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La fiducia di Carl Rogers nella natura umana: ''ammirare una persona come si ammira un tramonto'' - Aspetti pedagogici e psicopedagogici

Il mio elaborato evidenzia la visione ottimistica del noto psicologo Carl Ramson Rogers nei confronti della natura umana; anche la persona più “disumana” ha pur sempre qualche aspetto positivo... Ogni essere umano ha insito dentro di sé quella tendenza autoattualizzante che gli permette di svilupparsi al meglio, anche se questa tendenza prende spesso una “cattiva piega” (a causa della società in cui si vive, delle proprie esperienze personali, lavorative, di rapporti umani ecc..) e di conseguenza l'individuo ha molte difficoltà nel suo sviluppo interiore, incorre spesso in nevrosi o problematiche psicologiche di diverse entità. Una soluzione a tali problematiche potrebbero essere i gruppi di incontro, dei quali, Carl Rogers è un po' il padre fondatore.

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INTRODUZIONE “ Uno dei sentimenti più gratificanti che io conosca sorge dall’apprezzare una persona nello stesso modo in cui si apprezza un tramonto, esse sono meravigliose quanto un tramonto se le lascio essere ciò che sono.” Carl Rogers[1] . La prima affermazione che ho letto di Carl Rogers è stata proprio questa; dove le persone vengono da lui considerate come un “meraviglioso tramonto”, a patto che queste però non vengano oppresse, ma lasciate libere di essere se stesse per poter esprimere il grande mondo speciale che ognuna di loro nasconde dentro di sé. Ogni persona ha qualcosa di profondamente importante da esprimere, e per tale motivo ogni persona è degna di fiducia e rispetto. La personalità di Carl Rogers mi ha affascinata particolarmente perché ho percepito in lui uno spirito combattivo, una grande forza che gli ha permesso nella sua vita di andare sempre avanti. Egli è stato apostrofato da Richard Farson come un ‘tranquillo rivoluzionario’[2]: paziente, aperto e comprensivo, più incline ad ascoltare che ad imporre le sue idee; nondimeno, determinato e perseverante nel conseguire i suoi obiettivi. L’allievo e collega E. Gendlin, commemorandone la scomparsa, affermò: < Rogers sembrava una persona comune. Avrebbe piuttosto ascoltato te, e con vero interesse. Sapeva anche tenersi dentro silenziosamente i suoi nuovi pensieri, senza farne parola. E quando era pronto, metteva per iscritto le sue intuizioni innovative. Si prendeva cura di ogni persona. Il suo immenso potere gli derivava dal fatto che, una volta che aveva scoperto qualcosa, la seguiva fino in fondo. Non si bloccava di fronte agli ostacoli e così egli varò pratiche destinate a rivoluzionare il campo >[3]. Il lavoro da me svolto è stato strutturato nel seguente modo: il primo capitolo, suddiviso in tre paragrafi, rivisita la posizione culturale e scientifica di Rogers indirizzata ad una psicologia umanistica, all’interno della quale Rogers rivendica una visione fiduciosa verso gli uomini, contrariamente alla visione essenzialmente negativa della natura umana ricondotta alla psicoanalisi; dopodiché affronto, nel secondo paragrafo, la “tendenza 3

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Valentina Mandraccio Contatta »

Composta da 27 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.