in matematica a Pavia. Divenne uno dei

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