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Il licenziamento: dinamiche psicosociali e strategie di coping

Il presente lavoro di tesi ha l’obiettivo di illustrare le principali dinamiche psicosociali connesse al licenziamento, secondo le prospettive teorica ed empirica. La parte teorica si sofferma sulla situazione “antecedente” il licenziamento e su quella “successiva”, esaminando rispettivamente le possibili cause e gli effetti della perdita del lavoro. La seconda parte consiste, invece, in una ricerca empirica che approfondisce il costrutto teorico delle strategie di coping.
Dal punto di vista psicosociale, si può considerare il licenziamento sia come una conseguenza di comportamenti errati e scorretti attuati da una delle parti sia come un evento generatore di effetti psicologici.
In quest’ottica, il licenziamento consiste in una “transizione psicosociale”, ossia in un passaggio improvviso dalla fase di occupazione a quella di disoccupazione e sancisce anche l’interruzione della possibilità di esercitare una condotta lavorativa. Inoltre, esso è la possibile conseguenza di una violazione di un “contratto psicologico” da parte di una delle parti, ossia di un rapporto di fiducia reciproca che presuppone la soddisfazione delle aspettative delle parti in gioco. Il licenziamento può infine essere considerato esito di una “socializzazione non riuscita”, che si verifica nel caso in cui l’inserimento graduale del lavoratore non abbia prodotto buoni esiti.

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1 Introduzione La ragione che sta alla base della scelta del licenziamento come oggetto di studio del presente lavoro è legata principalmente ad un evento che ha lasciato il segno sul mercato del lavoro regionale. Negli ultimi mesi del 2010 la Regione Molise ha deciso di limitare le sovvenzioni per i trasporti pubblici (delibera 771), costringendo le tre ditte principali molisane di trasporto di linea (SATI, Molise Trasporti e Larivera, oggi raggruppate in una sola azienda, la ATM) a licenziare per motivi economici molti dei propri dipendenti. Questo evento tuttavia è soltanto di uno dei tanti che caratterizzano l’attuale mercato del lavoro italiano. Infatti, a causa dell’attuale crisi economica, i licenziamenti per motivi economici sono in generale sempre più frequenti e i posti fissi diventano sempre di più un’utopia, soprattutto per i giovani. Le aziende, anche quando hanno ancora la forza di rimanere sul mercato, sono talvolta costrette a ridurre il proprio personale per diminuire i costi o per risorse economiche non sufficienti (come nel caso dei trasporti molisani), favorendo la crescita della disoccupazione. Una ricerca dell’ISTAT (2012) ha rilevato infatti che nei primi tre mesi dell’anno in corso il tasso di disoccupazione è del 10,9%, il più alto dal 1999. Per questa ragione il licenziamento è una tematica molto attuale e anche il recente dibattito sulla riforma del mercato del lavoro e sull’art.18 dello Statuto dei Lavoratori lo dimostra. Quella di oggi è una società in cui le certezze sono poche, dato che trovare un lavoro e mantenerlo non è facile. Questa realtà danneggerebbe la persona non solo dal lato economico-finanziario, ma anche da quello psicologico. Queste ragioni hanno spinto a scegliere la psicologia del lavoro come contesto disciplinare di analisi. Il presente lavoro ha l’obiettivo di rilevare, in materia di psicologia del lavoro, alcune dimensioni e dinamiche psicosociali connesse al

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Giuseppe Pozzuto Contatta »

Composta da 139 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.