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Il sistema pensionistico e le donne: riflessi sull'economia delle aziende

Informazioni tesi

  Autore: Luca Michele Filograna
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Economia e commercio
  Corso: Bilancio
  Relatore: Alessandra Tami
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 44

La tesi tratta, nel primo capitolo, l'argomento del sistema pensionistico italiano, prima in modo generico, e poi in modo più approfondito per quanto riguarda le donne. Nel secondo capitolo si procederà con l’esporre le normative e gli strumenti di conciliazione famiglia-lavoro con le conseguenti ripercussioni che hanno sulla partecipazione della donna all’attività lavorativa. Nel terzo capitolo si parlerà poi della profonda riforma della previdenza complementare che punta sullo sviluppo di forme pensionistiche complementari, sia collettive che individuali, ma soprattutto sui fondi pensioni, sottoposti all’attività di vigilanza della Covip, visti come veri e propri centri di raccolta del risparmio nei quali l’afflusso costante di contribuzioni crea delle disponibilità che si incrementano con una gestione orientata verso politiche di investimento a medio e lungo termine.

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3 INTRODUZIONE Nel nostro Paese negli ultimi decenni si assiste ad un progressivo invecchiamento della popolazione ed allungamento della vita media, contrastato da una contemporanea riduzione della natalità: quindi, a parità di fattori, si pagherebbero pensioni ad un numero maggiore di persone e per un tempo più lungo. Il problema in sostanza è che questi fattori concomitanti avevano iniziato a pesare sempre di più sull’ammontare della spesa pubblica. Alla luce dei fatti, il sistema previdenziale obbligatorio pubblico si è rivelato non più sostenibile nel lungo periodo; ciò ha reso necessario, negli ultimi venti anni, una serie di riforme che ne hanno modificato notevolmente il funzionamento. Alla concretezza di queste istanze, si accompagnavano poi alcune necessità non più eludibili: l'abolizione di alcuni privilegi e l'armonizzazione del meccanismo previdenziale italiano, tentando di convergere verso una maggiore uniformità di trattamento tra dipendenti pubblici, privati e lavoratori autonomi. Nel primo capitolo saranno esaminati alcuni concetti chiave necessari per poter capire il significato delle riforme che avvengono in seguito. Successivamente sarà esposta una descrizione delle riforme della previdenza di base e un punto generale sugli effetti riguardanti le donne e la previdenza complementare, a partire dal 1992 per concludersi con gli ultime correttivi imposti dal Governo Monti. Infatti, da quel momento, sono stati varati numerosi provvedimenti legislativi che hanno portato ad una vera e propria rivoluzione del sistema previdenziale: si è sostanzialmente passati da un sistema interamente retributivo ad un sistema completamente contributivo. Con l’introduzione di questo sistema si prevede una riduzione prospettica delle pensioni. Nel secondo capitolo si procederà con l’esporre le normative e gli strumenti di conciliazione famiglia-lavoro con le conseguenti ripercussioni che hanno sulla partecipazione della donna all’attività lavorativa. Tra questi strumenti, ne saranno analizzati in maniera più dettagliata due tra i più utilizzati: il part-time e gli asili nido, i quali hanno contribuito in modo significativo all’aumento dell’occupazione femminile. In ogni caso, con lo scopo di evitare che i futuri pensionati siano più poveri, è stata parallelamente effettuata una profonda riforma della previdenza complementare. Infatti il suo sviluppo è visto come lo strumento essenziale di tutela al fine di creare una rendita integrativa, in aggiunta alla rendita pensionistica pubblica, in modo tale da permettere ai lavoratori di poter godere, durante il periodo del pensionamento, di un reddito che non sia notevolmente inferiore a quello percepito durante l’intera vita lavorativa.

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