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Le neuropatie sensitive e autonomiche ereditarie: caratterizzazione molecolare

Scopo di questo studio è la caratterizzazione molecolare di una casistica di pazienti affetti da neuropatia sensitiva e autonomica con possibile ereditarietà dominante. Lo screening prevede la ricerca di mutazioni nei geni noti associati ad HSAN I, RAB7, ATL1, SPTLC1 e SPTLC2 mediante amplificazione tramite reazione di polimerizzazione a catena (PCR), analisi DHPLC e sequenziamento nucleotidico automatico diretto.
Oltre alla caratterizzazione genotipica dei pazienti, scopo dello studio è l’analisi sistematica delle variazioni identificate mediante programmi in silico al fine di valutarne il possibile ruolo patogenetico. Tali programmi consentono di analizzare aspetti diversi della variazione in analisi, dall’impatto sulla proteina, alla conservazione filogenetica, all’alterazione dello splicing. Lo studio si propone di effettuare l’analisi sistematica non solo per le nuove varianti non descritte in letteratura, ma anche per quelle annotate come SNP (Single Nucleotide Polymorphism) e associate ad una bassa frequenza (inferiore allo 0,02%).
L’eventuale identificazione di alterazioni non ancora descritte che possono avere un ruolo nell’insorgenza della patologia permetteranno di ampliare le conoscenze sullo spettro fenotipico della malattia e sui possibili meccanismi patogenetici.
L’indagine genetico molecolare permette di fornire la diagnosi definitiva al paziente e quindi di escludere altre patologie che rientrano nella diagnosi differenziale.
Lo studio esteso ai famigliari risulta molto utile per la determinazione del corretto pattern di ereditarietà e, nel caso vengano identificate nuove mutazioni, la possibile correlazione genotipo fenotipo.
La diagnosi precoce risulta particolarmente importante proprio al fine di prevenire le complicazioni, il tutto a vantaggio di un sostanziale miglioramento della vita dei pazienti.

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4 INTRODUZIONE LA MALATTIA DI CHARCOT-MARIE-TOOTH La malattia di Charcot-Marie-Tooth (CMT) deve il suo nome alla descrizione, a fine ‘800, da parte di tre neurologi, Jean-Martin Charcot, Pierre Marie e Howard Henry Tooth. Si tratta di una neuropatia ereditaria caratterizzata da coinvolgimento del sistema nervoso periferico sia del versante motorio che sensitivo e per questo chiamata anche con l’acronimo HMSN (Hereditary Motor and Sensory Neuropathy). La CMT rappresenta il più comune disordine neuromuscolare ereditario con una prevalenza stimata di 1 individuo affetto su 2500. Nonostante si tratti di una malattia geneticamente eterogenea il fenotipo clinico è comune, dovuto ad una polineuropatia sensitivo-motoria lunghezza–dipendente con prevalente coinvolgimento delle fibre nervose di maggior diametro. Essa è caratterizzata principalmente da piede cavo, dita a martello, distorsione delle caviglie, difficoltà nel cammino, marcia steppante, deperimento, debolezza, perdita della sensibilità dei segmenti distali degli arti inferiori. Altri segni possono essere “mani ad artiglio”, tremore, crampi muscolari, piedi freddi, calli, acrocianosi. Sintomi sensitivi come la parestesia sono rari, ma il dolore è molto comune, soprattutto ai piedi, agli arti inferiori e alla spina lombare. L’esordio può essere precoce, nella prima decade Figura 1 Pazienti affetti da CMT. A-B: deperimento muscolare delle gambe;. C-E: deformità dei piedi con dita a martello e callosità; F: mani ad artiglio [1].

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: scuola di farmacia, biotecnologie e scienze motorie

Autore: Elisa Tecchio Contatta »

Composta da 64 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.