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Sistemi web-based di analisi strategica: Business Intelligence e Big Data

Informazioni tesi

Autore: Daniele Marchesani
Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
Anno: 2012-13
Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
Facoltà: Economia
Corso: Economia Aziendale
Relatore: Michele AntonioRea
Lingua: Italiano
Num. pagine: 197

Ogni organizzazione è oggi circondata da dati da catturare, analizzare e rappresentare. Con il lavoro di tesi si cerca di raccogliere ciò che nella letteratura interdisciplinare è stato finora descritto riguardo i sistemi informativi aziendali di supporto all'analisi strategica. Tale lavoro di ricerca segue un approccio formale e descrittivo nella prima parte, e più tecnico nella seconda, terminando con una simulazione di analisi strategica. Tutto ciò per raggiungere l'obiettivo del lavoro: raccogliere, strutturare ed applicare la conoscenza sulla tematica, molto variegata e multidisciplinare.
Nel lavoro viene studiata la Business Intelligence(da ora BI). La sua versione 1.0, basata su DataWarehouse e Data Mining, aveva natura statica e strutturata. Successivamente, la c.d. BI 2.0 ha integrato quanto già presente nella versione precedente con nuovi sorgenti informative, sfruttando il web 2.0. Essa rappresenta la versione maggiormente diffusa, date le grandi potenzialità d'analisi esplorativa. Con essa, nuove tecnologie di indagine hanno arricchito quanto già sviluppato. Tuttavia, oggi di essa si registra una nuova evoluzione, la BI 3.0, basata sul web semantico. Essa fonda la sua differenziazione sulle tecnologie in-memory per la modellazione dei dati, la capacità di fornire solo informazioni rilevanti e l'impiego di social tool per la cooperazione aziendale. Il tutto col fine di trasformare il web in un database, rendendo ogni dato sempre accessibile.
Il web è ormai da tempo una risorsa essenziale per ogni attività aziendale. La possibilità di raccogliere ed aggiornare i contenuti, in modo rapido e completo, seppur disordinato, è un valore aggiunto che ogni azienda necessita di comprendere. Tutto ciò, tuttavia, porta numerose problematiche mai affrontate e riguardanti quei dati che, per le loro caratteristiche di voluminosità, velocità e varietà(le c.d. “3 V”) definiscono nuovi paradigmi e nuove necessità. Tutti dati che, perciò, vengono definiti Big Data. Ad essi possono essere associati obiettivi d'uso distinti, dipendenti dallo specifico contesto, che possono investire ogni funzione aziendale. Affinché ciò si realizzi essi richiedono infrastrutture molto onerose le quali, però, grazie alle più recenti tecnologie computazionali, riescono a catturare una ricca mole di dati. Tuttavia, affinché tutto ciò si traduca in benefici reali è fondamentale disporre delle competenze di analisi. Esse sono oggi assenti nella gran parte della aziende. Tale risorsa, essendo rilevante, unica ed appropriabile, può distinguere un'azienda che le possieda. Purtroppo oggi tali competenze aziendali, statistiche ed informatiche, sono assenti nel mondo del lavoro, per cui coloro che ne dispongono possono contare su un elemento rilevante.
Tra le infrastrutture, rilevanti sono i tool di Big Data Analytic (BDA). È su questo tema che si sviluppa la parte centrale del lavoro. Tali strumenti assumono oggi diverse forme, con corrispettivi costi e funzionalità distinti. In esse diverse tecnologie sono di supporto ad ogni tipologia di analisi, statica o dinamica. Inoltre, tecniche di origine statistica ed informatica si aggiungono a ciò in modo innovativo. In particolare, all'interno dei tali tool, gli strumenti di Data Mining offrono la possibilità di identificare associazioni tra i dati, anche se presenti in strutture dati differenti. Tutto questo processo di analisi genera però anche la “sfida dei Big Data”, ossia un insieme di ostacoli legati a privacy, tempestività, collaborazione umana, scalabilità ed eterogeneità.
Oggi, nonostante siano molti i modi in cui i Big Data possono essere utilizzati per creare valore in diversi settori, ricerche mostrano che siamo solo sulla punta di un iceberg ricco di innovazioni, produttività e crescita. Le soluzioni di BI, con i loro riflessi in ambito strategico e competitivo, diverranno sempre più elemento fondamentale di ogni sistema di controllo, sia operativo che strategico.
In conclusione dell'elaborato, viene riportato un esempio di analisi strategica condotta mediante dei dati raccolti tramite piattaforme gratuite sul web, come “Mention”. Nello specifico viene studiato il caso dei Google Glass. Sono state raccolte oltre undicimila menzioni pubbliche sul web e riguardanti tale prodotto e quelli ad esso concorrenti, delle quali si è cercato di individuarne la polarità (positiva, negativa o neutra) distinguendo così quale tra i concorrenti è attualmente meglio visto dalla comunità della rete web. Ne è emerso che i canadesi Recon Jet ben sanno distinguersi dai competitor. La sezione applicativa viene conclusa poi con l'impiego delle tecniche di visualizzazione grafica dei dati ai fini di una più facile comprensione degli stessi, mediante la tecnica del Tag Cloud.
In tal modo si raggiunge l'obiettivo di applicare, infine, la conoscenza riportata nei capitoli precedenti, seguendo così un approccio sia formale che empirico.

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Introduzione Al giorno d'oggi, le aziende operano in contesti caratterizzati sempre più da maggiore eterogeneità e dinamicità, tali da rendere spesso molto difficile realizzare un'analisi ed una comprensione dell'ambiente oggettiva e completa. Infatti, sempre più alcuni fattori esterni, come la crisi economica e culturale, ed interni, come la staticità delle imprese più anziane e la loro vischiosità al cambiamento, divengono elementi chiave nella iper-competizione mondiale che ormai da più di trent'anni contraddistingue la quasi totalità dei mercati e settori. Tuttavia, la crisi economica e tutte le suddette problematiche possono divenire al contempo una importante opportunità di ottenimento di un vantaggio competitivo per tutte quelle aziende che, vuoi per la cultura aziendale maggiormente orientata all'ascolto ed al cambiamento, o vuoi per una mera necessità, riescono a comprendere meglio l'ambiente che le circonda, se non addirittura a far proprio ciò che è meglio fare per assicurare uno sviluppo sostenibile da parte dell'organizzazione nel suo complesso. A tale riguardo, esemplare è la lingua cinese, nella quale viene rappresentata la parola crisi, qui riportati in figura, attraverso due ideogrammi. Tale caratteri, rispettivamente Wej e Ji, corrispondono all'unione di due parole, quali pericolo ed opportunità. La crisi può, infatti, rappresentare un momento di pericolo per tutti i soggetti che sono fermi in una situazione statica e di riluttanza, ossia tutti coloro che rifiutano l'henka, ossia la trasformazione, il cambiamento di un sistema sia sociale che fisico, sia culturale che tecnico. Ma essa può anche rappresentare una opportunità per tutti coloro, invece, che sono pronti a cavalcare l'onda del cambiamento e diventare nuovi leader di un contesto. Le redini del successo sono quindi molto in mano alla cultura dell'azienda, e del management in primo luogo, che deve essere sempre più attenta a dettare la giusta direzione, (ri)definendo la vision aziendale in modo flessibile. Pertanto, uno studio completo dell'ambiente e di ciò che un'organizzazione i

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