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Il grooming: conoscerlo per prevenirlo

Nel primo capitolo della presente ricerca sono state illustrate le principali risposte giuridiche date a livello internazionale, comunitario e locale contro la nuova sfida del child-grooming.
Nel capitolo successivo, premessi brevi cenni sul rapporto tra minori e social network, sono state analizzate le minacce rappresentate dai nuovi media. La trattazione è stata poi approfondita sul problema della pedopornografia in rete, sugli interventi preventivi a tutela del minore, nonché sul ruolo della famiglia, della scuola e delle altre istituzioni.
Nel terzo capitolo è stato tracciato il profilo criminologico del cyber-predatore con riferimenti di criminogenesi e di criminodinamica anche con l’ausilio di tabelle grafiche.
Nell’ultima parte di tesi studieremo la psicologia della vittima di grooming e le conseguenze sulla sua personalità.
Alla luce dei risultati raggiunti, in conclusione, sono state avanzate alcune proposte politiche di contrasto e di prevenzione del grooming ritenute più idonee.
Per rendere l’indagine più concreta, il lavoro è stato integrato con:
• la citazione di un caso recente di cronaca;
• l’intervista personale di un Sostituto Procuratore presso il Tribunale;
• l’intervista personale di una Psicologa e Consulente Tecnico di Tribunale;
• dati statistici attuali.

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1 Introduzione Un mix di curiosità e imprudenza può spingere bambini e adolescenti ad avventurarsi su Internet senza la giusta consapevolezza, oppure ad utilizzare con ingenuità il cellulare, entrando così in contatto con interlocutori sconosciuti. Tra opportunità e rischi, oggi i siti come Facebook o MySpace fanno parte della vita dei minori di tutto il mondo. In particolar modo gli adolescenti utilizzano questi servizi come spazi per la loro vita sociale 1 . Non sono solo le ricerche di sociologia a dirlo, ma anche le sempre più frequenti analisi statistiche 2 . Spesso però, dietro nickname e falsi profili sui social network 3 si celano malintenzionati o, ancor peggio, pedofili. Tutelare i minori, quale pubblico dei servizi in rete è certamente una delle priorità della politica e del diritto in questi anni. Una priorità che, tuttavia, si è spesso scontrata con la necessità di adattare i testi legislativi alla natura dinamica, aperta e sostanzialmente inedita di queste nuove tecnologie. Nel presente lavoro verranno illustrate le principali risposte giuridiche date a livello internazionale, comunitario e locale contro la 1 D. BENNATO, I social network come metafore di spazi sociali, 2009, pag. 51 e ss. Il testo è disponibile sul sito http://it.scribd.com/doc/19427938/Davide-Bennato-I-Social-Network- come-metafore-di-spazi-sociali Vedi anche: L. IANNELLI, I primi studi sui Social Network Sites come tracce del presente, in www.fondazionetelecomitalia.it 2 Un’analisi DOXA condotta per conto di Save the Children, rilevò che il 73% dei ragazzi al di sotto di 17 anni aveva visitato almeno una volta community, instant messaging e social network; di questi, mentre il 23% aveva allacciato solo relazioni on-line, il 14% si era spinto anche all’incontro personale (per un approfondimento dei dati, v. DOXA, L’uso di Community, Instant Messaging e Social Network, in www.sicurinrete.it). Tali percentuali sono ancor più alte dopo il boom di smartphone, Apple, iPhone, iPad e Tablet. Fonte: www.savethechildren.it 3 Social Network Sites (SNS).

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Mario Di Lorenzo Contatta »

Composta da 100 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1125 click dal 18/12/2013.

 

Consultata integralmente 10 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.