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Snake Plissken - il Prototipo dell'antieroe

1) PRESENTAZIONE E ANALISI PRELIMINARE DEL PERSONAGGIO (TIPOLOGIA PERSONAGGIO) In che modello rientra? È buono o cattivo? In che contesto socio-culturale è stato concepito, come si relaziona o in che cosa si accomuna con altri personaggi di quel periodo? Come è nato il personaggio in questione ecc… - Rimandi a MAD MAX.

2) PRECEDENTI (MODELLI ISPIRATORI DEL PERSONAGGIO) - Snake Plissken si rifà o meno a qualche personaggio venuto prima cronologicamente? A che archetipo di personaggio? Con quali somiglianze? - rimandi allo spaghetti western di Sergio Leone (Clint Eastwood come anti-eroe solitario).

3) COMPORTAMENTI E AZIONI DEL PERSONAGGIO (cosa e come lo fa; che cosa pensa e come pensa; come vede il mondo? Com’è il suo punto di vista?) - brevi accenni al suo look ( come si veste e se si è ispirato a qualche moda o è una sua “invenzione”).

4) RUOLO DEL PERSONAGGIO (IL PERCHÈ FA CERTE AZIONI) - In pratica come ce lo mostra Carpenter (Lo presenta positivo o negativo? Sta per caso dalla sua parte? Gli è simpatico o meno?). Come viene introdotto, presentato, come viene inquadrato (movimenti di macchina, uso di colori, di luci e delle musiche) - analizzare come film e non come sceneggiatura (ci sono momenti chiave? Quali?) - Interpretazione di critici, studiosi, ecc…)

5) RIFERIMENTI GENERALI AL SEGUITO “FUGA DA ANGELES” - evoluzione o meno del personaggio, maturazione o meno, in cosa si diversifica dal primo film, se Carpenter ce lo presenta in maniera diversa, se ha cambiato il punto di visto nei suoi confronti.

6) INFLUENZE POSTERIORI DEL PERSONAGGIO (SUL CINEMA O SU ALTRE FORME D’ARTE) - possibili film, romanzi ecc… che hanno preso spunto dal personaggio o dalla pellicola in generale - Metal Gear Solid.

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INTRODUZIONE. Questa Dissertazione nasce dall’ammirazione verso John Carpenter; questo regista americano così sottostimato e sottovalutato in Patria. Un regista decisamente anti-conformista, e una persona che è andata avanti per oltre venticinque anni portando avanti “testardamente” le sue idee, fregandosene di tutto e di tutti, di critici che non lo capivano (specialmente quelli americani), delle Major che lo snobbavano, di una fetta del pubblico americano che denigrava ogni sua opera. Come disse lo stesso Carpenter in un’intervista: “In Francia sono un autore, in Inghilterra un buon artigiano di film fanta-horror, in America un buono a nulla”. Carpenter ha evitato per la maggior parte dei suoi film di affidarsi alle grandi Major per un fatto di indipendenza. Ha sempre voluto realizzare i suoi film senza dover sottostare a qualche “ingombrante” presenza che gli dicesse cosa fare; da vero indipendente si è affidato molto spesso a piccole produzioni (escludendo The Thing e Starman, ovviamente), da buon artigiano come egli si è sempre considerato. Si è anche vantato in più di un’occasione, (e secondo me giustamente) di riuscire a realizzare grandi film con piccoli budget (The fog e They Live lo dimostrano), e di non sfondare mai il tetto massimo di soldi che ha a disposizione per ogni film. Se per un film gli mettono a disposizione 8 milioni di dollari, lui utilizza effettivamente 8 miloni di dollari (se non qualche dollaro in meno). La cosa incredibile che alcuni suoi film, come Escape from New York, danno l’impressione che si sia speso un po’ di più nel realizzarli, poiché Carpenter sfrutta al massimo ogni mezzo espressivo e visivo per raccontare la sua storia. Appunto dicevo prima, Carpenter è un buon artigiano che si è “specializzato” nel filone fanta- horror, essendo un appassionato di questi generi fin da piccolo; ed è per questo forse, che è stato così sottovalutato: a differenza dei “chiassosi” Spielberg e Lucas, egli non ha mai deciso di “commercializzarsi” verso un pubblico più vasto e consenziente costruendosi una fama mondiale e “bagnata” da piogge di soldi dovuti agli incassi dei vari Star Wars o Indiana Jones. Addirittura Carpenter, dopo il flop di Big trouble in Little China, fu sul punto di abbandonare il mondo del cinema, poiché si sentiva un po’ frustrato e incompreso verso questo pubblico americano così indifferente e contrario alle sue opere. Ma per fortuna ci ripensò, e cambiò presto idea. In un epoca, la fine degli anni ’80, dove iniziava il successo dei film da cassetta senza contenuto alla Flashdance: spettacolo innocuo e niente più. L’epoca dell’inizio della circolazione massiccia dei film in VHS, la nascente epoca dei blockbuster. La sfiducia verso il sistema economico del cinema e delle grandi compagnie cinematografiche, sfocia in uno dei film, a mio giudizio, più belli di John Carpenter, They live. Il film più di “sinistra” di Carpenter, quello più sfiduciato verso le istituzioni (al secondo posto vengono tranquillamente a pari merito Escape from New York ed Escape from L.A.), quello dove si vede la brutalità della polizia, lo strapotere delle istituzioni, nell’America di Reagan dove era di moda avere una pettinatura ed un’auto cool. Una delle cose geniali di questo film è che il protagonista John Nada (infatti lui per i ricchi burocrati è un bel niente, una nullità, come il suo cognome), proviene dai bassifondi, ma col sacrificio della sua stessa vita salva il mondo dalla presenza degli alieni sfruttatori. Inoltre Carpenter non è mai stato un grande fan del cinema Europeo a differenza di Lucas e Spielberg, infatti i suoi idoli sono John Ford e Howard Hawks; inoltre come ho detto prima, da buon artigiano, quasi tutti i suoi film sono realizzati dal regista stesso in tutte le fasi di produzione, compreso le musiche. 2

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Danilo Doglio Contatta »

Composta da 66 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.