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La sparizione del reale nel cinema di David Lynch

In un mondo in cui ogni verità è messa in discussione, in cui la realtà virtuale supera la contingenza, il cinema contemporaneo risponde a tono con un’immagine filmica nuova, che rompe ogni tradizione con il passato e valica il presente per rappresentare una realtà simulata e simulacrale, che non ha più legami con il mondo reale. Tanti i nomi di cineasti abili a descrivere questa condizione postmoderna, ma solo uno ha saputo effettivamente coniugare la realtà con il suo simulacro, realizzando opere che danno indiscutibilmente l’impressione di galleggiare in una zona non determinata tra la realtà e la fantasia e il suo nome è: David Lynch.

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 INTRODUZIONE In un mondo in cui ogni verità è messa in discussione, in cui la realtà virtuale supera la contingenza, il cinema contemporaneo risponde a tono con un’immagine filmica nuova, che rompe ogni tradizione con il passato e valica il presente per rappresentare una realtà simulata e simulacrale, che non ha più legami con il mondo reale. Tanti i nomi di cineasti abili a descrivere questa condizione postmoderna, ma solo uno ha saputo effettivamente coniugare la realtà con il suo simulacro, realizzando opere che danno indiscutibilmente l’impressione di galleggiare in una zona non determinata tra la realtà e la fantasia e il suo nome è: David Lynch. Un artista completo, capace di “collocare la realtà sociale e il suo supplemento fantasmatico rimosso, uno accanto all’altro, come due universi che si alternano.” 1 Nei suoi film è difficile percepire la distinzione tra il piano reale e quello irreale che però appartiene allo stesso universo e nasce da esso. I fantasmi, la dimensione onirica, il perturbante, sono i principali elementi che contraddistinguono il suo stile e sono del tutto in linea con lo scenario postmoderno in cui vive la società odierna. Gli individui che la abitano, sono, infatti, ossessivamente attratti dall’estasi dell’iperrealtà alimentata dal regno dei computer e dei media, tanto da trasformare se stessi in entità mediatiche. T u t t o c i ò c o m p o r t a c h e r e a l e e immaginario si trovano a condividere lo stesso spazio senza che sia più possibile distinguere l’uno dall’altro, e capirne il senso. Proprio 















































 1 Žižek, Slavoj, Il godimento come fattore politico, Milano, Raffaello Cortina Editore, 2004, p. 149.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere

Autore: Valentina Calabrese Contatta »

Composta da 147 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.