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Fund raising, reclutamento volontari e comunicazione delle organizzazioni non-profit. Strategie a confronto

Il mondo del non profit sta cambiando. Nonostante infatti il terzo settore stia crescendo, per numero di organizzazioni, operatori e volontari, le risorse a lui destinate sono in calo, nel 2011, l'anno nero, meno 10%, seguito nel 2012 da un abbassamento di altri quattro punti percentuali, e la concorrenza è sempre più agguerrita.
I mercati infatti hanno imposto uno stop alla filantropia delle imprese che spesso sono state costrette a ridurre drasticamente o interrompere i finanziamenti, così come le loro fondazioni; meno erogazioni anche dalla pubblica amministrazione ed è probabile che questo trend aumenterà, specialmente per le piccole organizzazioni di rilevanza locale. Restano più o meno stabili solo le donazioni da persone fisiche, che secondo Valerio Melandri, uno dei massimi esperti di fund e people raising del nostro paese non hanno avuto un calo evidente come quelle degli altri soggetti grazie al fatto che "l'ottanta per cento delle donazioni viene dal venti della popolazione. Tecnicamente da quella fascia ricca quella che risente meno della recessione."
L'ipotesi di partenza è che le associazioni debbano modificare gli strumenti e i loro modi di utilizzo, per riuscire a sopravvivere. Infatti bisogna sempre più rispondere ad esigenze quali creare relazione, fidelizzare ed essere concreti e innovativi per cercare nuovi modi di raccogliere fondi, sia dal settore pubblico che, soprattutto da quello privato.
L'obiettivo di questa tesi è proprio scoprire quali strategie e strumenti, delle piccole e medie associazioni, debbano adottare per attenuare i contraccolpi della crisi in due attività strategiche fondamentali per la sopravvivenza di
ogni organizzazione non profit: il fund raising ed il reclutamento volontari. Lo faremo attraverso l'analisi dei casi di quattro associazioni non profit del settore socio-sanitario operanti nel territorio milanese con l'intento di vedere come, nonostante la mission comune di "accompagnare il malato", le strategie cambino a seconda della identità e degli obiettivi dell'associazione.
L'elaborato è suddiviso in tre capitoli. Nel primo capitolo verrà analizzato il terzo settore in Italia, poi saranno definite e inquadrate, soprattutto dal punto di vista teorico, le attività di people e di fund raising, nel secondo si passerà ad un'analisi delle tecniche e degli strumenti utilizzati per gestire le due attività. Questa prima parte del lavoro è necessaria per riassumere e concentrare gli elementi emersi tra la ricerca bibliografica e quella empirica
dando così un quadro della situazione. Nel terzo capitolo, prevalentemente grazie ad interviste raccolte sul campo, verranno esaminate concretamente le strategie utilizzate dalle quattro associazioni: VIDAS, PROMETEO, AVO Milano e ABIO Milano, indagando sulle diverse mosse di adattamento al nuovo mondo.

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Introduzione Il mondo del non profit sta cambiando. Nonostante infatti il terzo settore stia crescendo, per numero di organizzazioni, operatori e volontari 1 , le risorse a lui destinate sono in calo, nel 2011, l'anno nero, meno 10% 2 , seguito nel 2012 da un abbassamento di altri quattro punti percentuali 3 , e la concorrenza è sempre più agguerrita. I mercati infatti hanno imposto uno stop alla filantropia delle imprese che spesso sono state costrette a ridurre drasticamente o interrompere i finanziamenti 4 , così come le loro fondazioni; meno erogazioni anche dalla pubblica amministrazione ed è probabile che questo trend aumenterà, specialmente per le piccole organizzazioni di rilevanza locale 5 . Restano più o meno stabili solo le donazioni da persone fisiche, che secondo Valerio Melandri, uno dei massimi esperti di fund e people raising del nostro paese non hanno avuto un calo evidente come quelle degli altri soggetti grazie al fatto che "l'ottanta per cento delle donazioni viene dal venti della popolazione. Tecnicamente da quella fascia ricca quella che risente meno della 1 IX censimento dell'industria e dei servizi, ISTAT, 2011. 2 Andrea Telara, “PROFESSIONE FUNDRAISER”, in “Business people” 10/2012. 3 http://www.festivaldelfundraising.it/downloads/files/Il%20Tempo%20Web.jpg 4 Marta Ghezzi, “Volontari a caccia di fondi :vince chi usa internet, ne “il Corriere della sera Milano”, 14/10/2012. 5 “Quanto vale il non profit italiano? Creazione di valore aggiunto sociale e ruolo delle donazioni” di S. Cima, M. Fioruzzi e L. Gandullia. 1

Laurea liv.I

Facoltà: relazioni pubbliche e comunicazione d'impresa

Autore: Davide Colombo Contatta »

Composta da 113 pagine.

 

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