Diritti animali e implicazioni sociali

Per far comprendere a pieno la tesi esposta in questo elaborato, è utile a tali fini ripercorrere la storia dei grandi complessi bovini della civiltà occidentale, analizzando i modi con cui hanno influenzato la nostra visione del mondo, e il mondo stesso.
Si vedrà come la lotta tra nomadi e agricoltori, che ha caratterizzato gran parte della storia occidentale, ha influenzato specifiche culture e società, prime fra tutte quelle dell’India, della Spagna e delle isole britanniche. Sono stati presi in considerazione questi tre paesi in particolare perché rappresentanti di tre diverse tendenze: in India ha prevalso il rispetto per gli animali non umani; in Spagna prevalse l’immagine mascolina del toro, a discapito di quella femminile della mucca (che ha invece prevalso in India); nel Regno Unito, invece, emersero i risultati peggiori dell’influenza nomade, e la carne assunse un’importanza sempre maggiore, per arrivare all’apice raggiunto con la carne grassa, simbolo del benessere e misura del gusto.
Carne grassa che influenzò anche la colonizzazione del Nuovo Mondo, in cui si sperimentò per la prima volta il connubio tra produzione cerealicola e allevamento bovino, causa futura di conseguenze devastanti.

Conclusosi il discorso inerente la storia, si analizzerà l’etica inerente gli animali non umani partendo dall’antica Grecia, con la contrapposizione tra la scuola di Pitagora, vegetariano e rispettoso della natura nel suo complesso, e la scuola di Platone e del suo discepolo Aristotele, il quale, difendendo la schiavitù, difendeva implicitamente anche lo sfruttamento degli animali non umani.
Successivamente verrà Cartesio e la sua dottrina dell’animale-macchina, e si toccherà il punto più basso per l’etica, dal quale non si può far altro che risalire; risalita che partì con Bentham e la sua celebre affermazione “Il problema non è ‘Possono ragionare?’ né ‘Possono parlare?’, ma ‘Possono soffrire?’”; arrivando a Singer e il suo “Liberazione animale”, testo considerato il manifesto del movimento animalista.

Si parlerà anche di teologia animale per l’importanza sociale di un’istituzione secolare come la Chiesa, facendo partire l’analisi dalla Bibbia e dalla volontà di Dio, per poi passare a due concezioni opposte, quella di S. Tommaso e quella di Andrew Linzey (sacerdote anglicano, membro della facoltà di teologia dell’Università di Oxford, e fondatore e direttore del Centre for animal etichs); per poi concludere con la situazione contemporanea e le ultimissime prese di posizione di papa Francesco.

Si arriverà a spiegare i motivi per cui gli animali sono titolari di diritti fondamentali, diritti poi esplicitati nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale, un documento che rivoluziona il tradizionale rapporto uomo-animali non umani, che però deve essere un punto di partenza, e non di arrivo.

L’elaborato si concluderà con un’analisi delle conseguenze negative che la zoofagia (l’uso, da parte degli umani, degli animali come fonte di nutrimento) e l’allevamento intensivo hanno portato e continuano a portare: la questione della “fabbrica di proteine alla rovescia”, una delle concausa della fame nel mondo; la distruzione delle foreste; il rapido esaurimento dell’acqua potabile e l’inquinamento delle falde acquifere; le cosiddette malattie del benessere (diabete, tumore, patologie cardiovascolari varie).

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INTRODUZIONE Per far comprendere a pieno la tesi esposta in questo elaborato, è utile a tali fini ripercorrere la storia dei grandi complessi bovini della civiltà occidentale, analizzando i modi con cui hanno influenzato la nostra visione del mondo, e il mondo stesso. Si vedrà come la lotta tra nomadi e agricoltori, che ha caratterizzato gran parte della storia occidentale, ha influenzato specifiche culture e società, prime fra tutte quelle dell’India, della Spagna e delle isole britanniche. Sono stati presi in considerazione questi tre paesi in particolare perché rappresentanti di tre diverse tendenze: in India ha prevalso il rispetto per gli animali non umani; in Spagna prevalse l’immagine mascolina del toro, a discapito di quella femminile della mucca (che ha invece prevalso in India); nel Regno Unito, invece, emersero i risultati peggiori dell’influenza nomade, e la carne assunse un’importanza sempre maggiore, per arrivare all’apice raggiunto con la carne grassa, simbolo del benessere e misura del gusto. Carne grassa che influenzò anche la colonizzazione del Nuovo Mondo, in cui si sperimentò per la prima volta il connubio tra produzione cerealicola e allevamento bovino, causa futura di conseguenze devastanti. Conclusosi il discorso inerente la storia, si analizzerà l’etica inerente gli animali non umani partendo dall’antica Grecia, con la contrapposizione tra la scuola di Pitagora, vegetariano e rispettoso della natura nel suo complesso, e la scuola di Platone e del suo discepolo Aristotele, il quale, difendendo la schiavitù, difendeva implicitamente anche lo sfruttamento degli animali non umani. 1

Laurea liv.I

Facoltà: Sociologia

Autore: Mario Gino Mazzarella Contatta »

Composta da 66 pagine.

 

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