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"Hello, do you speak English?" - L'inglese scritto e parlato nelle strutture alberghiere siciliane

Informazioni tesi

  Autore: Giovanni Paolo Strano
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Dipartimento di Scienze Umanistiche
  Corso: Lingue e Culture Europee ed Extraeuopee
  Relatore: Francesca Vigo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 189

Il turismo, sin dalle sue origini, ha rappresentato una delle più importanti forze trainanti dell’economia di un paese. In Sicilia, in particolare, esso sta dimostrando, in questi periodi di crisi, di essere una preziosissima risorsa che permette al bilancio regionale di mantenersi quanto più in positivo possibile. Naturalmente, la nostra industria alberghiera non vive di sola clientela siciliana e di ospiti provenienti da altre regioni d’Italia (benché il turismo d’affari rappresenti oggigiorno un’ottima fonte di guadagno, soprattutto per le strutture ricettive di città), ma si rivolge anche – e in certi casi soprattutto – alla clientela straniera, di provenienza internazionale ed intercontinentale. Chiaramente, affinché alla clientela sia garantito un servizio della migliore qualità possibile, a chiunque aspirasse a ricoprire il ruolo di addetto al Ricevimento è richiesta la conoscenza di almeno una lingua straniera (due, in alcuni casi). Qualora la lingua conosciuta fosse una sola, essa deve necessariamente corrispondere alla lingua inglese. È risaputo, infatti, che l’inglese è, a tutt’oggi, la lingua più diffusa al mondo; la conoscenza di tale idioma garantisce una comunicazione efficace con un’altissima percentuale (quasi il 100%) di clientela straniera non a conoscenza della nostra lingua nazionale.
L’insegnamento della lingua inglese è ormai obbligatorio nelle scuole italiane. Esso è impartito già dalla prima elementare e prosegue sino al conseguimento della maturità. L’insegnamento di due lingue straniere è obbligatorio sia negli istituti professionalizzanti alberghieri (inglese e, a scelta, francese o tedesco) che nei licei linguistici (dove si aggiunge una terza lingua, a scelta fra spagnolo e tedesco) e scientifici / classici (ad indirizzo linguistico). Una novità interessante nel campo dell’Istruzione la si è avuta con l’introduzione della metodologia CLIL nelle scuole superiori. CLIL sta per Content and Language Integrated Learning. Conosciuta in italiano come “uso veicolare della lingua straniera”, tale metodologia è stata introdotta ufficialmente con la Riforma Gelmini della scuola superiore del 2010. Essa prevede che “una materia venga insegnata in inglese nel quinto anno degli Istituti Tecnici, e in lingua straniera (quindi anche in altre lingue) nei Licei, con l’eccezione di quello Linguistico dove una materia in terza ed un’altra in quarta vanno insegnate in due lingue straniere” . La lezione CLIL comporta diversi vantaggi tra cui:

- un incremento di esposizione alla lingua straniera;
- una maggiore autenticità della lingua;
- una maggiore autenticità delle attività;
- il fatto che sono le conoscenze extralinguistiche a rendere comprensibile l’input;
- lo spostamento dell’attenzione dalla forma linguistica ai contenuti che essa veicola;
- il fatto che gli studenti meno interessati alle lingue o con minore attitudine all’apprendimento linguistico possono seguire le lezioni con la logica cognitiva propria di quelle discipline, ed è la lingua straniera che si piega a quella logica disciplinare, non sono più gli studenti a doversi piegare alla logica della lingua .

Tuttavia, benché gli obiettivi formativi mirino a fornire allo studente che consegue il diploma di maturità una conoscenza della/e lingua/e studiata/e pari al livello B1/B2 del QCER (Quadro Comune Europeo di Riferimento per la conoscenza delle lingue), in realtà, il bagaglio linguistico dello studente dipenderà, il più delle volte, dalla motivazione che quest’ultimo ha nello studio della lingua straniera.
In riferimento a quanto appena detto nel paragrafo precedente e applicando questo discorso al mondo del turismo, qual è, al giorno d’oggi, la conoscenza della lingua inglese, scritta e parlata, nelle strutture alberghiere siciliane? Al fine di fornire una risposta adeguata a tale quesito, vedremo, prima di tutto, quali sono i mezzi (e le loro caratteristiche) che, oggi, permettono ai clienti di mettersi in contatto con l’hotel da loro scelto, sia per iscritto che per via orale. Successivamente, nei capitoli secondo e terzo, sarà condotta un’analisi linguistica relativa ai dati raccolti. La raccolta dei dati è avvenuta sia tramite le risposte ricevute via e-mail da parte di 30 hotel siciliani che tramite i colloqui telefonici che un madrelingua inglese ha intrattenuto con gli addetti al Ricevimento di altri 30 hotel siciliani. La selezione dei 60 hotel oggetto di analisi è avvenuta in data 19 luglio 2012, tramite uno dei più conosciuti portali web di prenotazione. Sono stati tenuti in considerazione i giudizi di tutti gli ospiti.

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9 CAPITOLO I 1.1 Il turismo Da tempo immemore, l’attività turistica è presente nel mondo. Non appena la civiltà umana si è organizzata in città, poi regioni, poi stati, essa ha conosciuto sempre più spostamenti di singoli individui o di interi gruppi. Logico è che ci si è sempre spostati per le ragioni più disparate, partendo dall’economia, per arrivare alla salute o alla semplice visita di parenti o amici. Naturalmente, migliore era la condizione economica, meglio e più lontano ci si poteva spostare. Bisogna tener conto che le infrastrutture che abbiamo oggi, insieme all’odierna rete stradale, non esistevano di certo nell’Europa del ‘700. Quindi, ad esempio, per coprire distanze per le quali oggi impiegheremmo non più di 30 minuti in auto, ci sarebbero volute ore ed ore in calesse e questo tempo era tanto più alto quante più merci e/o persone avrebbero dovuto essere trasportate. Senza dilungarci troppo sulla qualità del trasporto – la quale è notevolmente migliorata oggi -, occorre tener conto anche delle infrastrutture dedicate all’ospitalità dei viaggiatori. Come sappiamo, quando non c’erano parenti ad aspettarli oppure quando non avevano qualcun altro che li attendesse al loro arrivo, i viaggiatori trovavano un riparo per la notte negli ostelli che incontravano lungo la via, senza, il più delle volte, conoscerne aspetti positivi o negativi, l’offerta, i servizi, né tanto meno la spesa che il passare una notte nel luogo incontrato per caso avrebbe comportato. Oggi, fortunatamente, la situazione è di molto migliorata. Infatti, grazie alle nuove tecnologie, tra cui Internet, è possibile conoscere tutto, nei minimi dettagli, in merito al servizio che si desidera acquistare. Infatti, è possibile prenotare on-line un

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